Energia

Come battagliano Total, ExxonMobil e Shell sul carburante navale. L’approfondimento di Gagliano

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Le ultime mosse e le ultime novità dei colossi come Total, ExxonMobil e Shell sul carburante navale. L’approfondimento di Giuseppe Gagliano

Il 21 ottobre 2019, presso l’International Petroleum and Natural Gas Enterprises Conference (Ipec) Total e ZEG hanno posto in essere una joint venture per lo sviluppo e la vendita di un combustibile per uso navale con meno zolfo, che è come noto un elemento estremamente inquinante presente nei combustibili per il settore.

Total China Investment deterrà il 49% della società e Zhejiang Zheneng Petroleum New Energy (di proprietà di ZEG) avrà la maggioranza con il 51% delle azioni. Questa partnership dimostra la forte presenza di Total nel mercato energetico cinese. Total è stato infatti il ​​primo player straniero a penetrare in questo mercato quasi 40 anni fa e sfrutta la sua conoscenza del campo per sviluppare un’alleanza con un importante operatore pubblico.

La joint venture mirerà a distribuire un nuovo combustibile marino meno inquinante. Già nel gennaio 2020, i carburanti per uso marittimo dovranno ridurre il loro contenuto di zolfo dopo l’entrata in vigore di una decisione dell’Organizzazione marittima internazionale (Imo). Quest’ultima ha infatti deciso nel 2016 di fissare allo 0,5% il contenuto massimo di zolfo nei carburanti utilizzati dal trasporto marittimo (rispetto all’attuale 3,5% ).

Oggi il solo trasporto marittimo consuma quasi la metà di questo olio combustibile pesante e inquinante (circa 200 000 milioni di tonnellate all’anno). Questo combustibile è derivato da una miscela di diversi elementi petroliferi non raffinati che lo rende economico e consente l’uso di tutti gli elementi della catena di produzione petrolifera. L’industria ha avuto quattro anni per adattarsi a questo cambiamento nella composizione. È in questo contesto che Total ha iniziato lo sviluppo del suo olio combustibile a basso contenuto di zolfo.

In effetti, il tempo relativamente breve lasciato alla marina mercantile per migliorare i suoi dispositivi, lascia alcuni degli attori incapaci di allinearsi al nuovo standard a tempo debito. L’Opec ha affrontato il problema e stima che il 30% della flotta mercantile mondiale non sarà in grado di soddisfare le nuove normative nei primi anni.

La joint venture sarà stabilita nella regione di Zhoushan, la più grande piattaforma globale per il traffico navale. Total sarà quindi in grado di distribuire il suo nuovo combustibile nella regione marittima più trafficata dalle merci e diventare un venditore di combustibile per uso marittimo fondamentale nella regione.

Inoltre, mentre i vettori non sono preoccupati di trovare carburante a basso contenuto di zolfo negli Stati Uniti e nei porti europei entro gennaio 2020, il breve periodo di adattamento lasciato dall’Imo lascia loro il timore di una scarsa offerta in altre aree geografiche e in particolare in Asia. È quindi fondamentale costruire una rete di produzione e vendita all’interno di questo centro economico.

Tuttavia, altri giganti del petrolio hanno già il loro combustibile a basso contenuto di zolfo e la guerra economica tra multinazionali sarà intensa.

Basti pensare alla ExxonMobil che prevede di essere in grado di fornire il proprio carburante nei porti di Anversa, Rotterdam, Genova, Marsiglia, Singapore, Laem Chabang e in tutto il Nord America già a partire da gennaio 2020.

Shell, da parte sua, ha deciso nell’ottobre 2018 di sviluppare la sua gamma di gas naturale liquefatto (Gnl) e prevede di istituire una rete mondiale di stazioni di Gnl. Il gruppo ha inoltre acquisito la fornitura di Gnl per due navi passeggeri in costruzione in Finlandia e ha effettuato un massiccio investimento in un progetto Gnl in Canada. L’infrastruttura necessaria per il funzionamento e la produzione di Gnl è già in costruzione e l’inizio delle esportazioni di Gnl in Asia è previsto per il 2024.

Total sta quindi affrontando una forte concorrenza nel settore asiatico. Oltre alla produzione di questo nuovo carburante, il gruppo francese, sotto la guida di Patrick Pouyanné, ha deciso di reinvestire in Gnl divenendo il secondo produttore con una quota di mercato del 10%.

Nonostante la realizzazione di un nuovo olio combustibile da parte di Total, il Gnl sembra essere in una buona posizione per diventare il futuro combustibile per uso marittimo.

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