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La Cina potrà garantire abbastanza allumina alla Russia?

Allumina

La Cina ha aumentato molto le esportazioni di allumina, un materiale necessario alla produzione di alluminio, verso la Russia. Ma basterà a soddisfare il fabbisogno del paese, isolato dalle sanzioni?

 

Dall’inizio della guerra dell’Ucraina, le esportazioni cinesi di allumina verso la Russia sono “salite alle stelle”, scrive Quartz. È una buona notizia per Mosca, dato che non può più acquistarla dai suoi due fornitori principali: l’Australia e l’Ucraina.

CHE COS’È L’ALLUMINA

L’allumina è un ossido utilizzato nel processo di ottenimento dell’alluminio; quest’ultimo è invece un metallo impiegato nella manifattura di un gran numero di prodotti diversi, dalle lattine alle automobili agli apparecchi militari.

I NUMERI DELLE ESPORTAZIONI

Stando ai dati cinesi, a marzo la Russia ha acquistato 9950 tonnellate di allumina dalla Cina: si tratta un valore quasi dieci volte più alto di quello dello stesso mese dell’anno scorso. Nel primo trimestre del 2022, peraltro, le esportazioni cinesi di allumina verso la Russia sono quasi sei volte superiori ai volumi dell’intero 2021.

allumina
Grafico via Quartz.

IMPOSSIBILE SOSTITUIRE UCRAINA E AUSTRALIA

Eppure, nonostante il forte aumento dei trasferimenti, la Cina non potrà soddisfare l’interezza del fabbisogno russo. Stando a S&P Global, prima dell’invasione – il 24 febbraio scorso -, la Russia ha importato dall’Australia e dall’Ucraina un totale di 275mila tonnellate di alluminio; la maggior parte delle forniture sono andare a Rusal, la compagnia russa che produce più alluminio al mondo.

I volumi cinesi non bastano a sostituire interamente quelli ucraini e russi. Pechino non può nemmeno aumentare troppo le esportazioni, perché ha bisogno di allumina per le proprie fonderie.

PAURA DELLE SANZIONI SECONDARIE

Secondo Wood Mackenzie, è possibile che la Cina decida di acquistare l’allumina che l’Australia aveva inizialmente destinato all’export in Russia, e poi rivenderla a Mosca. Finora, tuttavia questo non è accaduto, forse perché Pechino vuole evitare di incorrere nelle sanzioni secondarie.

RUSAL E IL MERCATO DELL’ALLUMINIO

Rusal non è stata sottoposta a sanzioni, almeno per il momento, forse per evitare di causare ulteriori scossoni al mercato e ai prezzi dell’alluminio. Anche la società mineraria Rio Tinto ha detto che, in caso di sanzioni a Rusal, si verificherebbe uno “sconvolgimento piuttosto significativo” all’industria mondiale dell’alluminio (benché Rio Tinto stessa potrebbe trarre profitto dai prezzi più alti).

CHI TAGLIA L’EXPORT VERSO LA RUSSIA

Le sanzioni contro Mosca stanno già rimodellando drasticamente i flussi commerciali globali. La Germania, il Giappone, la Corea del sud e Taiwan, ad esempio, hanno ridotto l’export verso il paese.

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