Energia

Che cosa succede negli Usa col Gnl

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L’utilizzo della capacità totale di Gnl negli Stati Uniti è sceso al 65 per cento e ulteriori cali sono in vista

Stati Uniti dalle stelle alle stalle nell’export di gas liquefatto. Il paese è passato, infatti, da un’esportazione record a fine marzo a un calo di oltre la metà a giugno a causa di pandemia e clima particolarmente caldo.

IHS MARKIT: È SUCCESSO L’INEVITABILE

A certificare il tracollo i dati dell’IHS Markit. “L’inevitabile è successo. L’utilizzo della capacità di Gnl negli Stati Uniti ha iniziato a peggiorare in risposta alle forze di mercato esacerbate da Covid-19. Stiamo assistendo a un evento storico in cui il Gnl statunitense sta assumendo il nuovo ruolo di destabilizzatore”, ha affermato Terrell Benke, direttore esecutivo di IHS Markit secondo quanto riportato da lngindustry.com.

TASSI SOTTO AL 50%

“L’utilizzo della capacità totale di Gnl negli Stati Uniti è sceso al 65 per cento e ulteriori cali stanno arrivando in vista dell’estate quando i tassi di utilizzo potrebbero scendere al di sotto del 50 per cento”, ha affermato sempre IHS Markit in una nota.

Sulla base del numero di merci cancellate per i prossimi mesi, anche la statunitense Eia ha confermato che la “capacità di esportazione del Gnl degli Stati Uniti sarà utilizzata a meno del 50 per cento in giugno, luglio e agosto 2020”, si legge su Oilprice.

FLESSIBILITÀ DELL’OFFERTA GLOBALE DI GAS

“Le prospettive per le esportazioni di Gnl negli Stati Uniti quest’estate sono ribassiste. I prezzi a termine attuali indicano che il Gnl americano è rimasto senza fondi almeno per settembre. Seguiranno ulteriori cancellazioni dei carichi. Tutto ciò si aggiunge alla continua pressione e a una nuova fonte di flessibilità dell’offerta nel mercato globale del gas”, ha aggiunto Matthew Shruhan, Senior Analyst, IHS Markit.

DALLE CANCELLAZIONI DEI CARICHI ULTERIORE VOLATILITÀ SUI MERCATI

E in effetti “i prezzi bassi del gas naturale dall’Asia all’Europa e la minore domanda nella pandemia hanno portato le esportazioni statunitensi di gas naturale liquefatto in calo da 8,1 miliardi di piedi cubi al giorno a gennaio a un volume delle esportazioni previsto di soli 3,2 Bcf / d a luglio”, sempre secondo la US Energy Information Administration.

“Il processo attraverso il quale questa riduzione della produzione di Gnl negli Stati Uniti equilibra il mercato globale non sarà regolare e per questo si prevede che l’entità delle cancellazioni del carico di Gnl dagli Stati Uniti e da altri fornitori a livello globale provocherà una maggiore volatilità dei prezzi malgrado il tentativo del mercato di bilanciare domanda e offerta”, sottolinea ancora lngindustry.com.

DURO COLPO PER L’AGENDA POLITICA DI TRUMP

“Politicamente, è un duro colpo per l’agenda energetica del Presidente Trump. Dal punto di vista economico, sta contribuendo alla perdita di posti di lavoro e ai ritardi dei progetti nell’industria del petrolio e del gas, che è ormai una parte significativa dell’economia”, osserva Axios.

PRODUZIONE GLOBALE GAS IN CALO DEL 2,6% NEL 2020

Nonostante la pandemia non colpisca il gas naturale con la stessa intensità del petrolio – perché il gas viene usato per l’elettricità e il riscaldamento che usiamo anche durante le serrate – la produzione globale dovrebbe diminuire del 2,6% quest’anno, ha dichiarato questa settimana la società di consulenza Rystad Energy.

DOZZINE DI IMPIANTI ANCORA IN ATTESA DI APPROVAZIONE NEGLI USA

Questo, dunque, potrebbe essere un problema per gli Usa che si stavano candidando a diventare i più grandi produttori mondiale di petrolio e gas naturale, con le aziende intente a realizzare enormi impianti per liquefare e poi spedire gas in tutto il mondo. In parte già operativi e in parte, una dozzina in tutto, ancora in attesa dell’approvazione del governo o non ancora completate, secondo i dati del governo.

DECISIONI FINALI DI INVESTIMENTO IMPEGNATIVE PER GLI USA

La pandemia è solo l’ultimo vento contrario per l’industria americana, secondo Erin Blanton, che guida il programma sul gas naturale presso il Center on Global Energy Policy della Columbia University. “La guerra commerciale di Trump con la Cina ha tagliato fuori il più grande mercato in crescita per il gas statunitense, mentre il clima costantemente più caldo per via del cambiamento climatico e all’abbondante fornitura di carburante in tutto il mondo – un problema che riguarda anche il petrolio – non fa ben sperare per i progetti non ancora operativi”, ha ammesso Blanton ad Axios aggiungendo che “sarà molto impegnativo per altri progetti statunitensi prendere decisioni finali di investimento per il prossimo futuro dopo l’esperienza di quest’anno”.

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