Energia

Che cosa farà il governo sul Gse dopo la guerra Vetrò-Moneta

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Gse

Il governo sta valutando l’idea di commissariare il Gse (Gestore servizi energetici) vista la lotta intestina fra presidente e amministratore delegato. Fatti, nomi e rumors

Come porre termine alla guerra ai vertici del Gse (Gestore servizi energetici) tra presidente e amministratore delegato? A questa domanda, il governo sta pensando a una risposta: commissariare la società statale viste le tensioni persistenti fra presidente Francesco Vetrò e amministratore delegato Roberto Moneta.

CHE COSA HA SCRITTO ANDREA BASSI DEL MESSAGGERO SUL GSE

Infatti l’ultima puntata della “telenovela” legata al Gse, la società pubblica che gestisce 14 miliardi di energie rinnovabili, potrebbe chiudersi con un commissariamento. A ipotizzare un possibile intervento del governo è un articolo de Il Messaggero secondo cui l’esecutivo starebbe valutando “la possibilità di inserire un emendamento in un provvedimento in Parlamento, probabilmente il decreto fiscale”, ha scritto Andrea Bassi del quotidiano diretto da Virman Cusenza.

DA PATUANELLI MANDATO A PREPARARE LA NORMA PER IL COMMISSARIAMENTO

“Il ministro dello Sviluppo economico – ha svelato il Messaggero – avrebbe dato mandato ai vertici del ministero guidato da Vito Cozzoli, di preparare una norma dopo il duro scontro al vertice della società pubblica dei mesi scorsi. A settembre il presidente Francesco Vetrò aveva convocato un consiglio di amministrazione della società con all’ordine del giorno la revoca delle deleghe all’amministratore delegato Roberto Moneta. Il culmine di una guerra sotto traccia all’interno della società scoppiata dopo il caso della nomina giudicata illegittima della Corte dei conti di alcuni dirigenti messi al vertice della macchina del Gse

I CONTORNI DELLA VICENDA

Ad agosto – come ha ricostruito Energia Oltre che segue da tempo la diatriba – i due ministeri di riferimento, vale a dire Economia e Sviluppo economico, avevano scritto una lettera congiunta al Gse con cui si chiedeva al presidente Francesco Vetrò e all’ad Roberto Moneta di rinviare la questione delle nomine chiedendo conto delle operazioni contestate dai magistrati contabili, tra le quali, oltre alla nomina giudicata illegittima, anche una convenzione con l’Enea per il distacco di personale. A settembre un nuova puntata con il rinvio a data da destinarsi per la revoca delle deleghe all’amministratore delegato del Gse, Moneta.

“Una situazione insostenibile che va azzerata”, dice una fonte governativa a Start.

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