Energia

CO2, effetto Coronavirus. Report

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Co2 coronavirus

Che cosa dice uno studio del Centre For Research on Energy and Clean Air citato da Carbon Brief


Paura e danni sì, ma anche qualche beneficio. Un misto di cinismo e realismo insieme, secondo l’Agenzia Carbon Brief, per la quale il Coronavirus sta facendo bene all’ambiente ed alla riduzione di CO2. I minori impatti sull’atmosfera arrivano dalla Cina. Lo dice uno studio del Centre For Research on Energy and Clean Air, citato da Carbon Brief. Nessuna persona di buon senso vorrebbe pagare questo prezzo per avere un pianeta meno inquinato. Ma i numeri dei ricercatori sono chiari

La Cina è alle prese con una crisi senza precedenti. La domanda di energia sta scendendo progressivamente. Tutta l’industria nazionale soffre da quando è esplosa l’epidemia con indici negativi e le fonti di energia che la alimentano in evidente calo. Fenomeno prevedibile ma non fino ai dati rilevati in campo.

L ‘utilizzo di carbone nelle centrali elettriche é ormai vicino a quello di quattro anni fa. Nella provincia di Shandong, dove si raffina una grande quantità di petrolio, gli impianti trattano quantitativi pari a quelli di cinque anni fa. Una perdita di miliardi di dollari legata anche alle importazioni e agli sforzi che il governo sta facendo per approcciare anche le rinnovabili.

Il governo ha preso misure restrittive per tutto il Paese, sicché lo studio ha registrato livelli di riduzione di produzione energetica da fonti fossili del 40%. Cala la domanda interna, ma c’è l’ottimismo delle autorità centrali e locali per superare la disperazione.

L’altra voce positiva per gli impatti climatici è quella del trasporto aereo. A febbraio i voli interni cinesi si sono ridotti del 70% rispetto a gennaio. È probabile che questo – dice il Centre For Research on Energy Clean – abbia spazzato via un quarto o più delle emissioni di CO2 nelle ultime settimane.

In realtà la riduzione di immissioni ha coinciso con il capodanno cinese. Nel 2019 le emissioni di Co2 nello stesso periodo erano state di circa 400 milioni di tonnellate. Le attività economiche subiscono mediamente un rallentamento nei 10 giorni successivi alla vigilia del capodanno cinese. Le maestranze ora sono rimaste a casa in molte province e il raffronto con il passato rende il quadro davvero pesante.Anche per gli interessi nel Paese di molte company di energia occidentali.

Nessuno sa dire quando l’emergenza di morti e di infetti a causa del virus terminerà con la ripresa di nuove emissioni di CO2. Un controsenso che per le associazioni ambientaliste mette insieme i due fenomeni – Corononavirus e meno inquinamento – con allarmi differenziati per le due emergenze.

Per finire, sugli effetti globali del Coronavirus, si fanno sentire anche l’Agenzia internazionale dell’energia (AIE) e l’Opec . Entrambe le organizzazioni prevedono un calo della domanda generalizzata di petrolio e gas nel secondo semestre di quest’anno. Cosa succederà nell’atmosfera?

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