Energia

Biosphera2.0, la casa autosufficiente che si adatta al clima

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casa autosufficiente

La casa autosufficiente Biosphera2.0 è in grado di garantire, in diverse situazioni ambientali e senza far ricorso a una rete di energia esterna, una temperatura confortevole dell’aria

Si chiama Biosphera2.0 ed il nome è già tutto un programma: è una casa completamente autonoma da un punto di vista energetico, producendo più energia di quanta ne consumi. L’abitazione non è grande, ma in 25 metri ha tutto quel che serve: illuminazione a led, cucina a induzione, elettrodomestici, riscaldamento e raffrescamento, suddivisa in zona giorno, zona notte, bagno e centrale tecnica.

La casa autosufficiente è stata realizzata con tecnologie e materiali di ultima generazione, secondo gli standard di efficienza energetica più avanzati al mondo, come Passivhaus e Minergie. Anche il legno utilizzato per la costruzione è certificato secondo i criteri di massima sostenibilità imposti dal Pefc.

La casa è stata studiata in base alle reazioni del nostro organismo al variare delle condizioni climatiche esterne: Biosphera2.0 cambia da sola, senza far ricorso a una rete di energia esterna,  la temperatura interna all’abitazione, adattandola in base alle stagioni (21 °C in inverno e 25 °C in estate).  Se si desiderasse una temperatura più alta basterà solo pedalare: un’ora di cyclette per avere due gradi in più.  ‘In caso la temperatura si abbassasse è possibile usare il corpo umano per uno scambio di energia e con un’ora di cyclette si può alzare di due gradi’, ha spiegato Mirko Taglietti, Ceo di Aktivhaus. ‘E’ un organismo nato per proteggere l’individuo che lo abita. Sarà osservato il benessere che deriva da vari parametri fisici’, ha spiegato Taglietti.

Casa autosufficiente

‘L’aspetto più innovativo è la cura della biofilia, ovvero il rapporto tra uomo e contesto esterno. La sperimentazione si propone, infatti, di studiare l’intelligenza naturalistica dell’abitante del modulo e di calibrare i valori per raggiungere il massimo benessere’, ha invece commentato Giuseppe Barbiero, dell’Università della Valle d’Aosta.

Nei prossimi dodici mesi la casa autosufficiente sarà mostrata ai cittadini di Aosta, Milano, Rimini, Torino e Lugano. Gli ideatori hanno pensato di testare le casa in diversi ambienti e in diverse condizioni climatiche, da -17 gradi ai piedi del Monte Bianco in inverno ai +39 gradi sulla riviera adriatica in estate. Sarà testata anche contro l’inquinamento, in metropoli come Milano e Torino.

Biosphera2.0 è nata dal lavoro di Aktivhaus, in collaborazione con il Politecnico di Torino e l’Università della Valle d’Aosta: il progetto è nato all’interno uno workshop al quale hanno partecipato oltre 100 studenti di architettura e ingegneria di tutta Italia, organizzato dal Politecnico di Torino DAD, dal team Woodlab Polito, dalla start up be-eco e da Valle d’Aosta Structure.

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