Energia

Batteria a flusso organico: il successo dell’italiana Green Energy Storage

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rinnovabili

La batteria a flusso basata su composti organici, in una campagna lanciata su Mamacrowd, raccoglie 500 mila euro: il futuro è green
E’ efficiente, costa dieci volte meno e, soprattutto, è estremamente pulita, dal momento che per funzionare non utilizza metalli rari, ma composti organici. Sono queste le caratteristiche principali della batteria nata ad Harvard e sviluppata in Italia, grazie alla start up Green Energy Storage.

Il 30 maggio la batteria, messa a punto dal professore Michael Aziz (di Harvard) è stata protagonista di una campagna di equity crowdfunding lanciata su Mamacrowd: sono bastate 10 ore a Green Energy Storage, per raggiungere l’obiettivo massimo prefissato di 500 mila euro. Scopriamo qualcosa in più.

Il mercato delle batterie

La Conferenza di Parigi sui cambiamenti climatici di fine 2015 ha fissato la riduzione del 50% di anidride carbonica entro il 2030 e del 90% entro il 2050. Obiettivi ambiziosi, raggiungibili solo attravreo un mix di misure che vanno dal mondo dell’energia a quello della mobilità. In questo scenario anche i sistemi di accumulo dovranno fare la loro parte. Bill Gates, convinto che le batterie a flusso rappresentino uno dei più importanti trend del futuro, ha costituito, insieme a Bezos, Branson, Jack Ma, Zuckerberg e Soros, un fondo d’investimento di più di 1 Miliardo $ a favore di queste tecnologie.

Le previsioni di mercato, dunque, sono positive: gli introiti sono stimati tra i 200 e i 400 miliardi $ entro il 2022 con l’Europa che rappresenta la fetta più consistente, con un valore fino a 160 miliardi $.

La batteria organica

La batteria che ha riscosso successo su Mamacrowd non ha origini italiane. È stata sviluppata in Italia dalla start up Green Energy Storage grazie ad un accordo in esclusiva su 28 Paesi d’Europa, più Norvegia e Svizzera, con l’Università di Harvard. Lo studio americano e il lavoro italiano hanno dato vita ad un sistema di accumulo organico per le energie rinnovabili basato sul chinone, molecola presente nel rabarbaro ed in altre piante.

La tecnologia ha già raccolto finanziamenti dall’Unione Europea attraverso il bando Horizon 2020 e ha conquistato numerose aziende di settore. Green Energy Storage ha siglato accordi di test con Sorgenia e Romande Energie e partnership per lo sviluppo del prodotto con Industrie De Nora, leader mondiale nella produzione degli elettrodi.

Da un esperimento dell’Università di Harvard su scala di 1 Watt, Green Energy Storage ha sviluppato un prototipo di batteria a flusso funzionante da 3KW, già in fase di testing, con potenziali applicazioni che vanno dall’utilizzo domestico ad impianti industriali di grandi dimensioni.

Il team è composto da manager e imprenditori con esperienza trentennale e si avvale di un comitato scientifico composto da professori di Università di Harvard, Università di Roma Tor Vergata e Fondazione Bruno Kessler, oltre che del lavoro di 15 ricercatori.

Quale l’innovazione

Cosa ha di speciale la tecnologia? I sistemi di accumulo consentono di utilizzare l’energia prodotta da fonti rinnovabili con flessibilità, risolvendo il problema dell’intermittenza e riducendo i costi. “Come sapete, il problema principale delle fonti rinnovabili e’ legato alla loro incostanza nel tempo e alla loro variabilita’ tra il giorno e la notte. Questo non le rende cosi’ immediatamente utilizzabili perche’ non sempre l’energia viene prodotta quando invece ce ne e’ bisogno. Ecco che allora avere un sistema che consenta di immagazzinare l’energia prodotta nei momenti di picco e in eccesso e di rilasciarla quando serve, permetterebbe di supplire a questo inconveniente”, ha spiegato a Start Magazine il professor Michael Aziz di Harvard.

Salvatore Pinto

Salvatore Pinto, Presidente Green Energy Storage

Dunque, la batteria permettere una perfetta integrazione delle fonti rinnovabili nelle reti elettriche, superando i problemi che nascono dalla “convivenza” di fonti rinnovabili (discontinue) e fonti fossili (come il petrolio ed il gas naturale) che possono essere stoccate ed utilizzate quando necessario.
“La perfetta integrazione della rinnovabili nella rete – secondo il prof. di Harvard – permetterà anche una maggiore penetrazione delle stesse nel mercato energetico”.

E ancora: rispetto alla tradizionali batterie al litio, la batteria a flusso è utilizzabili su impianti di grossa scala, ha un costo di produzione competitivo, standard di sicurezza più elevati e utilizza molecole organiche con un impatto ambientale positivo.
“La vera innovazione introdotta da questa nostra batteria e’ il fatto che siamo riusciti a costruire un sistema di accumulo dell’energia elettriche che e’ in grado di mantenere per tempi relativamente lunghi, la capacita’ di restituzione dell’energia, quindi la batteria dura di pù. Questo è un vantaggio rispetto, ad esempio, alla tecnologia che utilizza il litio”, ha affermato a Start Magazine il professor Michael Aziz di Harvard. Questo “è molto importante nello storage di energia elettrica prodotta da fonti eoliche o fotovoltaiche”.

Grazie a questa tecnologia, poi, “accumuliamo l’energia grazie a materiali organici disciolti in acqua. Questo rende la batteria anche molto più sicura: quant immagazzini una grande quanità di energia, devi preoccuparti degli eventuali rilasci accidentali di energia. Il nostro sistema è ignifugo, e dissipa egregiamente il calore”ha aggiunto Aziz.

La campagna di equity crowdfunding

Idea e prototipo sono piacuti. E così, in tempi che nessuno prima aveva registrato, Green Energy Storage ha raccolto numerosi fondi per lo sviluppo in serie degli accumulatori. Il 30 maggio, in sole 10 ore, Green Energy Storage ha raggiunto l’obiettivo massimo prefissato di 500 mila euro dell’offerta di equity crowdfunding su Mamacrowd. L’obiettivo minimo di 250 mila euro invece è stato raggiunto in 55 minuti. L’ammontare raccolto ha superato anche i 770.000 euro, grazie alla partecipazione di oltre 200 investitori, e continua a crescere. .

crowdfunding“L‘ampia partecipazione di un così largo numero di investitori ed il raggiungimento in tempi ristrettissimi del target previsto confermano la bontà del nostro progetto e la bontà del crowdfunding come strumento moderno ed efficace per il finanziamento di start up innovative come la nostra. La campagna è ancora aperta e stiamo ricevendo molte richieste di ampliamento dell’offerta. Nel corso della campagna valuteremo la disponibilità dei soci a considerare un incremento se le adesioni dovessero superare in modo molto significativo l’ammontare massimo fissato” le prime parole di Salvatore Pinto, Presidente di Green Energy Storage. “Mamacrowd e’ la piattaforma ideale per raccogliere il giusto pubblico di investitori intorno ai team e alle aziende che si stanno adoperando per dare un impulso determinante per il futuro del nostro Paese”.

“La velocità della raccolta sul nostro portale dimostra che chi è attento alle proposte e rapido nell’adesione ha l’opportunità di investire nelle aziende italiane più innovative e promettenti. E’ la magia del crowdfunding, lo spazio è limitato, ma tutti possono provare ad accedere, la precedenza va a chi aderisce prima e invia il bonifico entro 14 giorni” commenta Dario Giudici, Presidente di SiamoSoci-Mamacrowd. Il crowdfunding si conferma dunque la modalità ideale per la raccolta di capitali da parte di promettenti società capaci di raccogliere attorno a sé un numero sempre più significativo di investitori. Indubbiamente un bel segnale per il nostro Paese che si dimostra sensibile a tematiche rivoluzionarie quali la green economy e sistemi di energia rinnovabili oltre che a business destinati a cambiare in meglio la vita di ciascuno.

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