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Quanto e perché crescerà la domanda di gas nel mondo

Prezzi Gas

L’Agenzia internazionale dell’energia prevede un rimbalzo della domanda di gas nel 2021 e poi una crescita costante fino al 2024. Intanto, i prezzi sono alle stelle. Ecco numeri e scenari

 

Secondo l’Agenzia internazionale dell’energia (IEA), la ripresa mondiale della domanda di gas da oggi al 2024 minaccia il raggiungimento degli obiettivi per l’azzeramento netto delle emissioni di gas serra entro il 2050.

GLI OBIETTIVI CLIMATICI DELL’ACCORDO DI PARIGI

Più di 190 paesi hanno aderito all’accordo di Parigi sul clima del 2015, che mira a limitare il riscaldamento globale entro gli 1,5 gradi Celsius: un obiettivo che, per poter essere raggiunto, implica una forte riduzione dell’utilizzo di combustibili fossili, come il carbone, il petrolio e anche il gas (pur essendo, quest’ultimo, il meno inquinante dei tre).

COSA SCRIVE L’IEA

Nel suo ultimo outlook – un rapporto che traccia le prospettive per i mercati energetici -, pubblicato oggi, l’IEA afferma che nel 2021 la domanda di gas naturale verso un “forte rimbalzo” nel 2021, dopo i livelli minimi toccati l’anno scorso a causa della pandemia di coronavirus, che ha abbattuto i consumi. Dopo il rimbalzo, la domanda di gas  “continuerà ad aumentare se i governi non attueranno politiche solide per portare il mondo su un percorso verso le zero emissioni nette entro la metà del secolo”.

QUANTO CRESCERÀ LA DOMANDA DI GAS…

Nel 2021 la richiesta di gas dovrebbe crescere del 3,6 per cento rispetto al 2020. Dal 2022 al 2024, poi, l’IEA prevede un rallentamento: salirà cioè a un tasso medio annuo dell’1,7 per cento.

Ad un ritmo del genere, la domanda di gas sarà troppo alta e la roadmap elaborata dall’IEA per le zero emissioni nette al 2050 – la cosiddetta “neutralità carbonica” – sarà irrealizzabile.

…E PERCHÉ

L’IEA spiega che la crescita della domanda di gas naturale è dovuta sia alla ripresa dell’attività economica dopo le restrizioni per limitare i contagi da coronavirus, sia alla sostituzione delle capacità a carbone e a petrolio. Il gas naturale, infatti, è sì un combustibile fossile e quindi inquinante, ma è più “pulito” – in termini di emissioni rilasciate – rispetto al carbone e al greggio.

Il gas viene spesso descritto come un combustibile “di transizione” dalle fonti fossili a quelle rinnovabili, perché permette una facile sostituzione – e un risparmio di emissioni – del carbone e del greggio utilizzati per generare energia elettrica.

Il gas può inoltre “affiancare” le fonti rinnovabili intermittenti, garantendo – almeno finché non verranno sviluppati dispositivi di stoccaggio ancora migliori – la stabilità della rete attraverso dell’energia di riserva, da utilizzare nel caso in cui gli impianti eolici e solari non dovessero offrire un output sufficiente (per mancanza di sole e vento, ad esempio).

LE RACCOMANDAZIONI DELL’IEA PER LO “ZERO NETTO”

Lo scorso maggio l’IEA aveva definito una serie di linee guida per il settore energetico utili al raggiungimento della neutralità carbonica, invitando – tra le altre cose – gli investitori a smettere di finanziare nuovi progetti sul carbone, il petrolio e il gas.

L’ultimo rapporto dell’agenzia sostiene che la nuova domanda di gas potrebbe venire soddisfatta dai progetti già approvati o in fase di sviluppo prima dello scoppio della pandemia.

L’AUMENTO DEL PREZZO DEL GAS

A giugno i prezzi del gas nel mondo hanno raggiunti livelli mai visti da anni. L’impennata è dovuta sia all’aumento della richiesta di energia per il raffrescamento nell’emisfero nord, vista l’estate; sia all’accumulo di scorte di gas in Asia in previsione dell’inverno: l’ultimo è stato particolarmente rigido e alcuni paesi, come il Giappone, avevano avuto difficoltà a soddisfare la domanda per il riscaldamento.

Nell’outlook dell’IEA si legge che in Europa, nel 2021, i prezzi medi del gas nederlandese – utilizzato come benchmark, o punto di riferimento regionale – raggiungeranno i 9,5 dollari per un milione di Btu: è il massimo dal 2013. In Asia, invece, i prezzi del gas naturale liquefatto (GNL) sul mercato spot arriveranno a 11 dollari per milione di Btu: mai così alti dal 2014.

AUMENTANO LE BOLLETTE IN ITALIA

La crescita dei prezzi internazionali del gas sta avendo un effetto sul costo delle bollette, anche in Italia: da luglio a settembre le bollette di luce e gas aumenteranno del 9,9 e del 15,3 per cento, rispettivamente. Il rincaro sarebbe stato ancora più alto senza l’intervento del governo.

Per il presidente di Arera (Autorità di regolazione per energia reti e ambiente), Stefano Besseghini, “fino a quando i loro valori [del gas e del prezzo della CO2, ndr] resteranno ai massimi, sarà difficile che ci possa essere una inversione di tendenza”

COSA SUCCEDERÀ IN EUROPA

Stando a Bloomberg, in Europa i prezzi del gas sono aumentati di quasi il 90 per cento quest’anno.

C’è un problema di scorte, intanto, che sono su livelli bassi: c’entra il fatto che lo scorso inverno è stato più freddo del solito e c’è stata una grande domanda di energia per il riscaldamento. I livelli di inventario di luglio sono ai minimi da oltre un decennio.

C’è inoltre un problema di offerta, che non è sufficiente. La Russia non sta inviando volumi sostanziosi di gas naturale verso l’Europa attraverso l’Ucraina. E i paesi asiatici – come si è visto – stanno acquistando (e rimuovendo dal mercato) tanti carichi marittimi di GNL.

Il quadro potrebbe venire aggravato dalla chiusura, nei prossimi giorni, di due gasdotti: il transito nel Nord Stream 1 tra Russia e Germania si interromperà per dieci giorni per lavori di manutenzione; fuori uso sarà anche la condotta Yamal-Europe (dalla Siberia russa alla Germania), dal 6 al 10 luglio.

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