Il ministero delle Imprese ha autorizzato Invitalia (l’agenzia per l’attrazione degli investimenti controllata dal ministero dell’Economia) ha sottoscrivere un accordo di sviluppo con la società siderurgica Arvedi per sostenere un investimento di 82,5 milioni di euro presso l’acciaieria di Cremona. Le agevolazioni pubbliche previste ammontano a 22,5 milioni, al massimo, cioè oltre un quarto del valore totale dell’investimento.
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COSA FARÀ ARVEDI A CREMONA
Il piano di investimento di Arvedi nello stabilimento di Cremona è stato denominato Arves e prevede la realizzazione di un nuovo prodotto, l’acciaio magnetico a grani non orientati per il nucleo delle macchine elettriche. Questa tipologia di acciaio, anche nota come Ngo, si differenzia da quello “tradizionale” per il contenuto più elevato di silicio e perché è progettato appositamente per massimizzare l’efficienza dei motori elettrici (composti da rotori e statori) e per gestire flussi magnetici che cambiano direzione continuamente.
Oltre all’acciaio Ngo, l’acciaieria cremonese sarà dotata di tecnologie per il recupero delle materie prime secondarie e verrà riqualificato l’impianto di trattamento sottovuoto dell’acciaio liquido. È anche previsto un programma di ricerca per la produzione di acciai a basso impatto ambientali destinati all’industria automobilistica.
Secondo il ministero delle Imprese, si tratta di un investimento strategico per la competitività del tessuto produttivo italiano e per lo sviluppo sostenibile del territorio.
I RISULTATI DI ARVEDI
Guidato da Giovanni Arvedi (presidente) e dal nipote Mario Caldonazzo (amministratore delegato), il gruppo Arvedi ha chiuso il bilancio del 2024 con ricavi consolidati per 5,7 miliardi di euro e un risultato netto di 92 milioni. L’anno precedente i ricavi erano stati di 6 miliardi e il risultato netto di 235 milioni.







