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Energia, cosa farà l’Europa in Algeria

Algeria

L’Algeria ha stretto un accordo con la spagnola Naturgy e l’americana BlackRock per riconvertire il Medgaz in una condotta per l’idrogeno. Tutti i dettagli

C’è un nuovo episodio della serie Algeria-Europa. I rapporti energetici tra il paese nordafricano e l’Ue sono in continuo aggiornamento. Da ultimo, Sonatrach ha stretto con la spagnola Naturgy e la società americana di investimenti BlackRock un accordo per convertire in un corridoio dell’idrogeno il gasdotto Medgaz. Che è il collegamento energetico tra Algeri e Almeria.

LA FATTIBILITÀ

Qual è lo scopo dell’intesa? Inserire un ulteriore elemento nella catena di risoluzione della sfida energetica europea.

La fattibilità dell’adattamento verrà indagata nel 2023 con l’obiettivo di aderire alla linea europea di sviluppo del trasporto di idrogeno via tubo, garantendo basso tenore carbonico e affidabilità energetica. E questa conversione all’H2 potrebbe riguardare anche il nuovo tubo franco-spagnolo, il Barcellona-Marsiglia che ha preso le veci dell’ormai defunto MidCat.

Come ricorda El Economista, intanto, Medgaz viene da un recente ampliamento delle proprie infrastrutture: in Algeria è stato aggiunto un quarto turbocompressore nella stazione di Béni Saf che ha permesso di aumentare la capacità di trasporto algerino a 10 bcm annui dagli 8 attuali.

LE AMBIZIONI ENERGETICHE DELL’ALGERIA

Algeri vuole diventare un vero e proprio hub di idrogeno, Ue e Usa sono pronte a dare seguito a una serie di prime intese per rafforzare la produzione in loco. C’è anche la Russia, ricorda il ricercatore Francesco Sassi sul suo profilo Twitter.

E il potenziale si allarga al solare e gas naturale. Al 2035, l’obiettivo è arrivare a produrre 15GW da FER, di cui il 65% dal solare e 23% dal secondo.

A livello complessivo, la relazione energetica tra Algeria ed Europa vede protagonisti il TransMed, il GME (sospeso a seguito di una disputa diplomatica tra Algeri e Rabat) e il Medgaz. Il primo interessa l’Italia. Arriva a Mazara del Vallo e trasporta fino a 30 mld di mc annui (nel 2021, 21 miliardi di mc). Di più: a novembre, Sonatrach ha firmato un contratto di acquisto e vendita di gas con la slovena Geoplin per la fornitura di gas alla Slovenia attraverso il gasdotto che collega l’Algeria all’Italia per un periodo di tre anni. Un’intesa, dunque, che riguarda anche Roma e che conferma il diretto collegamento tra il Paese guidato oggi da Abdelmadjid Tebboune e il Vecchio Continente.

COSA FANNO ENI E SONATRACH

Chiudiamo con la relazione tra Eni e Sonatrach. In generale, il Belpaese già prima della guerra russa all’Ucraina era molto legato ad Algeri. Parliamo di un livello di importazioni di gas pari a 22,5 miliardi di metri cubi di gas solo nel 2021. Un livello equivalente al 29,6% del consumo nazionale.

Il Cane a Sei Zampe, invece, opera sul territorio algerino dal 1981. A inizio ottobre è stato annunciato l’avvio della produzione nel giacimento del Berkine Sud. È il primo contratto ad essere firmato sotto la nuova legge degli idrocarburi algerina 19-13, risulta attualmente di 1 milione di standard metri cubi al giorno di gas (MSm3/d) circa e 4 mila barili al giorno di liquidi associati. L’accordo è stato confermato circa due settimane fa, per il 2023 la produzione netta nel 2023 supererà i 120 mila boedMentre entro la fine dell’anno si prevede l’aumento a circa 2 MSm3/d, arrivando a saturare la capacità di trattamento di gas dell’impianto di MLE, pari a 11 MSm3/d.

A settembre, invece, la società guidata oggi da Claudio Descalzi in qualità di amministratore delegato ha annunciato di aver raggiunto un accordo sull’acquisizione delle attività di BP in Algeria, tra cui “In Amenas” e “In Salah”, i più importanti campi produttivi a gas operati da compagnie internazionali nel paese. Ma l’attività di Eni si allarga anche alle energie rinnovabili. Infatti, una settimana esatta fa sono stati avviati i lavori per la costruzione di un nuovo impianto fotovoltaico da 10 MW a Bir Rebaa North, nel bacino del Berkine, ed è stato inaugurato il Solar Lab.

(Articolo pubblicato su Energia Oltre)

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