Energia

Perché l’Antitrust imbottiglia Corepla sugli imballaggi

di

plastica

Cosa prevede la decisione del Garante del mercato sul consorzio Corepla

 

Intervento cautelare Agcm su Corepla per le bottiglie PET (qui il provvedimento). L’autorità Antitrust ha imposto al Consorzio di rimuovere le clausole di esclusiva dagli accordi in vigore con i Comuni convenzionati e con gli operatori della selezione. Il comportamento di Corepla danneggiava Coripet. Andiamo per gradi.

COSA FA COREPLA

Partiamo dal principio. Corepla è il Consorzio Nazionale per la Raccolta il Riciclo e il Recupero degli imballaggi in plastica. È un consorzio di filiera per il recupero e riciclo di imballaggi in plastica, che fa parte del sistema riconducibile a Conai, il Consorzio Nazionale Imballaggi. Al consorzio partecipano obbligatoriamente i produttori di materia prima (plastica) e di imballaggi in plastica che devono farsi carico dell’avvio a riciclo degli imballaggi che immettono nel mercato.

COSA FA CORIPET

Sull’altro fronte, invece, Coripet, un consorzio di diritto privato senza fini di lucro che si occupa esclusivamente di recupero e riciclo di bottiglie in PET per uso alimentare, offrendo servizi di adempimento dell’EPR, della Responsabilità Estesa del Produttore, ai propri consorziati, produttori di imballaggi primari in plastica in CPL (contenitori per liquidi) PET (in seguito, anche PET).

I consorziati Coripet, in particolare, sono principalmente primarie imprese di imbottigliamento e vendita dell’acqua minerale (tra cui Ferrarelle S.p.A., San Pellegrino S.p.A., Lete S.p.A., Norda S.p.A., Acque Minerali d’Italia S.p.A., Drink Cup S.r.l., ecc.), che sono anche auto-produttori delle bottiglie di plastica utilizzate per la loro attività commerciale. Aderiscono a Coripet anche i produttori di altri contenitori in PET (tra cui Granarolo S.p.A., Centrale del Latte di Brescia S.p.A., Parmalat S.p.A.) e taluni riciclatori italiani di PET (tra cui Aliplast S.p.A., Dentis S.r.l. e Valplastic S.p.A.).

LA DENUNCIA

Coripet ha ottenuto il permesso ad operare per il recupero e riciclo della plastica solo ad aprile 2018, quando Corepla deteneva oramai gran parte del mercato in qualità di unico operatore. Operatore che avrebbe impedito a Coripet di entrare nel mercato.

Ed è per questo che, con provvedimento del 30 aprile 2019, su denuncia di Coripet, Agcm ha deliberato l’avvio di un procedimento nei confronti di Corepla. A distanza di pochi giorni, l’8 maggio 2019, venivano svolte le ispezioni presso le sedi di Roma e Milano di Corepla e di CONAI. Agcm ha effettuato le dovute ispezioni anche nella sede di ASSOSELE, associazione di categoria degli impianti di selezione dei rifiuti in plastica.

COSA SI CONTESTA

Scendiamo nel merito dell’accusa. A Corepla, l’Antitrust viene contestata l’abusività di alcune condotte, nel mercato dell’organizzazione della gestione di tutti i rifiuti da imballaggi primari in plastica, che di fatto avrebbero portato all’esclusione di Coripet.

LE CONDOTTE NON ACCETTABILI

Tra le condotte contestate a Corepla, secondo quanto si legge nel Provvedimento cautelare, c’è:

1. La pretesa di Corepla di perdurante titolarità di gestione di tutti i volumi di RDU (rifiuti indifferenziati) della plastica conferiti dai Comuni convenzionati presso gli impianti di selezione (comprensivi anche dei volumi di PET divenuti di competenza Coripet)
2. Il ripetuto rifiuto di prestare a Coripet ogni tipo di collaborazione che avesse come esito il recesso di Corepla dalla gestione dei rifiuti riconducibili ai consorziati Coripet, subordinando tale esito alla previa conclusione da parte di Coripet di un accordo con ANCI
3. L’intimazione ai Centri di Selezione, i cosiddetti CSS, del rispetto della clausola di esclusiva nel rapporto contrattuale esistente con Corepla per quanto concerne la selezione dell’integralità dei rifiuti da RDU della plastica

LA POSIZIONE DI AGCM

Per Agcm tali comportamenti potrebbero causare un danno grave e irreparabile alla concorrenza, “in quanto il trascorrere del tempo senza che il sistema autonomo nuovo entrante riesca concretamente a effettuare la gestione dei rifiuti da imballaggi in PET di sua competenza, pregiudica il raggiungimento degli obiettivi”, spiega il Provvedimento cautelare.

Ed è per questo che l’Autorità “determina l’esigenza di adottare misure interinali consistenti nell’imposizione a quest’ultimo di una serie di obblighi quali misure minime necessarie a scongiurare il predetto rischio”.

I NUOVI OBBLIGHI DI COREPLA

Quali obblighi per Corepla? Eccoli:

1. Corepla dovrà modificare i contratti stipulati con ANCI e/o con i convenzionati
2. apportare modifiche anche ai contratti con i CSS
3. cessare di mettere all’asta i volumi di materiale ricavato da rifiuti riconducibili ai volumi immessi al consumo dai produttori consorziati in Coripet
4. prestare la propria piena collaborazione al fine di raggiungere un accordo con Coripet (e/o con altri sistemi autonomi riconosciuti ancorché in via provvisoria) per disciplinare tutti quei profili per i quali la gestione industriale dell’avvio al riciclo richieda un coordinamento
5. mettere a disposizione, su richiesta di Coripet, presso tutti i centri di selezione (CSS) la quota parte dei rifiuti di imballaggi plastici in PET di competenza di quest’ultimo calcolati sulla base dell’immesso al consumo dei suoi consorziati, secondo modalità operative che prevedano la consegna da Corepla a Coripet dei materiali di spettanza di quest’ultimo, in entrata al CSS.
6. Corepla, entro il 29 febbraio 2020, imputi al sistema autonomo Coripet ai fini del raggiungimento degli obiettivi di riciclo e recupero per l’anno 2019, le quantità di rifiuti derivanti da CPL-PET immesso al consumo dai suoi consorziati e gestiti da Corepla

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