Energia

Acea, Iren, Hera e non solo. La Lega di Salvini affogherà la riforma pro acqua pubblica del Movimento 5 Stelle?

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Di maio Salvini

Come si sta muovendo in Parlamento la Lega sulla riforma dell’acqua voluta dal Movimento 5 Stelle. Tutte le novità

 

Non solo Tav. Non solo reddito di cittadinanza. Non solo autonomia regionale.

Anche sul tema dell’acqua pubblica le divergenze fra Lega e Movimento 5 Stelle stanno emergendo in queste ore, nonostante sull’acqua pubblica ci sia un passaggio anche nel contratto di governo che unisce le due forze di maggioranza.

Tutto nasce dalla discussione in commissione Ambiente della Camera sulla proposta di legge Daga, dal nome della prima firmataria che è un esponente del Movimento 5 Stelle.

Una proposta di legge che sta facendo mugugnare non poco le aziende del settore.

I CALCOLI DI LABORATORIO REF

Ma quanto costerebbe la gestione pubblica e partecipata dell’acqua? La risposta è 7 miliardi di euro all’anno di oneri ricorrenti, cui si aggiungono altri 16 miliardi di euro una tantum.

Sono i calcoli del Laboratorio Ref, gruppo di lavoro diretto da Donato Berardi, al quale hanno aderito Acea, Utilitalia-Utilitatis, Smat, Iren, Veolia, Acquedotto Pugliese, Hera, Metropolitana Milanese, CRIF Ratings, Cassa per Servizi Energetici e Ambientali, Cassa Depositi e Prestiti, Viveracqua, Romagna Acque, Water Alliance, CIIP, Abbanoa, CAFC, GAIA, FCC Aqualia Italia (qui l’approfondimento sul report del Ref).

LE NOVITA’ PARLAMENTARI

Nel frattempo sono stati depositati i primi due emendamenti di principio alla proposta Daga a prima firma della capogruppo della Lega in commissione, Elena Lucchini, alla proposta di legge per la ripubblicizzazione del servizio idrico.

CHE COSA HA DEPOSITATO LA LEGA

Il primo – spiega Public Policy – elimina le parole “governo pubblico’ dagli obiettivi della riforma, così da far diventare l’articolato una legge con il solo obiettivo di favorire un governo partecipativo (e non pubblico) del ciclo integrato dell’acqua; il secondo elimina le parole “non mercificabili” dalla definizione di acque superficiali e sotterranee.

“Non saranno queste le proposte emendative che entreranno nel testo. Ma intanto – al netto degli accordi che si faranno – la Lega sottolinea così la sua visione sul settore, molto diversa da quella M5s”, scrive Public Policy.

L’EMENDAMENTO DEI SALVINIANI

Un emendamento della Lega punta infatti ad eliminare il cuore dell’articolato M5s che stabilisce che la gestione e l’erogazione del servizio idrico integrato non possano essere separate e che possano essere affidate esclusivamente a enti di diritto pubblico.

LA MOSSA DELLA LEGA

L’emendamento del partito guidato da Matteo Salvini lascia all’ente di governo la facoltà di scegliere tra: società di capitali (individuate attraverso l’espletamento di gare con procedure ad evidenza pubblica), società a capitale misto pubblico privato, soggetti in house.

Nello stesso tempo l’emendamento allarga al settore idrico – per i gestori privati selezionati con gara – i poteri speciali sugli assetti societari nei settori della difesa, dell’energia, dei trasporti e delle comunicazioni.

UNA RIVISITAZIONE DELLA PDL DI INIZIATIVA POPOLARE

Per Federica Daga e i firmatari della proposta di legge “è necessario invertire la rotta” e per questo hanno deciso “di ripresentare, opportunamente modificata e aggiornata anche grazie all’esperienza maturata in questi anni, la proposta di legge d’iniziativa popolare depositata dai movimenti per l’acqua nel 2007, che nella scorsa legislatura abbiamo presentato d’intesa con l’intergruppo «Acqua Bene Comune» e di cui, durante la discussione alla Camera, furono completamente stravolti il senso e l’obiettivo principale: una gestione pubblica partecipativa e trasparente del bene comune costituito dall’acqua”. (qui l’approfondimento di Start Magazine)

TUTTO PREVISTO NEL CONTRATTO DI GOVERNO

La proposta di Legge di Federica Daga e degli altri firmatari (tutti a 5Stelle) non è certo una novità e sembra trovare l’appoggio anche della Lega, come ha sottolineato in questo approfondimento Start Magazine. Un paragrafo sull’acqua come bene pubblico, infatti, è  stato inserito anche nel Contratto di Governo, in cui si legge: “E’  necessario investire sul servizio idrico integrato di natura pubblica applicando la volontà popolare espressa nel referendum del 2011, con particolare riferimento alla ristrutturazione della rete idrica, garantendo la qualità dell’acqua, le esigenze e la salute di ogni cittadino, anche attraverso la costituzione di società di servizi a livello locale per la gestione pubblica dell’acqua”.

“La più grande opera utile è restituire ai cittadini una rete di infrastrutture idriche degne di questo nome. È necessario dunque rinnovare la rete idrica dove serve, bonificare le tubazioni dalla presenza di amianto e piombo, portare le perdite al minimo in modo da garantire acqua pulita e di qualità in tutti i comuni italiani”, hanno messo per iscritto M5S e Lega nel Contratto di Governo.

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