Energia

Ecco come A2a si elettrizzerà su Sorgenia e Ascopiave

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Tutti i dettagli sui piani della multiutility A2a

Giorni clou per A2a. La multiutility, che con i suoi servizi raggiunge oramai tutta la Lombardia, fatta eccezione per Mantova, ha sferrato un attacco doppio per conquistare il Veneto e per allargare il proprio business.

A2A ha presentato un’offerta non vincolante in tandem con i cechi di Eph per rilevare Sorgenia e punta assieme ad Agsm Verona e Aim Vicenza per le reti e i clienti di Ascopiave. Andiamo per gradi.

OBIETTIVO SORGENIA

Il gruppo A2a. che ha nei Comuni di Milano e Brescia i principali azionisti con il 25% a testa, ha presentato un’offerta non vincolante assieme a Eph per acquisire Sorgenia, uno dei principali operatori del mercato libero dell’energia elettrica e del gas naturale, attualmente controllata dalle principali banche italiane (a febbraio 2015, il tribunale di Milano ha dato via libera al riassetto del debito di Sorgenia, 1,8 miliardi di euro spalmati su 21 istituti: Mps il più coinvolto, con 600 milioni, Intesa Sanpaolo, Unicredit e Banco Bpm).

BISOGNA ATTENDERE

“Nel giro di un mese Sorgenia indicherà chi sarà ammesso alla fase vincolante. Le banche vogliono valutare l’interesse del mercato anche se non so se abbiano intenzione di vendere tutto”, ha affermato l’amministratore delegato di A2a, Luca Valerio Camerano.

CONQUISTARE IL VENETO GRAZIE AD ASCOPIAVE

A2a punta anche su Ascopiave, società costituita nel 2004 che detiene concessioni e affidamenti diretti per la gestione dell’attività di distribuzione in 230 comuni veneti, fornendo il servizio ad un bacino di utenza multiregionale di circa 1,5 milioni di abitanti, attraverso una rete di distribuzione che si estende per più di 10.000 chilometri.

OFFERTA CONGIUNTA CON AGSM VERONA E AIM VICENZA

A2a per accaparrarsi i clienti di Ascopiave ha presentato un’offerta congiunta non vincolante con Agsm Verona e Aim Vicenza. Su questo fronte, la risposta sull’ammissione alla fase “finale” del processo di vendita degli asset è attesa per la settimana prossima, ma già è possibile dire che nel caso dovesse farcela, A2A, come spiegato dal presidente Giovanni Valotti, non intende avere un ruolo di maggioranza.

Nel caso in cui A2a fosse ammessa, ha detto Valotti. “procederemo con i nostri partner a formalizzare un’offerta vincolante”, sottolineando che la società “è disponibile a dare un contributo” in qualità di “partner industriale”, mettendo “a disposizione competenze ed asset” per “far crescere le aziende”, ha detto Valotti.

I NUMERI DI A2A

Nell’attesa, il bilancio 2018 di A2a ha registrato un margine operativo lordo cresciuto del 3%, l’utile netto è pari a 344 milioni di euro, con un più 17%, e la posizione finanziaria netta rimane invariata rispetto al 2017.

LE AMBIZIONI DELLA SOCIETA’

“Abbiamo obiettivi ambiziosi ma raggiungibili, che garantiscono una crescita economico-finanziaria solida – ha detto il capo azienda Camerano – Confermiamo il nostro impegno di 4 miliardi di investimenti e il raggiungimento di 1,5 miliardi di margine operativo lordo a fine periodo, oltre a dividendi in crescita grazie a una maggiore capacità di previsione per effetto della riduzione del rischio industriale”.

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