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A2A, chi sbuffa contro i francesi di Ardian

A2a Ardian

Che cosa c’è di nuovo sul progetto dell’italiana A2A e della francese Ardian per una nuova società energetica. Ecco dettagli e malumori

Tensioni sull’asse italo-francese nell’energia.

La multi-utility italiana A2A sta portando avanti il progetto di joint venture con la società d’investimento francese Ardian.

L’ACCORDO DI GIUGNO

Lo scorso giugno le due aziende avevano firmato un accordo non vincolante nel quale venivano delineati i termini generali di una partnership su una nuova società, controllata da A2A, attiva nel mercato della produzione e della distribuzione di elettricità.

Nel comunicato stampa A2A parlava di un “chiaro focus sull’energia verde e la transizione energetica”, richiamandosi al Piano nazionale integrato energia e clima (PNIEC) e agli accordi di Parigi, e ricordando l’intesa stretta con Ardian nel 2020 sull’idrogeno da fonti rinnovabili (il cosiddetto idrogeno “verde”).

Ardian investirà fino a 1,5 miliardi di euro in questa nuova società, alla quale A2A trasferirà alcuni asset: centrali eoliche, idroelettriche e solari; strutture per la produzione di idrogeno e lo stoccaggio; le attività di fornitura dell’energia. Avrà un valore d’impresa di circa 4,1 miliardi di euro.

A2A deterrà il 55 per cento delle quote della nuova società; Ardian il restante 45 per cento.

LE NOVITÀ

Stando alla ricostruzione dell’agenzia Radiocor, A2A e Ardian stanno continuando a lavorare alla costituzione della nuova società e puntano a raggiungere un’intesa definitiva entro la fine dell’anno. In questi giorni si stanno svolgendo le analisi sugli asset che confluiranno nel nuovo soggetto e la ricerca (affidata alla società di consulenza Korn Ferry) di un amministratore delegato.

LA LEGA CRITICA

Gli esponenti della Lega Simona Bordonali (deputata), Fausto Di Mezza e Fabio Rolfi (assessore all’Agricoltura, alimentazione e sistemi verdi della Regione Lombardia) hanno protestato contro il sindaco di Brescia Emilio Del Bono, del Partito Democratico, per “l’operazione dalle proporzioni finanziarie enormi” che coinvolge A2A e Ardian, “senza che la città ne sia stata adeguatamente informata e senza il minimo dibattito pubblico”. I tre criticano che A2A, con i suoi “100 anni di storia industriale”, venga trasformata in una “grande società finanziaria a forte influenza francese”.

LO SBUFFO DI CROSETTO

“Ci stiamo vendendo ai francesi anche A2A? Quando avremo dato loro loro le banche, la finanza, la gestione del risparmio, le assicurazioni, l’acqua, le utilities si fermeranno?”. Lo ha scritto su Twitter Guido Crosetto, ex-sottosegretario alla Difesa (2008-2011) e cofondatore di Fratelli d’Italia.

IL COMMENTO DI GIORGIO GOGGI

Giorgio Goggi, candidato sindaco a Milano per i socialisti ed ex-assessore nella giunta di centrodestra di Gabriele Albertini, pensa che la decisione del TAR lombardo su A2A-AEB si possa applicare anche all’intesa tra A2A e Ardian. Come riportato da Radio Lombarda, Goggi è convinto che la partnership con Ardian costituisca un “regalo ai francesi di tutti gli asset strategici come centrali e dighe”. Secondo Goggi, l’operazione A2A-Ardian “non solo era sbagliata ma peggiorativa perché pensata senza un’evidenza pubblica. E quanto è stato fatto in questi anni da A2A non solo è stato bocciato dal TAR, ma anche dal Consiglio di stato. I cittadini milanesi non possono né devono perdere i grandi impianti realizzati con i pagamenti versati da milioni di consumatori, i bresciani dal 1908 e i milanesi dal 1910, conferendoli a una società multinazionale, che ne potrà disporre a piacimento. Ci aspettiamo nuove sentenze contro le decisioni di A2A per il bene di Milano e dei suoi cittadini”.

COSA FA ARDIAN IN ITALIA

Ardian ha investito oltre 3 miliardi di euro nelle infrastrutture italiane. In particolare, è azionista del fondo F2i (Fondi Italiani per le Infrastrutture), uno degli attori principali nel mercato italiano delle energie rinnovabili.

IL BLOCCO ALL’ACQUISIZIONE DI AEB

A inizio settembre il Consiglio di stato ha dichiarato nulla l’operazione di aggregazione tra A2A e AEB – utility operante nella Brianza -, già peraltro bloccata nel giugno 2020 dal TAR della Lombardia. L’aggregazione, scrive Il Sole 24 Ore, avrebbe portato ad A2A “circa 200mila clienti e 30-40 milioni di euro di Ebitda”; per il Consiglio di stato, però, questa operazione dovrà svolgersi attraverso una gara pubblica.

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