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Ecco perché Tesla continua a sbandare

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Per Testa vendite inferiori alle attese nel primo trimestre e le azioni crollano. Che cosa succede all’azienda pioniera della mobilità elettrica di lusso guidata da Elon Musk?

Se l’anno è iniziato male sta proseguendo peggio per Tesla. Giovedì le azioni dell’azienda guidata da Elon Musk sono crollate di quasi l’11% dopo la pubblicazione di dati inferiori alle attese sulle vendite nel primo trimestre.

Proprio come a gennaio quando la notizia dei dati negativi sulle consegne del quarto trimestre del 2018 ha fatto perdere al titolo ben l’8,2% a 305 euro a Wall Street.

Quello appena concluso è stato il primo trimestre in calo delle vendite a Tesla in quasi due anni e il calo più grande di sempre. Ma cosa sta succedendo all’azienda pioniera della mobilità elettrica di lusso?

LE CONSEGNE DELUDENTI

Tesla ha consegnato il 31% di auto in meno nel primo trimestre di quest’anno rispetto al precedente: un calo dovuto secondo Musk ai problemi logistici nella spedizione in Europa e Asia per la prima volta nella sua storia.

Mercoledì scorso, Tesla ha annunciato di aver consegnato circa 63.000 auto nell’ultimo periodo, al di sotto delle aspettative degli analisti (76.000). Le consegne della berlina low cost Model 3, considerata un prodotto chiave per Tesla, si attestano a 50.900, al di sotto di una stima FactSet di 52.450.

MODEL 3 E MODEL Y NON HANNO RAGGIUNTO IL TRAGUARDO SPERATO

Il numero uno e fondatore Elon Musk ha tentato di alimentare la domanda iniziando a vendere Model 3, l’auto più economica di Tesla a 35.000 dollari. Non solo, si aspettava anche di generare interesse svelando lo scorso 14 marzo un altro veicolo molto atteso: Model Y, il primo crossover Tesla. Due dei tre veicoli che Tesla attualmente vende sono berline, ormai cadute in disgrazia con i clienti che preferiscono sempre più crossover, SUV e pickup.

E LE BERLINE CAPPOTTANO

Senza dimenticare il crollo negli ordini per il vecchio Modello S e X. Le consegne sono scese a 12.100, rispetto alle 27.550 del quarto trimestre del 2018. Questo è un colpo micidiale, dato il ruolo chiave che questi veicoli deluxe hanno avuto nel passaggio alla redditività di Tesla.

INCISIONE SUL REDDITO

Il rallentamento delle vendite preoccupa Wall Street dal momento che l’azienda ha bisogno di denaro per pagare i suoi debiti considerevoli. La società si aspetta dunque che il reddito del primo trimestre sarà influenzato negativamente a causa di volumi di consegna inferiori alle attese e diversi aggiustamenti dei prezzi. Utile in ciascuno dei suoi ultimi due trimestri, meno consegne porteranno una perdita trimestrale questa volta.

MUSK RESTA OTTIMISTA

Ma tra le note stonate Tesla ha comunicato anche di aver prodotto 77.100 veicoli durante il primo trimestre. Pertanto Musk, fin troppo fiducioso, ha ribadito la sua previsione per l’intero anno di 360.000 a 400.000 consegne di veicoli nel 2019, che potrebbe rassicurare gli investitori delusi da questo trimestre. La società ha informato inoltre che 10.600 veicoli erano in transito verso i clienti, riflettendo la domanda inaspettatamente forte in Cina e in Europa verso la fine del trimestre.

COLPA DELL’AMMINISTRAZIONE TRUMP

In realtà gli investitori si aspettavano che la domanda di veicoli elettrici di Tesla scivolasse durante il primo trimestre, poiché gli acquirenti delle sue auto ad alta efficienza energetica hanno perso alcuni importanti crediti d’imposta federali come quello da 7.500 dollari utilizzato per incoraggiare la domanda di auto ad alta efficienza energetica. A partire dal 1° gennaio il credito per gli acquirenti di Tesla è stato dimezzato a 3.750 dollari. Tesla ha addirittura tagliato i prezzi di tutti i suoi veicoli per compensare, ma è difficile vedere come un fattore relativamente marginale come questo potrebbe martellare la domanda di veicoli così costosi.

MA ANCHE DELLO STESSO MUSK

Il calo delle azioni di Tesla può riflettere anche l’incertezza riguardo la decisione della vicenda giudiziaria che coinvolge Musk  A febbraio il suo tweetstorm  ha suggerito erroneamente una produzione di automobili ancora più elevata nel 2019 rispetto alla previsione ufficiale della società. A seguito del tweet, la Sec ha chiesto a un giudice federale di considerare Musk colpevole di violazione degli impegni presi con la giustizia l’anno precedente. Il giudice ha concesso proprio oggi due settimane a Musk e alla Sec per raggiungere un’intesa. In caso di mancato accordo, il giudice sarà pronto a deliberare. Musk deve prepararsi a un’altra mazzata.

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