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Auto elettriche, ecco le 10 aziende asiatiche che dominano il mercato delle batterie

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Tutti i dettagli sulle maggiori aziende di batterie per auto elettriche

La Cina domina il mercato delle batterie, insieme ai vicini di casa giapponesi e coreani. La bassa richiesta dei veicoli elettrici, la diffidenza verso questa nuova tecnologia e gli alti costi di produzione hanno spinto poche aziende a credere ed investire nel settore delle batterie agli ioni di litio.

L’Europa, su questo fronte, è decisamente indietro e qualcosa sembra smuoversi solo negli ultimi mesi, con Francia e Germania che provano ad andare al contrattacco. Ma andiamo per gradi.

BATTERIE PER VEICOLI ELETTRICI: IL DOMINIO DELLA CINA

Le prime dieci società del settore delle batterie per auto elettriche sono tutte aziende asiatiche. Nel 2018, con una quota del 23% del mercato la Contemporary Amperex Technology ha superato la giapponese Panasonic (22%). Segue al terzo posto BYD, con circa il 12% del mercato. La sudcorena LG Chem controlla circa il 7% del mercato, mentre la cinese Envision AESCF si ferma circa al 4%. A seguire nella top ten delle aziende di batterie al litio ci sono la sudcoreana Samsung SDI, e le cinesi Guoxuan High tech, Tianjin Lishen Battery, Farasis Energy e la Shenzen Bak Battery.

La Cina domina i due terzi del mercato. “I Cinesi dominano la produzione di batterie per automotive (siamo ancora all’inizio e la quota è in crescita ogni anno). Considera che la batteria vale 1/3 del costo complessivo dell’EV”, ha twittato Alberto Forchielli, imprenditore e manager italiano attivo fra Stati Uniti e Asia.

GLI OBBLIGHI DA PARTE DEL GOVERNO CINESE

Se è vero che la Cina domina il mercato grazie ai suoi ingenti investimenti, è anche vero che le case auto cinesi devono rivolgersi a fornitori locali ed interni per le batterie. Il Governo lascia poca scelta, spingendo dunque le aziende casalinghe (la Cina rappresenta metà del mercato mondiale delle auto elettriche)

IL CONTROLLO DELLE MATERIE PRIME

C’è molto di più, comunque. La Cina controlla anche il mercato delle materie prime necessarie per produrre batterie: litio e cobalto.

Secondo Bloomberg News, le due società cinesi, Yanfeng Lithium e Tianqi Lithium, controllano rispettivamente il 17% e il 12% della produzione globale di litio, a causa degli investimenti nelle miniere di litio in Australia e Sud America. Sempre Bloomberg afferma che la Cina è ancora il maggior produttore di cobalto raffinato (qui qualche dettaglio in più).

VOLVO SI AFFIDA ALLA CINA

I numeri non devono stupire. Diverse case automobilistiche hanno stipulato accordi a lungo termine con società cinesi per la fornitura di batterie per auto elettriche. Per ultima, la svedese Volvo ha annunciato di aver firmato accordi di fornitura di batterie a lungo termine con le società asiatiche LG Chem e Contemporary Amperex Technology (CATL).

ALLA CONQUISTA DEL VECCHIO CONTINENTE?

Dal 2018, LG Chem produce batterie per Daimler, Audi, Renault e Volvo in una fabbrica in Polonia. Samsung SDI ha una fabbrica in Ungheria e SK Innovations della Corea del Sud sta investendo più di 1,5 miliardi di euro per la costruzione di due stabilimenti in Ungheria, che potrebbero eventualmente servire Volkswagen.

L’EUROPA AL CONTRATTACCO

Intanto Francia e Germania hanno un piano per difendersi e reagire. I due Stati hanno deciso di unire le forze per creare un consorzio europeo per batterie a celle agli ioni di litio: entro il 2020 dovrebbe sorgere un impianto pilota di 200 posti di lavoro in Francia e nel 2023, tra soli 4 anni, dovrebbero essere avviati due diversi impianti di produzione, uno in Francia, l’altro in Germania, creando 1.500 posti di lavoro ciascuno.

QUALE FUTURO?

Secondo la società di consulenza Boston Consulting Group, entro il 2027 il mercato globale delle batterie per autoveicoli potrebbe raggiungere i 45 miliardi di euro. L’Europa farà la sua parte e rappresenterà dal 20% al 30% della fetta di mercato, ma le società asiatiche continueranno ad essere leader di settore.

ANCHE GLI USA PROVANO A MINARE IL PREDOMINIO CINESE

Anche gli Usa, ovviamente, provano a passare al contrattacco. Alcuni senatori Usa starebbero spingendo per una semplificazione dei requisiti normativi e di approvazione per la lavorazione e la raffinazione di litio, grafite e altri minerali.

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