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Perché De Luca sbraita contro Fincantieri, Leonardo e Tim

De Luca

Cosa ha chiesto il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, al premier Draghi dopo le 1600 casse integrazioni annunciate da Leonardo. E su Fincantieri e Tim…

Offensiva a tutto campo del presidente della Regione Campania, Vincendo De Luca (Pd), su alcuni grandi gruppi italiani, come Fincantieri, Leonardo e Tim.

Il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, ha reso noto nei giorni scorsi di aver chiesto un incontro col premier Draghi per discutere della situazione della aziende pubbliche nella Regione, in particolare dopo le 1600 casse integrazioni annunciate da Leonardo (il gruppo ex Finmeccanica controllato dal Ministero dell’Economia). (qui l’approfondimento di Starmag)

“Ho mandato oggi al presidente del Consiglio Draghi una richiesta di incontro con il governo nazionale per fare il punto sui programmi di investimento delle aziende pubbliche o partecipate dallo Stato in Campania. Leonardo ma anche Fincantieri, Tim, credo sia arrivato il momento di fare anche una operazione verità per capire dove si stiano orientando gli investimenti anche delle aziende pubbliche in relazione al Mezzogiorno d’Italia e la Campania”.

Il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, in diretta Fb ha sottolineato che “una delle grandi aziende pubbliche, Leonardo-Finmeccanica, comunica di voler mettere in cig dal 3 gennaio, per quello che riguarda la Campania, 1600 lavoratori – spiega – di cui 1200 a Pomigliano e 430 nello stabilimento di Nola. Non va bene”.

“Continua questa drammatica penalizzazione del sud Italia in relazione agli investimenti e alle scelte produttive, è una situazione intollerabile e faccio appello ai ministri campani perché siano parte attiva in relazione a questa richiesta di incontro con Draghi per capire cosa intendano fare le grandi aziende in relazione alla Campania”, conclude il Governatore.

Nel frattempo i sindacati dei metalmeccanici di Cgil e Uil hanno proclamato uno sciopero di 8 ore il 6 dicembre per tutti i siti del gruppo Leonardo con manifestazione nazionale a Roma. “Leonardo spa, la ex Finmeccanica –  si legge in una nota di Fiom e Uilm, sta avviando una riorganizzazione nei Settori della Difesa e dell’Aerospazio, senza coinvolgere preventivamente i Sindacati e il Governo su un piano industriale senza il quale non sono chiare le prospettive occupazionali e industriali per i siti del Gruppo e per la tenuta complessiva dell’azienda. La pandemia legata al Covid ha aumentato le incertezze per il futuro di tutti i settori in Leonardo e non si intravede un vero rilancio di lungo periodo legato anche ai finanziamenti derivanti dal PNRR con il supporto istituzionale in coerenza con una politica industriale di settore”.

Diversa la decisione della Fim-Cisl che – criticando l’impostazione degli altri due sindacati di settore – ha deciso di scioperare solo nella divisione Aerostrutture (qui la posizione del segretario della Fim-Cisl, Roberto Benaglia).

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