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Leonardo, ecco cosa pensa e farà la Fim-Cisl

Leonardo Sciopero

L’intervento di Roberto Benaglia, segretario generale Fim Cisl, sullo sciopero del 6 dicembre annunciato nel gruppo Leonardo

 

Leonardo è un gruppo importante e industrialmente solido con tanti punti di forza.

Non condividiamo l’atteggiamento di altri sindacati che lo dipingono come un gruppo in crisi, senza strategie, in sostanza allo sbando.

Tuttavia la Fim Cisl chiede che, nell’ambito dei cambiamenti importanti che l’industria italiana ed europea della difesa sta affrontando, il governo si assuma la responsabilità di dare a tutti i produttori italiani e nazionali degli orientamenti strategici, coinvolgendo in prima battuta il sindacato.

È per questo che la Fim sciopera essenzialmente solo nei siti coinvolti, anche e soprattutto per promuovere il confronto sindacale sulle Aerostrutture, al fine di realizzare e gestire  nelle prossime settimane un importante accordo  sindacale finalizzato alla definizione degli investimenti per i siti di Aerostrutture e di una gestione degli ammortizzatori che non gravi sulle spalle dei lavoratori.

Pertanto il 6 dicembre la Fim Cisl dichiara 8 ore di sciopero nelle realtà del gruppo Leonardo che stanno attraversando situazioni occupazionali difficili, da risolvere attraverso la contrattazione,  oltre che  nei siti e nelle Divisioni che sono al centro di assetti e scelte industriali richiedenti soluzioni da parte del Governo a partire dalla divisione Sistemi di Difesa, per la quale chiediamo al Governo di coinvolgerci e di garantire orientamenti validi sul piano occupazionale.

Per questo non condividiamo l’idea di uno sciopero di tutto il gruppo. In questo momento non è necessario e non dà nessuna forza in più alle proposte che il sindacato deve portare avanti in modo assolutamente coeso, accelerando il confronto con l’azienda e non rinviandolo.

Su Aerostrutture, a partire dai lavoratori interessati, sappiamo da oltre un anno e mezzo che la Divisione sta vivendo un calo di lavoro derivante dalla crisi del mercato del volo civile che ha causato uno stop delle produzioni per aerei a lunga tratta (787, A380, ecc.) che coinvolge principalmente i programmi Boeing.

Dobbiamo però dare certezze di stabilità occupazionale ai lavoratori dei  quattro siti coinvolti in questa crisi,  anche alla luce della richiesta formalizzata dall’azienda di accedere, per il 2022, alla Cigo.

Noi continuiamo a ribadire che la Cigo va trattata con i sindacati partendo da piani industriali ed impegni certi su nuovi investimenti.

Questi devono tradursi in nuove produzioni e prodotti, finalizzati a risolvere questa crisi senza rischi occupazionali e dando nuovo futuro ai siti, a partire da quello di Grottaglie.

Con Leonardo vogliamo discutere di investimenti prima ancora di ragionare di soluzioni occupazionali.

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