Economia

Vi racconto la rabbia di azionisti e obbligazionisti della Popolare di Bari

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popolare di Bari

Conversazione di Start Magazine con l’avvocato Domenico Romito, primo legale ad attivarsi contro l’istituto a tutela di azionisti e obbligazionisti della Popolare di Bari

La Popolare di Bari versa in condizioni molto complicate da cui può uscire solo con un deciso cambio di passo. Ne è convinto Domenico Romito, responsabile nazionale dell’associazione Avvocati dei Consumatori, primo legale ad attivarsi contro l’istituto di credito pugliese e a denunciarne la situazione di default. Su sua richiesta, tra l’altro, è stato di recente nominato il rappresentante degli obbligazionisti della banca.

In un contesto assai difficile dal punto di vista di governance e di conto economico, la Popolare di Bari deve pure fare i conti con la questione delle azioni illiquide (scambiate sulla piattaforma Hi-Mtf e così chiamate perché non c’è un mercato di riferimento) di cui sono titolari tanti soci e obbligazionisti che non è certo se e quando potranno rientrare in possesso del proprio denaro vista la situazione finanziaria dell’istituto.

COS’E’ SUCCESSO AGLI AZIONISTI E AGLI OBBLIGAZIONISTI DI BARI

“Il valore delle azioni – spiega Romito in un’intervista a Start Magazine – è passato da un prezzo pagato fino a 9,53 euro – soprattutto in riferimento all’aumento di capitale del 2014-2015 – che negli anni si è praticamente azzerato. La quotazione della piattaforma Hi-Mtf, un piccolo borsino in cui ci sono soprattutto titoli delle banche popolari, era già irrealistica. Poi, con l’aggravarsi della situazione, il titolo è stato sospeso”.

E sul fatto che la quotazione fosse irrealistica, chiarisce l’avvocato, “ci ha dato ragione la Corte d’Appello di Bari visto che per quanto riguarda l’aumento di capitale 2014-2015 era superiore all’ipotesi più rosea stimata dalla società incaricata”. Inoltre, secondo Romito la Popolare guidata da Vincenzo De Bustis “si è servita di un profilo di rischio alterato. In 26mila casi abbiamo rilevato un profilo di rischio basso ma solo 300 risparmiatori hanno avuto l’attribuzione di un profilo di rischio del genere perché hanno detto di avere un’esigenza di liquidità”.

Sul caso sta indagando attualmente la Procura della Repubblica – e anzi “l’iniziativa è prossima alla conclusione”, assicura – perché molti titolari hanno presentato denuncia per truffa “ed in effetti questo tipo di vendita massiva potrebbe presentare profili penalmente rilevanti”.

Ma chi sono questi azionisti e obbligazionisti? Si tratta di “semplici risparmiatori che sono stati sollecitati a vario titolo a investire in azioni della stessa banca in contrasto con la normativa Esma (Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati, ndr) e con quella della Consob, che ha accolto le raccomandazioni dell’Esma e ha dato indicazioni stringenti imponendo una procedura di vendita molto dettagliata”. Attenzione, però: il problema non riguarda solo la banca pugliese: “La nostra iniziativa si estende oltre la Popolare di Bari, ci sono altri istituti come la Popolare di Ragusa o la Popolare del Lazio che si trovano in situazioni analoghe”.

LO SCAVALCAMENTO NELLA VENDITA

Oltre al fatto che i titoli hanno perso valore c’è poi il problema dello scavalcamento nell’ordine di vendita: molti hanno chiesto di vendere i titoli in proprio possesso ma si sono visti scavalcare nella fila da altri. Risultato: più il tempo passava, più diminuiva il valore e si perdevano soldi. “Su questo abbiamo vinto la causa – evidenzia Romito – e la Popolare di Bari ha dovuto fornire 70mila pagine di documenti da cui si evince una violazione del diritto di precedenza”. Da qui l’azione collettiva per il risarcimento del danno “che – se circoscriviamo solo agli ultimi aumenti di capitale, diciamo dal 2009 – è di oltre 1 miliardo”.

L’APPELLO ALLA BANCA

Una cifra non piccola per una banca che già versa in gravi condizioni. “Abbiamo fiducia nel giudice del Tribunale di Bari ma siamo convinti che non si debbano attendere le sentenze e che si debbano invece trovare altre soluzioni. E’ impensabile che queste persone debbano rivolgersi alla magistratura per avere soddisfazione” nota l’avvocato che chiede “un cambio di passo da parte della banca perché affronti il problema in maniera seria e fornisca una possibilità di ristoro. Parliamo di una banca che ha titoli che non valgono più nulla”. Peraltro, ricorda, “l’Unione europea favorisce questi risarcimenti dove ci sono state violazioni di massa come, secondo noi, è accaduto in questo caso”.

IL PROBLEMA DELLA PRESCRIZIONE

A tutti gli azionisti e gli obbligazionisti dell’istituto, inoltre, l’avvocato Romito raccomanda di inviare una lettera alla banca in forma di raccomandata “per interrompere la prescrizione”. “Suggerisco di mandare la lettera di messa in mora perché non si può sapere da quando decorreranno le prescrizioni e a maggior ragione nel caso di chi ha partecipato all’aumento di capitale del 2009”. Per farlo ci si può affidare allo sportello telematico dell’associazione scrivendo all’indirizzo mail info@avvocatideiconsumatori.it

E PER IL FUTURO DI POPOLARE DI BARI?

Per quanto riguarda il futuro della Popolare di Bari, anche in questo caso “serve un cambio di passo”. Intanto, dice Romito, “occorre trasformarla in spa e però bisogna vedere chi crede nel progetto. Servono soggetti privati e pubblici che si facciano carico del rilancio della banca senza frapporre ulteriori indugi. Questo clima di incertezza danneggia l’istituto, mina la fiducia dei clienti e di conseguenza si rischia un depauperamento in termini di risorse e di correntisti”.

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POPOLARE DI BARI, ECCO MOSSE E AZZARDI DI DE BUSTIS. L’ARTICOLO DI MICHELE ARNESE

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