Skip to content

corte dei conti open fiber

Come e perché la Corte dei conti strattona Open Fiber e Infratel

Che cosa emerge dalle valutazioni conclusive della deliberazione 71/2025/CCC della Corte dei conti sul Piano banda ultralarga nelle aree bianche.

La Corte dei Conti torna all’attacco sul ritardo sulla banda ultralarga nelle aree bianche, che doveva completarsi inizialmente a settembre 2024.

A fine ottobre 2025 il “Piano Banda Ultralarga – Aree Bianche” registra sì un avanzamento significativo – con livelli di copertura elevati soprattutto per le sedi della Pubblica amministrazione e le aree industriali – a fronte però di ritardi ancora presenti nel collegamento delle abitazioni civili e di un cronoprogramma complessivo slittato di circa un anno.

È quanto emerge dall’analisi della Corte dei conti contenuta nella Delibera n. 71/2025/CCC. Come ricorda la magistratura contabile, il soggetto attuatore del piano è Infratel Italia (la società statale incaricata di redigere i bandi di gara) e il concessionario è Open Fiber.

“Il percorso verso il conseguimento dei target previsti per il 2026”, prosegue la Corte, “risulta però ancora lungo, soprattutto in alcune realtà regionali”. Liguria, Emilia-Romagna, Lombardia e Valle d’Aosta si collocano, infatti, sotto la soglia di realizzazione del 70% per gli obiettivi legati alle abitazioni civili (Liguria ed Emilia-Romagna, anche per quelli riferiti alle sedi PA). In otto regioni, invece, il tasso raggiunto è tra il 70 e il 90% e solo nelle otto residue risulta superata la soglia del 90%.

Nel complesso, evidenzia comunque la magistratura contabile “va considerato che un’importante quota aggiuntiva di unità immobiliari (oltre 441.000, pari al 7% del target) risulta già in fase di collaudo e un ulteriore milione (circa il 16%) in fase di lavorazione, con 5.144 Comuni italiani effettivamente raggiunti dall’infrastruttura di rete Ftth e 4.671 coperti in Fwa”.

Pertanto, nella delibera adottata a dicembre 2025, la Corte dei conti fotografa un progetto in progressione ma ancora lontano dal completamento, condizionato dalla presenza di comuni critici, dai contenziosi legati all’applicazione delle sanzioni (” Solo il 2% di esse è stato incassato e più della metà risulta oggetto di contenzioso”) e dalla mancanza di un’anagrafica centralizzata delle unità immobiliari.

Torna su