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Vaccino italiano anti Covid, ecco perché Reithera sbuffa sul governo

Reithera

L’intervento dello Stato in Reithera, la società italiana che sta sperimentando il vaccino anti Covid, non si è ancora concretizzato nonostante gli annunci. Tutti i dettagli

«La fase uno delle sperimentazioni è terminata su 90 volontari ed è andata molto bene. La seconda? Per ora non abbiamo le risorse» allarga le braccia Antonella Folgori, biologa, presidente di Reithera (la società con sede a Castel Romano controllata da una società svizzera.

LE DIFFERENZE TRA REITHERA, MODERNA, BIONTECH E NON SOLO

Nota Repubblica: “La biotech Moderna, finanziata con 2 miliardi di dollari dalla Casa Bianca, sta dando benzina alla vaccinazione negli Usa lasciando l’Europa sullo sfondo. BioNTech, tedesca, ha fornito 30 milioni di dosi extra al suo paese, che l’aveva aiutata con 400 milioni di euro. E Londra si è affrettata ieri ad approvare il vaccino di Oxford, mentre le fiale italiane restano in freezer. I 5 milioni di euro della Regione Lazio, i 3 del Ministero di università e ricerca, la collaborazione con lo Spallanzani per i test e i 12 milioni investiti da Reithera sono bastati per arrivare fin qui”.

LE PAROLE DI REITHERA A REPUBBLICA

«Ma ora, proprio ora, ci servirebbe uno scatto» dice Folgori a Repubblica: «Riusciremo a terminare la nuova ala per portare la capacità a 10 milioni di dosi al mese. Ma non possiamo sostenere le fasi 2 e 3 delle sperimentazioni, né i costi di produzione» aggiunge Stefano Còlloca, che guida lo sviluppo tecnologico.

CHE COSA AVEVA DETTO ARCURI

«Lo Stato sosterrà Reithera» aveva promesso a settembre il commissario Domenico Arcuri, suggerendo un ingresso pubblico nel capitale dell’azienda, ricorda oggi il quotidiano del gruppo Gedi diretto da Maurizio Molinari. «Le discussioni sono in corso» dice diplomaticamente Colloca, che dalla finestra vede i pini e le nuvole in direzione del litorale laziale, ma accanto ai colleghi collabora con Oxford dal 2005 a un vaccino per la malaria, ha firmato il vaccino per Ebola insieme ai National Institutes of Health americani e ha la copaternità del vaccino contro il virus sinciziale in sperimentazione per Glaxo.

LO STATO ENTRA NEL CAPITALE DI REITHERA?

Lo Stato, in effetti, è pronto a entrare nel capitale dell’azienda. Come scriveva giorni fa Il Sole 24 Ore, nel decreto agosto il Governo Conte ha messo sul piatto fino a 380 milioni tra quest’anno e il prossimo, gestiti dal commissario Arcuri, per far sì che lo Stato possa entrare nel capitale sociale di aziende che producono vaccini e terapie anti Covid. “Una opportunità che Arcuri presto dovrebbe concretizzare per Reithera”, sottolineava il quotidiano confindustriale

I FINANZIAMENTI ARRIVATI DA REGIONE LAZIO E GOVERNO

In realtà, il governo ha già scommesso sul vaccino di Reithera. Nei mesi scorsi, affinché la società accelerasse sul vaccino anti Covid, sono stati stanziati 8 milioni di euro: 3 milioni di euro sono arrivati dal Ministero dell’Università e della Ricerca scientifica e 5 milioni sono stati versati dalla Regione Lazio.

È stato firmato “il protocollo d’intesa tra il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, il ministro della Salute, Roberto Speranza, il ministro dell’Università e della Ricerca scientifica, Gaetano Manfredi, il Consiglio Nazionale delle Ricerche e l’IRCCS “Spallanzani”, per l’individuazione di un vaccino contro il COVID-19. Per la realizzazione di questo obiettivo sono stanziati 8 milioni di euro, 5 milioni a carico della Regione Lazio, trasferiti allo Spallanzani, e 3 milioni a carico del Ministero dell’Università e della Ricerca scientifica”, annunciava settimane fa una nota della Regione Lazio.

LA NASCITA DI REITHERA

Fondata nel 2014 da un team ex Okairos, la società con sede legale a Roma si occupa dello sviluppo, della produzione e dei test clinici di vaccini adeno-vettori di origine non umana. Tra le malattie cui si lavora nei laboratori, trasferiti ora a Napoli (a Roma il centro di produzione GPM), ci sono epatite C, malaria, HIV, virus respiratorio sincinziale ed Ebola. Okairos, una volta acquisita da Gsk, cambiò nome in Reithera.

IL CONTROLLO SVIZZERO

L’azienda, presieduta da Antonella Folgori, capo di immunologia e fondatrice di Okairos e già in Irbm, è di proprietà di Keires Ag, società del settore finanziario con sede a Basilea.

I NUMERI DELL’AZIENDA DI BIOTECNOLOGIE

Reithera ha chiuso il 2019 con ricavi pari 19.565.923 euro, in crescita rispetto ai 14.223.015 euro del 2018. Più che triplicato l’utile 2019: 2.244.495 euro, contro i 664.858 dell’anno precedente. I costi della produzione totali sono stati pari a 16.680.460.

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