Economia

Va di moda lo Stato, ecco come Corneliani è salva

di

Mise decarbonizzazione

Il ministero dello Sviluppo economico salva l’azienda di abbigliamento entrando con 10 milioni di euro nel capitale e permettendo così alla società di riavviare la produzione. E’ la prima operazione prevista da un Fondo per il salvataggio dei marchi storici istituito dal decreto Rilancio.

 

Corneliani salva grazie al governo.

La storica azienda mantovana di abbigliamento maschile è stata salvata con il fondo previsto dall’articolo 43 del decreto Rilancio. Si tratta della prima azienda in tutta Italia che beneficia di questo tipo di aiuto, come sottolineano i sindacati.

COSA E’ IL FONDO CHE HA SALVATO CORNELIANI

Il fondo, che ha una dotazione di 100 milioni di euro per il 2020, «è finalizzato al salvataggio e alla ristrutturazione di imprese titolari di marchi storici di interesse nazionale iscritte nel registro – si legge nel decreto – e delle società di capitali, aventi un numero di dipendenti non inferiore a 250, che si trovino in uno stato di difficoltà economico-finanziaria». Dunque un fondo pensato dal governo per andare incontro alle società in crisi e che rischiano la chiusura.

LA MOSSA DEL GOVERNO TRAMITE IL MISE IN CORNELIANI

Un mese fa la Corneliani ha chiesto l’ammissione al concordato preventivo. Secondo l’accordo raggiunto martedì scorso, il ministero dello Sviluppo economico salva l’azienda entrando con 10 milioni di euro nel capitale, permettendo così alla società di riavviare la produzione.

CHE COSA PREVEDE L’INTESA

L’intesa, raggiunta nel corso del tavolo riunito presso la Prefettura di Mantova con Mise, istituzioni locali, azienda, commissario giudiziale e i sindacati, prevede dunque l’ingresso dello Stato nel capitale, attraverso l’immissione in equity da parte del ministero dello Sviluppo economico con appunto i 10 milioni di euro provenienti dal fondo citato sopra.

LE PROSSIME TAPPE PER CORNELIANI

L’azienda ora potrà definire in tempi brevi una pianificazione dei flussi di produzione, procedere con la richiesta al tribunale dell’autorizzazione ad impegnare la liquidità di cassa e consentire il riavvio della produzione. «L’obiettivo è garantire la ripresa immediata di Corneliani e il rientro in fabbrica di tutte le lavoratrici e i lavoratori», sottolineano le sottosegretarie al Mise presenti al tavolo, Alessandra Todde e Alessia Morani.

I COMMENTI DEI SINDACATI

«L’accordo risolve questa difficile vertenza, positiva per tutta l’azienda e rappresenta un’assoluta novità su tutto il territorio nazionale», spiegano Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil, che però tengono la guardia alta: fino alla ripartenza della produzione proseguiranno con le iniziative di mobilitazione in atto oramai da 40 giorni e ribadiscono la richiesta nei confronti della proprietà di «versare nuovo capitale di rischio per garantire sostegno e concretezza di lungo termine al nuovo piano statale».

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