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Unicredit, ecco cosa non farà Mustier su Mps, Aviva e subholding

Unicredit Mps

Ecco numeri, progetti e scenari di Unicredit. La trimestrale, le ipotesi su Mps e le parole di Mustier. Tutti i dettagli

 

Che cosa farà Unicredit su Mps, subholding, dividendi e Aviva?

Era queste alcune delle attese di analisti, investitori e dipendenti di Unicredit alla vigilia della trimestrale.

“Abbiamo lanciato il progetto subholding per ottimizzare il costo del funding e la liquidità in ottica Mrel. Nell’attuale contesto macro, grazie ai massicci acquisti della Bce e allo spread basso, non serve realizzare questo progetto. Rimane un progetto ma oggi non è rilevante”.

Lo ha dichiarato l’amministratore delegato di UniCredit, Jean Pierre Mustier, in merito al piano di creazione di una subholding che riunisca le controllate estere del gruppo. Parole non superflue visto che quel progetto era di fatto propedeutico con lo scenario di una potenziale acquisizioni del ramo italiano di Unicredit del Monte dei Paschi di Siena.

CAPITOLO MPS?

E proprio sul dossier Mps il capo azienda di Unicredit ha detto: “Non commentiamo mai i rumor. Il nostro piano non è basato su nessuna M&A, preferiamo trasformare piuttosto che integrare e remunerare gli azionisti”, queste le parole di Mustier nel corso di una conference call con le agenzie di stampa.

Ma vediamo di seguito i conti del terzo trimestre di Unicredit e le prospettive per il gruppo capeggiato da Mustier.

I NUMERI DI UNICREDIT

UniCredit ha chiuso il terzo trimestre del 2020 con un utile netto di 680 milioni, in calo del 42,4% rispetto allo stesso periodo del 2019. Il risultato e’ superiore alle attese del consensus raccolto dall’istituto, che si fermavano a 334 milioni. Nei nove mesi la perdita contabile si riduce cosi’ a 1,6 miliardi, considerando i 420 milioni di utile del secondo trimestre e la perdita da 2,7 miliardi nel primo in seguito alle rettifiche Covid.

IL MARGINE DI INTERMEDIAZIONE

Tornando al terzo trimestre, il margine di intermediazione è sceso del 7,4% annuo a 4,35 miliardi, con interessi netti a 2,3 miliardi (-8,6%) e commissioni nette a 1,4 miliardi (-6,4%). In calo dell’1,5% a 2,4 miliardi i costi operativi, per un rapporto cost/income salito al 55,3%. Quanto alla solidità patrimoniale, il Cet1 è al 14,41%, con un buffer al di sopra del massimo ammontare distribuibile di 538 punti base, il più alto di sempre per la banca.

LE RETTIFICHE SU CREDITI

Proseguendo nell’analisi del conto economico, le rettifiche su crediti sono state pari a 741 milioni nel terzo trimestre (-21% dal secondo), “di cui 431 milioni di rettifiche su crediti specifiche conseguenti al prolungamento della moratoria in Italia e delle scadenze iniziali della moratoria nel Centro Est Europa e 305 milioni di overlays sulle rettifiche su crediti”.

IL COSTO DEL RISCHIO

La guidance del costo del rischio (pari a 81 punti base nei nove mesi, +32 punti su base annua) per il 2020 a 100-120 punti base è confermata “grazie all’anticipazione degli impatti futuri e alla stagionalità nel quarto trimestre”, mentre per il 2021 si conferma la stima tra 70 e 90 punti base. Quanto agli aggregati patrimoniali, i prestiti commerciali lordi medi si sono attestati a 400 miliardi (-2,2% dal secondo trimestre, -0,8% su base annua). I depositi commerciali medi sono aumentati a 427,3 miliardi (+3,3% e +5,9%). Le esposizioni deteriorate lorde sono diminuite del 21% annuo e del 4,1% trimestrale a 22,7 miliardi, “con un migliore rapporto tra crediti deteriorati lordi e totale crediti lordi pari al 4,7%, mentre il rapporto tra esposizioni deteriorate nette e crediti netti si è attestato all’1,9%”.

IL RAPPORTO DI COPERTURA

Il rapporto di copertura è diminuito di 1,4 punti percentuali al 61,3% (+0,3 punti su base annua). Lo smaltimento del portafoglio della bad bank interna “procede secondo i tempi stabiliti” e si conferma l’obiettivo di concluderlo entro il 2021. Sul fronte dei risultati delle singole divisioni, la banca commerciale in Italia ha chiuso il terzo trimestre con un utile di 97 milioni (-69,9% annuo), la Germania con 50 milioni (-69,8%), l’Austria con 76 milioni (-35,2%), il Centro Est Europa con 226 milioni (-35,2%) e il corporate e investment banking con 394 milioni (-8,9%), mentre il corporate center di gruppo ha registrato una perdita di 197 milioni.

DOSSIER TEAM 23

“È confermata la politica di distribuzione del capitale prevista in Team 23 con un payout ordinario pari al 50% e l’impegno a restituire gradualmente il capitale in eccesso”. si legge nel comunicato di UniCredit sui conti trimestrali. Il payout al 50%, ha confermato l’a.d. Jean Pierre Mustier nel corso di una conferenca call con le agenzie di stampa, sarà raggiunto con un mix tra dividendi e buyback. Nel 2021, in particolare, se ci sarà l’ok della Bce sarà composto da un dividendo pari al 30% dell’utile sottostante e da un buyback sul 20%.

IL TARGET

UniCredit è “in linea per raggiungere il target di oltre 800 milioni di utile netto sottostante nel 2020 e per il 2021 conferma l’obiettivo tra i 3 e i 3,5 miliardi”, si legge nel comunicato sui conti trimestrali. Migliorato invece l’obiettivo sul fronte del taglio dei costi: “Grazie all’accelerazione nella trasformazione del modello di business abbiamo migliorato il nostro target sui risparmi lordi di Team 23 del 25% a 1,25 miliardi”, ha sottolineato Mustier.

I DIVIDENDI

“Siamo molto fiduciosi che la Bce lascerà pagare dividendi e che inizierà nel 2021″, ha dichiarato l’a.d. di Unicredit, e presidente della Federazione bancaria europea, Mustier, nel corso della conference call di presentazione dei conti trimestrali.

NOMINA DI PADOAN

“Diamo il nostro benvenuto a Pier Carlo Padoan. Ha una straordinaria esperienza professionale e una profonda conoscenza del contesto regolamentare in Europa”, ha dichiarato Mustier, ricordando la cooptazione di Padoan in cda e la sua designazione come futuro presidente. L’arrivo di Padoan, ha aggiunto, “è un grande valore per il nostro gruppo e non vediamo l’ora di lavorare con lui”.

DOSSIER AVIVA

“La joint venture con Aviva è in esaurimento quindi stiamo cercando insieme a loro una soluzione positiva e un potenziale compratore”, ha detto il capo azienda di Unicredit nel corso della conferenza stampa di presentazione dei conti trimestrali in merito alla jv bancassicurativa con la compagnia britannica.

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