Economia

Tutte le ultime sportellate sindacali in Unicredit

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Tutte le novità in casa Unicredit: l’assemblea degli azionisti, la  questione dividendo, lo scenario e le lamentele dei sindacati

Nonostante l’emergenza coronavirus, che desta non poche preoccupazioni alle organizzazioni sindacali, sono settimane importanti per Unicredit, reduce da un importante accordo con i sindacati di settore sul piano strategico del gruppo e dalla decisione di non pagare i dividendi agli azionisti, almeno fino ad ottobre.

Nel frattempo oggi a Milano si è celebrata l’assemblea, eccezionalmente a porte chiuse, per l’approvazione del bilancio 2019 mentre ieri l’istituto ha risposto alle domande scritte arrivate dagli azionisti.

LE PAROLE DEL PRESIDENTE BISONI ALL’ASSEMBLEA

L’assemblea odierna, a cui erano presenti per delega 2.302 azionisti, ovvero il 59,7% del capitale, è stata presieduta da Cesare Bisoni che – come ha riportato Radiocor – in avvio ha ricordato il suo predecessore, Fabrizio Saccomanni, morto lo scorso agosto.

Il presidente ha dunque menzionato la recente delibera del board di Unicredit di non pagare i dividendi almeno fino ad ottobre – seguendo le indicazioni di Bce e Banca d’Italia -, scelta che “rafforzerà ulteriormente la patrimonializzazione della banca e, quindi, la sua capacità di supportare l’economia reale in questa fase di crisi”. Sostegno che, ha puntualizzato, “è sempre stato un punto fermo e a maggior ragione lo sarà nell’attuale contesto”.

Bisoni ha poi parlato della decisione  del cda di ridurre i suoi componenti a 14 e l’accordo con i sindacati raggiunto la scorsa settimana per l’implementazione del piano strategico. Un’intesa, ha sottolineato, che “contribuisce a rafforzare la competitività, la produttività e la redditività del gruppo”.

In tal senso il presidente di Unicredit ha chiarito che “le nostre azioni sono orientate alla costante creazione di valore per tutti i nostri stakeholder, a partire dai clienti, che beneficeranno di processi semplificati e prodotti innovativi, fino agli azionisti, attraverso l’impegno ad accrescere il ritorno sul capitale investito”.

COS’HA DETTO IERI IL GRUPPO AI PICCOLI AZIONISTI

Intanto ieri Unicredit, in vista dell’assemblea, ha risposto alle domande dei piccoli azionisti da cui è emersa l’intenzione di non trasferire altrove la sede del gruppo. “Attualmente la sede legale di UniCredit è in Italia e non ci sono state decisioni del consiglio di amministrazione di senso diverso” si è detto secondo quanto riferito dal Sole 24 Ore.

Per quanto riguarda il progetto della sub-holding per le attività estere “è ancora in fase di studio ed è volto prevalentemente all’ottimizzazione del requisito minimo di fondi propri e altre passività soggette a bail-in nel medio periodo”.

Su tutti i gruppi bancari aleggia la crisi legata alla diffusione del Covid-19: le incertezze che ne derivano “che rendono al momento di difficile valutazione ogni previsione circa gli impatti, ad oggi non quantificabili, sulla profittabilità del gruppo”.

Le perplessità nate dall’emergenza sanitaria si riflettono pure sul discorso delle fusioni e delle acquisizioni. “Al momento – spiegano da piazza Gae Aulenti – non abbiamo in progetto nuove acquisizioni o cessioni, ad eccezione di eventuali acquisizioni minori nei mercati di interesse in Europa centro-orientale, dove abbiamo già una presenza strategica. Quest’ultimo punto dovrà comunque essere valutato alla luce del nuovo scenario macroeconomico di riferimento e in particolare alla luce degli impatti del Covid-19”.

LE LAMENTELE DEI SINDACATI

E sempre l’emergenza coronavirus è ora al centro dei contatti tra il gruppo e le rappresentanze sindacali. Ieri le segreterie di coordinamento Unicredit di Fabi, First, Fisac, Uilca e Unisin hanno comunicato che continuano a ricevere segnalazioni da parte di dipendenti su problemi relativi alle misure prese per l’emergenza coronavirus.

In particolare le organizzazioni hanno inviato all’azienda due richieste di manleva a salvaguardia dei lavoratori per la Moratoria Mutui e Finanziamenti e la Task Force per la gestione della clientela da remoto, “il cui organico è insufficiente” e hanno ottenuto modifiche nel modello di servizio per “sollevare dallo stress il personale che lavora nelle filiali aperte, l’accesso alle filiali solo su appuntamento, il mantenimento delle cautele a tutela della salute e così come il rispetto delle normative per il caricamento degli Atm nelle filiali chiuse”.

Tra le altre richieste fatte al gruppo Unicredit: precise indicazioni su come comportarsi con la clientela che si presenti senza appuntamento e un allungamento dei periodi di assenza per i lavoratori che potrebbero aver contratto il Covid-19. I sindacati hanno pure “espresso le nostre forti preoccupazioni  sulla attività di realizzazione di tutte le misure introdotte dal Decreto Cura Italia (soprattutto la Moratoria), del Decreto Liquidità e dalla Convenzione per l’anticipo della Cassa Integrazione: misure queste che abbiamo chiesto non gravino ulteriormente su persone che lavorano già in situazione di emergenza organizzativa e procedurale”.

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