Economia

Unicredit, ecco quanto sarà salato per Mustier il nuovo bond. Tutti i dettagli

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Unicredit

La prima emissione pubblica di Unicredit dal 2017 ha ricevuto una domanda per oltre 8 miliardi di dollari. La tranche a tasso fisso paga una cedola del 6,572% (7,83% quella del bond Pimco dello scorso novembre).

Hanno ricevuto un boom di richieste i due bond senior non preferred a tre anni da 3 miliardi di dollari collocati sul mercato Usa ieri da Unicredit.

I DETTAGLI DEL BOND UNICREDIT

Si tratta della prima emissione pubblica per la banca guidata dal ceo, Jean Pierre Mustier, dal 2017, dopo quella dedicata a Pimco dello scorso novembre.

LA MAPPA DEGLI ACQUIRENTI DEL BOND UNICREDIT

Il processo di book building ha generato infatti una domanda per circa 8 miliardi di dollari, che rappresenta uno dei riscontri più elevati (per una singola transazione) mai registrati sul mercato dei bond cosiddetti yankee negli ultimi tre anni, con una distribuzione geografica molto capillare in grado raccogliere ordini da oltre 200 investitori globali: il 65% dagli Stati Uniti, il 18 % dal Regno Unito, il 3% dal Medio Oriente e il 14% dal resto dell’Europa.

I NUMERI

Dato l’interesse positivo del mercato e il portafoglio ordini molto consistente, lo spread comunicato inizialmente fissato a 430 punti base sullo Us Treasury a tre anni ha registrato un miglioramento di 30 punti base.

LO SPREAD

Lo spread di emissione finale è infatti stato pari a Treasury + 400 punti base per la tranche a tasso fisso e 390 punti base + Us Libor per la tranche a tasso variabile, all’incirca equivalente a Euribor a tre mesi + 365 punti base. Si tratta della riduzione più marcata in termini di spread registrata sul mercato in dollari fino ad ora nel 2019, sia presso investitori statunitensi che europei.

I CONTI DEL BOND

Questa transazione è la terza sul mercato dei bond senior non preferred collocati da Unicredit , dopo la prima emissione nel gennaio 2018 di un bond a cinque anni per un importo di 1,5 miliardi euro che era stata meno onerosa (aveva un premio di 70 punti base sul tasso swap) e di quella a cinque anni per un importo pari a 3 miliardi di dollari a novembre 2018 che era stata appunto sottoscritta tutta da Pimco a tassi ben più elevati (a 420 punti base sopra lo swap) per via del rischio Italia che nel corso dell’anno è aumentato drasticamente. Il coupon di quest’ultima obbligazione è risultato al 7,83% e Mediobanca Securities osserva che oggi scambia a 104.

LE DUE TRANCHE DELL’EMISSIONE

L’emissione ha due tranche: una per un importo pari a 2,5 miliardi di dollari a tasso fisso e un’altra pari a 500 milioni di dollari a tasso variabile, entrambi con scadenza il 14 gennaio 2022. I bond saranno computabili ai fini Tlac (Total Loss-Absorbing Capacity, ovvero rientrano tra gli strumenti convertibili nell’eventualità del bail-in) e a tal proposito si prevede un impatto positivo di circa 72 punti base.

I DETTAGLI SUI PIANI DI UNICREDIT

Questa transazione fa parte del piano di funding di UniCredit ai fini Tlac, relativamente al quale la banca aveva un obiettivo di emissioni per un importo complessivo tra 3 e 5 miliardi di euro entro la fine del primo trimestre 2019.

I NUMERI SUI DUE BOND

Le due obbligazioni avranno i seguenti termini: per i bond a tasso fisso a tre anni, una cedola al 6,572%, pagata semestralmente, con un prezzo di emissione/riofferta di 100%; per i bond a tasso variabile a tre anni è prevista una cedola legata allo Us Libor a tre mesi + 390 punti base, pagata trimestralmente, con un prezzo di emissione/riofferta di 100%. Mentre il bond dedicato a Pimco dello scorso novembre aveva una cedola più elevata (7,83%). Il taglio minimo dell’obbligazione è di 350 mila dollari e multipli di mille dollari.

(estratto di un articolo pubblica su Mf/Milano Finanza)

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