Economia

Ubi Banca, ecco il nuovo patto fra soci (in attesa del dossier Banco Bpm)

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Tutte le novità e le indiscrezioni su presente e futuro di Ubi Banca dopo che è stato sottoscritto un nuovo patto di consultazione tra azionisti

E’ stato sottoscritto un patto di consultazione tra azionisti di Ubi Banca, che aggrega il 16,7% circa del capitale sociale. L’efficacia del patto è condizionata all’autorizzazione delle autorità competenti e non decorrerà prima del primo gennaio 2020. E questo mentre i sindacati sono in subbuglio contro le esternalizzazioni in atto e i vertici guardano anche al settore assicurativo.

IL PESO DELLE FONDAZIONI IN UBI BANCA

Il patto è stato sottoscritto dalle due fondazioni azioniste di Ubi: Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo (5,95%) e Fondazione Banca del Monte di Lombardia (4,95%).

ECCO I MAGGIORI SOCI BERGAMASCHI DI UBI BANCA

Ad esse si aggiungono cinque dei maggiori nomi del patto bergamasco dei Mille, ognuno accreditato di una quota pari a circa l’1% della banca: la Polifin della famiglia Bosatelli, la Nuova Fourb della famiglia Bombassei, P4P Int e la famiglia Pilenga, Radici Group e la famiglia Gianni Radici, Scame Spa e la famiglia Andreoletti.

IL FRONTE BRESCIANO DI UBI BANCA

Sia i cinque imprenditori bergamaschi che la fondazione Banca del Monte di Lombardia hanno esercitato il recesso rispettivamente dal Patto dei Mille – che raccoglie l’anima orobica di Ubi Banca – e dal Sindacato Azionisti Ubi Banca, che rappresenta la sponda bresciana. E proprio dal fronte bresciano è destinato ad arrivare un altro nome pesante dell’azionariato dell’ex popolare, ovvero la famiglia Gussalli Beretta.

GLI ALTRI AZIONISTI DI UBI BANCA

Il patto sarà aperto all’adesione di altri azionisti di Ubi Banca, e in particolare ai soci che siano stati parte del Patto dei Mille o del Sindacato Azionisti UBI Banca, a condizione che dall’adesione non derivi l’obbligo di promuovere un’offerta pubblica di acquisto su titoli della banca.

IL COORDINAMENTO DEL PATTO

Le attività del patto saranno coordinate da un comitato di presidenza, che inizialmente sarà composto da tre membri individuati nelle persone di Mario Cera, Giandomenico Genta e Armando Santus.

LE PROSSIME MOSSE DI BERETTA

Gli aderenti al patto di consultazione hanno inoltre ricevuto indicazione dell’intenzione delle società della Famiglia Beretta di aderire al patto, a seguito della quale sarà aggregato il 17,7% del capitale della banca.

LE FINALITA’ DEL PATTO

Il patto, si spiega, “avrà la finalità di rafforzare la coesione e la collaborazione tra soci significativi della banca animati da comuni attitudini all’engagement e alla stewardship che i sottoscrittori del patto intendono disciplinare ispirandosi ai modelli elaborati dalla miglior prassi, con l’obiettivo di favorire in particolare la stabilità della banca e l’attenzione ad alcuni caratteri identitari idonei a consolidarne il successo”.

GLI SCENARI

Che cosa succederà ora? Di sicuro c’è spazio per crescere ulteriormente da parte dei soci e per questo gli osservatori guardano a nuove possibili adesioni sia dal versante bergamasco che da quello bresciano. Di certo il nucleo dei soci fondatori conta di pesare sempre più nelle prossime scelte, benché non immediate (non a caso l’efficacia del patto non decorrerà prima del 1° gennaio 2020) che la banca dovrà fare.

L’ANALISI DEL SOLE 24 ORE

Consolidamenti in vista, comunque, per Ubi Banca. E le ipotesi non mancano: “Sul mercato non mancano potenziali sfidanti (a partire da BancoBpm), che potrebbero in verità diventare anche potenziali partner. Sullo sfondo del resto rimane da sciogliere il nodo Mps, dal cui azionariato lo Stato – oggi primo azionista – deve uscire, secondo gli accordi con Bruxelles. Possibile peraltro che, attraverso un patto di consultazione, gli azionisti storici della banca vogliano anche far da stimolo nei confronti dell’attuale management, a cui comunque si guarda con favore”, ha scritto il Sole.

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