Economia

Ubi Banca, cosa combina Cera del patto Car?

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Le ultime mosse del professore Mario Cera che si è dimesso dal comitato direttivo del Car (Comitato azionisti di riferimento di Ubi Banca). Fatti, nomi e indiscrezioni

 

“Il Car non è un patto di sindacato e tutti gli azionisti che lo compongono sono liberi di fare le loro scelte in merito all’ops”, ha detto giorni fa Mario Cera, esponente di spicco del patto Car che lega alcuni grandi azionisti di Ubi Banca, che si è dimesso dal comitato direttivo del Car (Comitato azionisti di riferimento) che detiene il 19% di Ubi banca nel mirino di una offerta di Intesa Sanpaolo.

Il Car vede al suo interno (qui l’approfondimento di mesi fa di Start) Fondazione CariCuneo, Fondazione Banca Monte di Lombardia, quattro famiglie industriali bergamasche di peso (Bosatelli, Bombassei, Radici, Andreoletti) e la famiglia bresciana dei Gussalli Beretta. Con gli ingressi ai primi di gennaio, sono 22 gli azionisti che hanno aderito al comitato Car.

Nato nel 1953 a San Marco in Lamis, in provincia di Foggia, Cera è professore ordinario di Diritto commerciale all’Università di Pavia dove si è laureato con il giurista ed ex presidente della Consob, Guido Rossi. E’ autore di varie monografie e di articoli su riviste giuridiche relativi alle sue materie e ha fatto parte dei consigli di amministrazione e degli organi sociali in ambito finanziario tra cui Banca Regionale Europea, Banca Lombardia e Italmobiliare.

Cera è stato consigliere di gestione di Ubi Banca, presidente di Banca Popolare Commercio e Industria e presidente di IW Bank. E’ stato vicepresidente vicario del Consiglio di sorveglianza di Ubi Banca. Dal 2010 è presidente della Fondazione Poldi Pezzoli di Milano.

Cera è coinvolto nell’inchiesta su Ubi banca – legata a presunte irregolarità in tema di vigilanza – della procura di Bergamo.

Le recenti manovre di Cera, uscito dalla banca per via del processo di Bergamo, non sono passate inosservate in questo periodo in ambienti finanziari, bancari e politici.

Qualche settimana fa i riflettori si sono accesi subito dopo le improvvise dimissioni dal Car scaturite secondo alcuni osservatori dopo l’intervista di Aldo Poli, presidente della Fondazione del Monte di Lombardia, al Sole 24 Ore: “Pronti a valutare l’Ops”, ha detto Poli aprendo all’Offerta del gruppo guidato dall’ad, Carlo Messina.

“Cera, uomo integerrimo e anche molto ambizioso, non ha gradito e sentendosi scavalcato si è subito dimesso dal Car. Cera però non ha alcuna posizione nella Fondazione, ma evidentemente pensava di esserne il vero ambasciatore visto anche il suo piccolo ruolo nel Car”, si dice in ambienti delle fondazioni.

Il professore pugliese con cattedra a Pavia tuttavia non perde tempo e proprio in questi giorni lancia i suoi strali di rabbia contro molti: “A lui di fatto non piace come è stata gestita la situazione, ma sono in tanti a pensarla diversamente sul suo conto. La sua ambizione è cosa nota e le sue reazioni mal si legano al ruolo che stava avendo nella vicenda del Car”, mormora un addetto ai lavori del mondo finanziario al corrente della vicenda.

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