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Ccnl Occhialeria

Contratti, tutto sul rinnovo del Ccnl dell’occhialeria e dei pennelli

Che cosa prevede il nuovo contratto di lavoro nel settore dell'occhialeria e dei pennelli. L'intervento di Antonello Di Mario

“Un altro contratto del settore manifatturiero  di nostra competenza è stato rinnovato. Siglata dalle parti l’ipotesi di rinnovo del Ccnl del settore spazzole e pennelli con un trattamento economico complessivo a regime nel prossimo triennio  di 173 euro. Si tratta di un rinnovo che riguarda circa 5mila lavoratori impiegati in più di 200 aziende. Un epilogo positivo anche per questa vertenza contrattuale. Avanti così!”. Daniela Piras saluta in questo modo il nuovo contratto per una parte, pur esigua, del settore industriale del Paese.

Infatti, a Milano, la delegazione trattante delle organizzazioni sindacali di Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil con i rappresentanti dell’Associazione Nazionale Produttori Articoli per Scrittura e Affini (Assoscrittura), l’Associazione Nazionale Produttori Spazzole, Pennelli, Scope e Preparatori relative materie prime (Assospazzole), entrambe aderenti a Confindustria, hanno sottoscritto l’ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto del settore penne, spazzole e pennelli. Nel settore operano circa 5000 addetti in quasi 700 imprese, il contratto è scaduto lo scorso 31 dicembre e avrà vigenza triennale.

L’intesa sottoscritta sarà sottoposta alle assemblee dei lavoratori per la definitiva approvazione del testo.

PARTE ECONOMICA

L’aumento complessivo (TEC) nel triennio 2023-2025 sarà di 173 euro.

Sui minimi (TEM) l’aumento salariale sarà di 160 euro (3° livello S.), distribuiti in 3 tranche: 60 euro maggio 2023, 50 euro maggio 2024, 50 euro giugno 2025, per un montante complessivo di 3600 euro.

Per quanto riguarda il capitolo del welfare contrattuale, è previsto un incremento dello 0,3% del contributo per la previdenza complementare a carico delle imprese, l’incremento a 15 euro del contributo al fondo sanitario integrativo Sanimoda e 2 euro mensili per l’assicurazione per la non autosufficienza.
L’elemento perequativo, la quota annuale elargita ai lavoratori dalle aziende che non praticano la contrattazione di 2° livello, vedrà un aumento e precisamente passerà dagli attuali 300 euro a 330 euro.

Al primo livello di inquadramento previsto un incremento di 281 euro nel triennio al fine di ridurre l’attuale differenza salariale con il secondo livello.

PARTE NORMATIVA

Per quanto riguarda la parte normativa l’intesa sottoscritta prevede molte risposte alle richieste fatte in piattaforma, tra cui:

In materia di conciliazione tempi vita e di lavoro viene aumenta al 12% la percentuale di richieste per lavoro part time per i casi di rientro da congedi di maternità/paternità e per esigenze di cura dei figli. Inoltre, viene introdotto il diritto a permessi per i periodi di inserimento figli presso asili nido e scuole dell’infanzia. Previsto anche il diritto a periodi di aspettativa in caso di terapie di fecondazione assistita.

Elevato da 15 a 18 mesi il periodo di conservazione del posto di lavoro nei casi di gravi patologie.

Aumento della percentuale di maggiorazione per il lavoro supplementare al 26% e aumento della percentuale di maggiorazione in caso di clausole elastiche al 18%.
Previste le linee guida per attivare la banca ore solidale a tutela di comprovati e documentati casi di gravità e necessità.
Recepimento della normativa in materia di congedi di paternità obbligatoria e utilizzo dei permessi legge 104 su base oraria.

Infine, implementato l’articolo sulle azioni positive per le pari opportunità con l’obiettivo di attivare congiuntamente politiche e misure concrete per ridurre il divario di genere.

IL RINNOVO DEL CCNL DEL SETTORE OCCHIALI E OCCHIALERIA PER IL TRIENNIO 2023-2025

Questo rinnovo fa il paio con quello siglato la scorsa settimana. Il 29 aprile a Belluno i rappresentanti di Anfao-Confindustria e la delegazione trattante dei sindacati del settore Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil, hanno sottoscritto l’ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro del settore occhiali ed occhialeria per il triennio 2023-2025, scaduto lo scorso 31 dicembre. Nel settore operano oltre 18mila addetti in quasi 400 imprese.

PARTE SALARIALE

L’aumento medio complessivo (Tec) previsto sottoscritto è di 180 euro.
167 euro l’aumento sui minimi (Tem) con riferimento al 4° livello, distribuiti in 3 tranche: 62 euro da maggio 2023; 48 euro da marzo 2024, 57 euro da febbraio 2025. E un montante complessivo di 4006 euro.
Per quanto riguarda il welfare contrattuale sono previsti l’aumento dello 0,3% euro sulla previdenza integrativa (fondo Previmoda), 3 euro sull’assistenza sanitaria integrativa (fondo Sanimoda) e 2 euro destinati alla non auto sufficienza, tutto a carico delle imprese.
L’intesa prevede l’aumento dell’elemento perequativo del 10%, per imprese che non praticano la contrattazione di secondo livello. Infine, 2 euro di aumenti su tutti ‘comportamenti organizzativi’.

PARTE NORMATIVA

Sul tema delle norme e dei diritti, nell’accordo viene migliorata la tutela dei lavoratori sul tema dei diritti individuali allungando a 18 mesi il periodo di conservazione del posto di lavoro in caso di malattie gravi. Sul delicato tema della violenza di genere l’intesa prevede l’aggiunta di 2 mesi retribuiti a carico dell’azienda oltre a quanto già previsto dalla legge. Migliorate le azioni positive in materia di pari opportunità, infatti nel corso della vigenza del presente contratto, le Parti seguiranno lo sviluppo di un progetto dell’Osservatorio per agevolare la realizzazione, presso le aziende, delle buone pratiche e la loro diffusione a tutto il settore, con il coinvolgimento delle commissioni aziendali.
Sono state, inoltre, normate le linee guida sulla partecipazione dei lavoratori e sullo smart working.

Per quanto riguarda l’inquadramento al primo livello, l’intesa prevede il passaggio automatico dopo 6 mesi ai livelli superiori e un aumento nel triennio di 268 euro, portando il salario lordo mensile a 1559 euro.

Inoltre, sono state recepite le normative vigenti in tema di permessi ed è stata agevolata la conciliazione di tempi di vita e di lavoro per lavoratrici e lavoratori. Infine, importante l’introduzione del diritto alla formazione continua che prevede un pacchetto di 16 ore obbligatorie nel biennio per ogni lavoratore a carico dell’azienda.

Il rinnovo di questi due Ccnl è un buon segnale per le buste paga dei lavoratori coinvolti. Gli stipendi in Italia si sono mantenuti costanti negli ultimi vent’anni. Nel 2022, a causa dell’aumento del costo della vita legato all’inflazione, le famiglie hanno dovuto aiutarsi coi propri risparmi. Ecco perché il rinnovo dei contratti collettivi nazionali, rappresenta un’opportunità da non sprecare. A dicembre 2022 erano circa 590 i contratti nazionali da rinnovare. Si tratta di almeno 7 milioni di lavoratori che soffrono la stasi contrattuale. Una situazione difficilmente sopportabile non solo per loro, ma per l’intera economia nazionale.

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