Airbnb scommette su WeRoad e mette sul tavolo 58 milioni di dollari per accompagnare la società italiana dei viaggi di gruppo nello sbarco negli Stati Uniti. L’operazione porta il colosso americano degli affitti brevi dentro il capitale della società fondata da Paolo De Nadai (nella foto) e spinge la raccolta complessiva di WeRoad a circa 100 milioni di dollari. Un salto di scala per una società nata nel 2017 dentro OneDay, il gruppo creato dallo stesso De Nadai, e diventata in pochi anni uno dei principali operatori europei del turismo organizzato per piccoli gruppi.
COME ENTRA AIRBNB IN WEROAD
Il nuovo aumento di capitale, da 58 milioni di dollari, è un round di Serie C guidato da Airbnb, che entrerà nel capitale della società italiana affiancando gli investitori già presenti. Dopo l’operazione il gruppo americano deterrà una quota leggermente superiore al 10%, ma non sono stati diffusi dettagli sul valore attribuito a WeRoad dopo il finanziamento. Tra gli attuali investitori c’è H14, la holding della famiglia Berlusconi riconducibile a Luigi, Barbara ed Eleonora, che aveva già guidato nel 2023 il precedente round da 18 milioni di dollari. Hanno seguito l’operazione anche altri soci e investitori italiani già presenti nella società.
L’operazione arriva dopo una fase di forte crescita della società, che nel 2025 ha registrato ricavi per circa 130 milioni di euro, in aumento del 30% rispetto all’anno precedente.
Per Airbnb non si tratta di un investimento puramente finanziario. L’interesse riguarda soprattutto il modello costruito da WeRoad: viaggi organizzati per piccoli gruppi di persone accomunate da età, interessi o stile di viaggio, coordinati attraverso piattaforme digitali ma basati su esperienze condivise offline. Una formula che punta meno sulla vacanza tradizionale e più sulla dimensione relazionale del viaggio.
La nuova raccolta servirà soprattutto a finanziare l’espansione negli Stati Uniti, primo vero passo fuori dall’Europa per la società italiana. Il mercato americano viene considerato strategico sia per dimensioni sia per compatibilità con il modello sviluppato finora da WeRoad.
Una parte importante del progetto statunitense ruoterà attorno a WeMeet, la piattaforma lanciata nel 2025 da WeRoad per organizzare esperienze ed eventi dal vivo: aperitivi, escursioni, attività sportive, yoga e incontri sociali aperti anche a chi non ha mai prenotato un viaggio con la travel company. Nel primo anno la piattaforma ha coinvolto oltre 50mila persone in 35 città e generato circa 2mila eventi.
Parallelamente all’operazione cambia anche parte dell’assetto operativo. L’amministratore delegato Andrea D’Amico, manager arrivato da Booking.com, si trasferirà a San Francisco per guidare la divisione hotel di Airbnb, mantenendo però un ruolo nel consiglio di amministrazione di WeRoad. La guida operativa della società resterà invece al fondatore Paolo De Nadai insieme ai cofondatori Fabio Bin ed Erika De Santi.
LA CRESCITA DI WEROAD
WeRoad nasce nel 2017 all’interno di OneDay, il gruppo creato da Paolo De Nadai attivo nella comunicazione digitale e nei progetti rivolti ai giovani. L’idea iniziale era semplice: organizzare viaggi di gruppo per persone che partono sole ma vogliono condividere l’esperienza con altri viaggiatori.
Nel tempo la società ha costruito un modello piuttosto riconoscibile. I gruppi sono piccoli, accompagnati da coordinatori selezionati dalla piattaforma, e gli itinerari sono pensati soprattutto per una fascia di età compresa tra i 25 e i 49 anni. Circa il 90% dei clienti parte da solo, con l’obiettivo però di condividere il viaggio con persone sconosciute.
La crescita è stata rapida. Dal lancio hanno viaggiato con WeRoad oltre 300mila persone, mentre nel solo 2025 i viaggiatori sono stati più di 100mila. Gli itinerari disponibili superano quota mille e coprono decine di destinazioni nel mondo.
La società opera oggi in Italia, Germania, Francia, Regno Unito e penisola iberica. L’Italia resta ancora il principale mercato in termini di ricavi, ma negli ultimi anni la crescita internazionale ha accelerato, soprattutto nei paesi di lingua inglese e in Germania.
Nel 2025 il sito internazionale ha registrato un aumento dei ricavi di oltre il 60%, con prenotazioni e passeggeri in crescita rispettivamente del 51% e del 54%. Sei clienti su dieci tornano poi a prenotare un altro viaggio.
La crescita è stata sostenuta anche da un forte investimento nel marketing digitale e nella presenza sui social network. La community di WeRoad supera i 3,5 milioni di follower complessivi mentre la rete conta più di 4mila coordinatori attivi in Europa.
I CONTI DELLA SOCIETÀ
Se i ricavi del 2025, come reso noto dalla società, sono saliti a 130 milioni di euro, dal bilancio ufficiale del 2024 emerge una società ancora in piena fase di crescita e chiusa in perdita.
Nell’esercizio precedente il rosso era stato pari a circa 6,1 milioni di euro, in peggioramento rispetto ai 2,36 milioni registrati nel 2023. Un risultato legato soprattutto all’aumento dei costi per l’espansione internazionale, gli investimenti tecnologici e il rafforzamento della struttura operativa.
I costi per servizi hanno superato i 62 milioni di euro, mentre il costo del personale è salito a 8,75 milioni. Alla fine del 2025 gli addetti risultavano 118.
Sul fronte patrimoniale, il patrimonio netto è cresciuto fino a quasi 22 milioni di euro dai precedenti 10,8 milioni. La liquidità disponibile a fine 2024 era pari a circa 5,6 milioni di euro.
Nel bilancio emergono anche investimenti consistenti nelle partecipazioni controllate e nelle attività immateriali, legate soprattutto allo sviluppo tecnologico della piattaforma e all’espansione internazionale. Le immobilizzazioni immateriali hanno superato i 6,8 milioni di euro, mentre quelle finanziarie hanno raggiunto circa 22,3 milioni.
Dal bilancio si rileva che la società appartiene alla capogruppo OneDay.
SOCI, ASSETTO E PARTECIPAZIONI
WeRoad è una società per azioni con sede a Milano e costituita nel 2018.
Il capitale sociale sottoscritto è pari a poco più di 91mila euro, suddiviso in oltre 9,1 milioni di azioni.
Presidente del consiglio di amministrazione è Paolo De Nadai, mentre Andrea D’Amico ricopre il ruolo di amministratore delegato.
Negli anni il capitale si è progressivamente aperto a investitori esterni. Oltre ad H14, nel round del 2023 erano entrati anche investitori privati come la famiglia Grassi, legata al gruppo E80, e la famiglia Rovati.
L’assetto societario è articolato, con diverse categorie di azioni e una serie di operazioni straordinarie deliberate negli ultimi mesi, comprese conversioni azionarie e acquisti di azioni proprie.
Dal bilancio risultano inoltre partecipazioni in società controllate per oltre 20 milioni di euro. Una struttura costruita per sostenere l’espansione internazionale del gruppo e le attività operative nei vari mercati europei.
L’ingresso di Airbnb rappresenta comunque un passaggio diverso rispetto ai precedenti round: non soltanto capitale finanziario, ma l’ingresso di uno dei grandi gruppi mondiali del turismo digitale dentro una società italiana che, almeno fino a pochi anni fa, era ancora una startup legata all’ecosistema milanese delle community online.







