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Tutti gli obiettivi di Orcel per Unicredit

Orcel

Che cosa prevede il piano strategico 2022-2024 di Unicredit presentato da Orcel e perché ha ricevuto giudizi positivi dagli analisti

 

Ecco numeri e dettagli sul nuovo piano strategico per il triennio 2022-2024 di Unicredit così come è stato illustrato dal numero uno del gruppo bancario, Andrea Orcel.

COME ANDRANNO I RICAVI DI UNICREDIT

I ricavi netti dovrebbero salire dagli oltre 16 miliardi attesi nel 2021 a oltre 17 miliardi per il 2024, con commissioni che passerebbero da circa il 38% dei ricavi al 40% circa a fine piano e un rapporto costi/ricavi dal 56% al 50%.

QUANTO SARA’ L’UTILE NETTO DI UNICREDIT

Sul fronte dell’utile netto, le aspettative dell’amministratore delegato, Andrea Orcel, sono di passare dagli oltre 3,3 miliardi del 2021 a oltre 4,5 miliardi del 2024, con un rendimento del gruppo che dovrebbe balzare dal 7% al 10% (+42%).

COME SARA’ LA GENERAZIONE DI CAPITALE

Inoltre è prevista una generazione organica di capitale nell’ordine di 150 punti base (1,5%) annuo con un Cet 1 ratio che passerebbe dal 13,5%-14% del 2021 al 12,5%-13% del 2024 che prevede “una distribuzione agli azionisti significativamente maggiore e in progressiva crescita”.

LE PREVISIONI DEL PIANO STRATEGICO

Nel triennio 2022-2024 sono attesi volumi Esg totali (sono gli asset in gestione di tipo Esg, l’attività di Debt capital market e di social lending) per 150 miliardi di euro cumulati.

COME UNICREDIT REMUNERERA’ I SOCI

Il piano prevede una remunerazione dei soci di almeno 16 miliardi totali per il periodo 2021-2024 con una distribuzione annuale “in linea con la generazione organica di capitale per ogni rispettivo esercizio di riferimento”. Per il 2022 è attesa una distribuzione di 3,7 miliardi composta da un dividendo in contanti pari al 30% dell’utile netto sottostante e riacquisti di azioni per la parte restante.

I NUMERI DEL 2022 PER UNICREDIT

La distribuzione totale relativa al 2022 è prevista in linea o superiore a quella dell’anno in corso, con un progressivo aumento a partire dal 2023.

DOSSIER DIVIDENDI PER UNICREDIT

Il dividendo in contanti annuale per il 2022 sarà del 35% dell’utile netto e per gli anni successivi ad almeno il 35% dei profitti con la parte restante in riacquisti di azioni.

CHE COSA HA DETTO ORCEL DI UNICREDIT IN CONFERENCE CALL

In conference call, il ceo Orcel ha spiegato che, sul fronte M&A, dopo aver chiuso a ottobre con l’acquisizione di un perimetro di Mps dal Tesoro, non esclude “fusioni e acquisizioni, ma nemmeno le pianifico”. I criteri per le operazioni straordinarie, ha aggiunto Orcel, “sono strategici, ci aiutano a migliorare il Rote e gli obiettivi di remunerazione, devono rafforzare il business”.

GLI OBIETTIVI DEL PIANO INDUSTRIALE DI UNICREDIT

Gli obiettivi saranno raggiunti, secondo il piano industriale, crescendo nelle aree geografiche e sviluppando la rete di clienti, “trasformando il modello di business e il modo in cui operiamo” con una “crescita di qualità, sia rispetto alla clientela attuale che ai nuovi clienti”, sviluppando prodotti e servizi “best-in-class, internamente o con partner esterni”, facendo crescere le attività “a basso assorbimento di capitale, con focus su prodotti e servizi a valore aggiunto per i clienti” (quindi più risparmio gestito e comparto assicurativo e meno prestiti) e attraverso “un’efficienza selettiva a livello di costi per finanziare investimenti e assicurare la leva operativa”.

LE MIRE DIGITALI

Attraverso gli investimenti nel digitale, Unicredit intende portare “le 13 banche ad agire come un gruppo pienamente integrato”, gestire in maniera centralizzata il sistema, “responsabilizzare le banche locali all’interno di chiari modelli di rischio e di comportamento”, riportare all’interno le competenze chiave. Il gruppo intende ottenere entro il 2024 una riduzione di costi di 0,5 miliardi in valore assoluto, al netto di 0,6 miliardi di investimenti (Digital & Data e business) e di 0,5 miliardi di inflazione. Il gruppo ha progettato investimenti per 2,8 miliardi nel settore Digital & Data nell’arco del piano.

COME CAMBIERA’ L’ORGANICO

Al 2024 sono attese 3.600 nuove assunzioni nette nel Business e nei Digital & Data. Nello specifico, il gruppo intende aumentare l’organico di 1.500 persone in tutte le macroaree geografiche, di cui 900 in Italia, 300 in Europa Centrale e in Europa Orientale, 200 in Germania e 100 nelle funzioni di controllo.

CHE COSA DICONO GLI ANALISI SUL PIANO DI ORCEL PER UNICREDIT

Per Goldman Sachs la notizia importante è che il management si sia impegnato a “restituire sostanzialmente tutto il capitale generato in maniera organica, pari a 16 miliardi di euro, ovvero il 62% della capitalizzazione di mercato nell’orizzonte del piano”. Vale a dire circa il 16% annuo, di cui il 14% (3,7 miliardi di euro) nel 2022. Questo è “in parte dovuto al lavoro sull’efficienza del capitale”. Nel complesso, gli analisti ritengono che il piano sia positivo, perché: 1) i minori costi inferiori sosterranno le revisioni del consenso; 2) l’impegno a restituire il capitale in eccesso “è sostanziale” e si pone al livello più alto fra le banche seguite da Goldman Sachs.

Per Exane Bnp Paribas, il dividendo e l’impegno di riacquisto da parte di Unicredit di “almeno” 16 miliardi di euro è superiore di circa il 30% rispetto alle attese, scrivono gli analisti, e implica la restituzione di oltre il 60% della capitalizzazione di mercato entro il 2024. “Ma non dobbiamo dimenticare che c’è molto di più nel piano”, aggiungono: l’obiettivo di una redditività (Rote) del 10% si confronta con un consenso del 6%, il che implica “miglioramenti concreti sul fronte dell’utile” che deriverà da un Cet 1 ratio atteso a fine piano del 12,5-13% (contro ad esempio il relativamente basso 11,5-12% di Bbva). Il piano è nel complesso molto forte, e l’impegno per oltre 16 miliardi di euro di rendimento del capitale dovrebbe spingere le azioni molto più oltre di un rialzo del 7%” (e infatti a fine mattinata il titolo fa +11,7%).

Per Citi, il gruppo ha aumentato il rendimento del capitale “ben al di sopra delle aspettative di mercato (almeno 16 miliardi di euro, pari al 60% della capitalizzazione) e “l’utile netto sembra ampiamente realistico, del 5% circa in più rispetto alle nostre stime, ma del 15% circa in più rispetto al consenso”. Anche il Rote atteso al 2024 per il 10% circa risulta superiore alle aspettative degli analisti americani.

Gli analisti di Kepler parlano di una “remunerazione degli azionisti molto generosa in vista” e notano come l’obiettivo di utile netto al 2024 sia superiore alle loro attese. La remunerazione è prevista in progressiva crescita nell’arco di piano, pari ad almeno 16 miliardi euro per il 2021-2024. Una nota critica arriva da KBW (rating underperform, target price a 11,80) secondo cui gli obiettivi appaiono “molto aggressivi” a fronte di “costi di integrazione minimi, di solo 1,2 miliardi di euro”

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