Economia

Tutti gli errori di Gualtieri (non solo sul Mes). Parla Bagnai

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Che cosa ha detto su Gualtieri, Mes, Recovery Fund e Bce il presidente della commissione Finanze del Senato, l’economista Alberto Bagnai (Lega) intervistato da Daniele Capezzone per il quotidiano La Verità

(Pubblichiamo un breve estratto dell’intervista di Daniele Capezzone ad Alberto Bagnai per il quotidiano La Verità fondato e diretto da Maurizio Belpietro in cui si parla tra l’altro di Mes, Recovery Fund, Bce e non solo)

“C’è il fatto che il Pd ha bisogno dell’Europa per restare al potere, e alcune associazioni di categoria hanno bisogno (sottolineo: in questo momento) del Pd, visto che il Pd sta al governo…L’equazione è: Pd uguale Europa uguale Mes”.

Presidente Bagnai, i vostri avversari obietterebbero: siete sovranisti, ma ora vi piacciono l’Euro e la Bce?

“Ma noi siamo ancorati al principio di realtà. Mica siamo come il Pd, che sogna un’Europa che non c’è. Noi vogliamo agire nell’Europa che c’è. Nell’attuale Ue, l’unica istituzione funzionante e sovrana è la Bce”.

Torniamo agli acquisti Bce. L’annuncio è a maggior ragione confortante visto l’eccellente andamento delle nostre aste.

“Noi siamo oggi in una condizione di mercato liquido anche come effetto del primo piano annunciato dalla Bce, quello da 750 miliardi. E infatti, su quello che è il ‘motore ideologico’ europeo, il blog VoxEu.org, portale politico del Cepr, un think tank sostenuto da Bce, Commissione, grandi banche, dove si esprimono economisti che dettano la linea che sanno di poter dettare, da tempo si inneggia all’acquisto del debito da parte della Bce. Tra l’altro, i nostri politici non lo sanno, ma se un titolo finisce in una Banca centrale diventa a costo zero o quasi per chi lo ha emesso. E’ come se ci si finanziasse con moneta, un’attività a zero interessi”.

Chi nonostante tutto questo vuole il Mes, il Recovery Fund, strumenti con controlli e condizioni, li considera non più un mezzo, ma un fine…

“La premessa è che se il Tesoro colloca titoli, con quei soldi fa quello che vuole. Se invece si rivolge a qualunque istituzione Ue, con quei soldi deve fare ciò che vuole quella istituzione Ue. Quanto all’inversione tra mezzo e fine, è da marzo che lo andiamo dicendo: nel ricorso a quegli strumenti non c’è razionalità economica. Vedo che ora anche i giornaloni, chiamiamole le Corazzate Potemkin dell’informazione, si accorgono che quei soldi sarebbero ’pochi, maledetti e troppo tardi’”.

E allora chi li vuole punta a incatenare l’Italia a un vincolo esterno.

“Punta a precostituire la base giuridica per commissariare il paese quando ci sarà un governo conservatore”.

Allora bisognerebbe chiedere conto al ministro Gualtieri dei mesi di ritardo con cui si è deciso a fare le ultime emissioni.

“Lo storico che non passerà alla storia, Gualtieri intendo, aveva esordito a marzo chiedendo uno scostamento di appena 3,6 miliardi e parlando di un calo di Pil ‘gestibile’. Eravamo sbalorditi: era abbagliante il fatto che non avessero capito nulla. E’ senza senso che l’Italia nel primo trimestre abbia avuto emissioni nette negative, cioè rimborsi. E quindi quel ritardo appare doloso, volto a precostituire una condizione di crisi di liquidità. Non a caso, il presidente dell’Inps Tridico lanciava allarmi sulla mancanza di soldi per le pensioni…Eppure il primo annuncio della Bce era di metà marzo”.

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