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Tutte le turbolenze mediorientali di EasyJet

Il vettore britannico low cost Easyjet ha ammesso un aumento delle perdite nel primo semestre. Colpa dalla guerra in Medio Oriente che ha provocato l'esplosione dei prezzi del carburante e ridotto le prenotazioni. EasyJet riesce comunque ad aumentare il fatturato

Il caro carburante travolge l’economia occidentale, il settore dei trasporti e, in modo particolare, il comparto aereo, con le compagnie low cost che rischiano di subire gli sbalzi maggiori delle quotazioni del greggio, come dimostrano i conti di EasyJet. Anche perché con la situazione che s’è fatta instabile si è ridotto pure il numero di prenotazioni turistiche per ciò che concerne l’ormai prossima stagione estiva.

Il vettore britannico ha ammesso un aumento delle perdite nel primo semestre del suo esercizio fiscale scaglionato, arrivate a 377 milioni di sterline a fine marzo, con un balzo del 27% rispetto all’anno scorso. Per quello che riguarda la perdita ante imposte parliamo di 552 milioni di sterline nel primo semestre rispetto ai 394 milioni del primo semestre dell’anno fiscale 2025.

IL CONFLITTO IN IRAN

“Nonostante il conflitto in Medio Oriente crei incertezza a breve termine, easyJet è ben posizionata per gestire l’attuale contesto, supportata da uno dei bilanci più solidi con rating investment grade nel settore dell’aviazione europea” il commento di Kenton Jarvis, CEO di easyJet, che ha sottolineato che il vettore “non sta riscontrando alcuna interruzione nell’approvvigionamento di carburante”.

Questo grazie alle sterzate emergenziali intraprese a inizio anno, avendo rivisto l’orario dei voli, con conseguente riduzione netta dello 0,3% dei posti disponibili per quest’estate ricollocando parte della capacità dai Paesi limitrofi al conflitto in Medio Oriente su rotte nazionali e urbane in tutta la rete. Inoltre, alcuni flussi ad alta frequenza sono stati ridotti ad aprile e maggio in risposta all’aumento del prezzo del carburante.

AUMENTANO FATTURATO E PASSEGGERI

Le difficoltà vengono comunque controbilanciate dal fatto che la compagnia aerea low cost britannica abbia registrato un aumento del fatturato del 12% a 3,954 miliardi di sterline, riportando una crescita del numero di passeggeri del 6% e un miglioramento di 2 punti percentuali del coefficiente di riempimento, salito al 90%.

I ricavi da traffico passeggeri sono aumentati del 10% a 2,361 miliardi di sterline, i ricavi accessori della compagnia aerea sono aumentati del 10% a 1,075 miliardi di euro e i ricavi del settore vacanze sono aumentati del 30% a 518 milioni di sterline. Al 31 marzo 2026, la posizione di cassa netta del Gruppo era pari a 434 milioni di sterline, con accesso a 4,7 miliardi di sterline di liquidità.

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