Generali archivia un primo trimestre in crescita, nonostante il peso delle catastrofi naturali e una zavorra fiscale arrivata dalla Francia. Il gruppo guidato da Philippe Donnet supera le attese del mercato, conferma i target del piano industriale e lascia aperto anche il fronte delle possibili partnership, a partire dal dossier Unicredit. I conti, sopra le attese, sono stati accolti bene anche in Borsa, con il titolo in deciso rialzo nelle prime battute di seduta a Piazza Affari.
CONTI SOPRA LE ATTESE
I numeri del primo trimestre mostrano una crescita in quasi tutte le principali attività del gruppo, dal Vita al Danni fino al risparmio gestito.
Generali accelera nei primi tre mesi del 2026. Il Leone chiude il trimestre con premi lordi in aumento del 6,8% a 28,2 miliardi di euro, un risultato operativo cresciuto dell’8,1% a 2,235 miliardi e un utile netto normalizzato di 1,266 miliardi, in salita del 5,2%.
Scende invece del 2,2% l’utile netto reported, che si ferma a 1,169 miliardi. A pesare sono stati soprattutto l’andamento dei mercati finanziari e una partita fiscale straordinaria in Francia.
I risultati superano le attese degli analisti e il mercato reagisce bene: il titolo Generali sale a oltre il +2% nelle prime ore di contrattazioni a Piazza Affari.
A spingere la trimestrale sono stati soprattutto il Vita e l’asset and wealth management, mentre nel ramo Danni il gruppo ha dovuto fare i conti con un impatto molto più pesante delle catastrofi naturali rispetto a un anno fa, soprattutto in Portogallo.
“I risultati del primo trimestre confermano il successo dell’implementazione del piano strategico”, ha detto il chief financial officer Cristiano Borean, parlando di una crescita sostenuta “da tutti i segmenti”.
Il cfo ha messo l’accento soprattutto sulla “performance commerciale molto robusta” del Vita e sul miglioramento della redditività tecnica del Danni, nonostante l’aumento degli eventi catastrofali. “Forti di un bilancio solido e di una posizione di capitale robusta, siamo focalizzati sulla creazione di valore sostenibile”, ha aggiunto.
La solidità patrimoniale resta elevata: il Solvency Ratio cala al 212% dal 219% di fine 2025, soprattutto per effetto dei movimenti di mercato e di alcuni fattori tecnici legati al capitale.
IL PESO DEL FISCO FRANCESE
A pesare sui conti è stata soprattutto la Francia, dove Generali ha dovuto registrare circa 50 milioni di euro di maggiori imposte legate a una sovrattassa retroattiva decisa dal governo francese.
Borean ha spiegato che si tratta di un effetto una tantum riferito all’esercizio 2025, contabilizzato interamente nel primo trimestre. Per il 2026, invece, il maggiore carico fiscale verrà distribuito nel corso dell’anno, con un impatto complessivo stimato attorno ai 40 milioni.
Senza questo effetto fiscale straordinario, ha precisato il gruppo, l’utile netto normalizzato sarebbe cresciuto del 9,3%, mentre l’utile per azione normalizzato avrebbe segnato un aumento del 10,2%.
IL VITA TIRA LA CRESCITA
La parte più forte del trimestre resta il Vita. I premi salgono del 7,5% a 17,2 miliardi di euro e la raccolta netta cresce da 3 a 4,3 miliardi.
A dare la spinta sono soprattutto le polizze tradizionali di risparmio, che crescono di oltre il 21%, grazie soprattutto all’Asia. Bene anche le polizze legate ai mercati finanziari e i prodotti ibridi, sostenuti in particolare dal mercato francese.
Sale anche la nuova produzione, che arriva a 18,3 miliardi, mentre il valore delle nuove polizze vendute cresce del 19,1% fino a 977 milioni.
Migliora inoltre la redditività del comparto, favorita da prodotti più profittevoli e dai tassi di interesse ancora elevati.
Alla fine il risultato operativo del Vita sale quasi del 10% e supera 1 miliardo di euro, arrivando a 1,09 miliardi.
CATASTROFI NATURALI, PESA IL PORTOGALLO
Anche il business Danni continua a crescere. I premi aumentano del 5,8% e sfiorano gli 11 miliardi di euro, con un andamento positivo sia nelle polizze Auto sia in quelle diverse dall’Auto.
A cambiare il quadro del trimestre sono però soprattutto gli eventi climatici estremi, che hanno colpito i conti molto più rispetto a un anno fa.
Le catastrofi naturali sono costate a Generali 426 milioni di euro nei primi tre mesi del 2026, contro i 48 milioni dello stesso periodo del 2025. Il peso maggiore è arrivato dal Portogallo, uno dei mercati più importanti per il gruppo.
Durante la call sui risultati, Borean ha parlato di un trimestre “molto particolare rispetto alla media storica” sul fronte degli eventi naturali, ricordando che Generali in Portogallo ha una quota di mercato del 22%. “Gli altri sono stati eventi in Spagna, piccole cose in Francia e qualche gelata nel Nord Europa”, ha spiegato il direttore finanziario del gruppo.
L’impatto si vede anche sull’indicatore che misura la redditività tecnica del ramo Danni, peggiorato rispetto a un anno fa.
Nonostante questo, il risultato operativo del comparto cresce comunque dell’1,2% e supera il miliardo di euro, arrivando a 1,041 miliardi.
Al netto delle catastrofi naturali, però, il business assicurativo continua a migliorare, con un andamento dei sinistri ordinari più favorevole rispetto allo scorso anno.
BENE BANCA GENERALI E RISPARMIO GESTITO
Continua a crescere anche il business legato al risparmio gestito e alla consulenza finanziaria. Nei primi tre mesi del 2026 il risultato operativo del comparto sale del 15,5% e raggiunge 314 milioni di euro. Una parte importante arriva da Banca Generali, che contribuisce con 172 milioni, in aumento di quasi il 18% rispetto a un anno fa.
Nel trimestre la banca guidata da Gian Maria Mossa registra inoltre nuovi flussi per 1,9 miliardi di euro.
Complessivamente, il gruppo arriva a gestire circa 905 miliardi di euro di masse. Di questi, 387 miliardi appartengono a clienti esterni al gruppo, mentre 277 miliardi sono gestiti direttamente dalle attività di asset management.
Generali conferma inoltre di voler continuare a rafforzare il business del risparmio gestito e della consulenza finanziaria, anche attraverso l’integrazione di Intermonte e lo sviluppo del progetto di insurbanking.
IL DOSSIER UNICREDIT RESTA APERTO
Ed è proprio attorno al risparmio gestito e alla bancassicurazione che continua a muoversi anche il dossier Unicredit, rilanciato nelle ultime settimane, con il gruppo guidato da Andrea Orcel salito all’8,7% di Generali.
Borean non ha chiuso la porta a possibili partnership. “Siamo pienamente concentrati sull’esecuzione del piano strategico”, ha detto il direttore finanziario del Leone, aggiungendo però che Generali “valuta tutte le opportunità rilevanti che possono accelerare la crescita o supportare il business”.
Una linea prudente, ma che lascia aperto il tema di eventuali collaborazioni industriali.
Anche il direttore generale Marco Sesana Terziaroli ha ribadito la stessa linea: “Siamo aperti a opportunità che possano sostenere la crescita del gruppo”.
TARGET CONFERMATI E INVESTOR DAY A LONDRA
Generali conferma tutti gli obiettivi del piano industriale 2025-2027. Il gruppo punta a una crescita annua dell’utile per azione compresa tra l’8% e il 10%, a oltre 11 miliardi di generazione di cassa cumulata e a più di 7 miliardi di dividendi nel triennio. Confermato anche il programma di buyback per almeno 1,5 miliardi complessivi.
Borean ha insistito sulla capacità del gruppo di reggere anche in scenari geopolitici più difficili. “I target del piano non saranno messi in difficoltà neppure in scenari estremi”, ha detto il cfo, aggiungendo che i risultati del gruppo “non sono a rischio”.
Generali terrà il prossimo investor day il 18 novembre a Londra. Ma, ha precisato Borean, non ci sarà alcun aggiornamento dei target.







