Economia

Tutte le tensioni fra liberi professionisti e governo sulle follie degli indici fiscali Isa

di

Isa

Perché commercialisti e avvocati contestano gli indici di affidabilità fiscale e che cosa dice il ministero dell’Economia e delle Finanze

Professionisti uniti contro gli indici sintetici di affidabilità (Isa). Gli ordini professionali si schierano compatti nella contestazione al nuovo adempimento fiscale.

LE IRE DEI PROFESSIONISTI CONTRO GLI INDICI ISA

I commercialisti, dopo aver annunciato lo sciopero di categoria, hanno partecipato ieri ad una conferenza stampa presso la Camera dei deputati. Gli avvocati tributaristi hanno deciso di aderire allo sciopero, mentre i consulenti del lavoro hanno presentato le loro proposte all’Agenzia delle Entrate e sono pronti ad aprire un dialogo con il nuovo ministro dell’economia. I professionisti tecnici, dal canto loro, chiedono un’azione unitaria che coinvolga tutte le professioni interessate. Dai tributaristi, infine, un documento con annotazioni e suggerimenti mirati per gli iscritti.

LA REPLICA DEL GOVERNO

Dal Mef, però, per ora continuano le risposte negative. Per il viceministro Antonio Misiani (Pd), intervenuto ieri all’evento «Fisco&Futuro», la disapplicazione non è praticabile: «Perché aprirebbe un serio problema dal punto di vista dei conti pubblici. Vogliamo sederci attorno a un tavolo per vedere, punto per punto, le anomalie e le disfunzioni per migliorare lo strumento».

CHE COSA DICONO I COMMERCIALISTI

I sindacati di categoria hanno annunciato la scorsa settimana uno sciopero, che si tradurrà nel mancato invio degli F24 degli iscritti al Consiglio nazionale per il 30 settembre e il primo ottobre e l’astensione dalle udienze tributarie dal primo al sette ottobre. Allo stesso tempo, il Consiglio nazionale ha elaborato una proposta per la revisione del meccanismo che sarà presentata nei prossimi giorni al neo ministro dell’Economia Roberto Gualtieri.

LA PAROLA AI CONSULENTI DEL LAVORO

La scelta del Cno è stata quella di non aderire allo sciopero, ma di interloquire con le istituzioni interessate. «Abbiamo avanzato le nostre proposte al vicedirettore dell’Agenzia delle entrate Paolo Valerio Barbantini nel corso del videoforum di categoria», spiega Sergio Giorgini, vicepresidente del Consiglio nazionale. «Le richieste sono principalmente tre: prima di tutto la non applicazione degli Isa per il 2018, visto che consideriamo necessario almeno un anno di sperimentazione. La seconda è quella di utilizzare la mole di dati provenienti dai professionisti solo ai fini statistici e non per i controlli. In subordine, nel caso venisse confermata l’applicazione per il 2018, una moratoria di almeno un anno di tutte le sanzioni per eventuali errori. Resta il mancato rispetto dello statuto del contribuente”.

ECCO IL PENSIERO DEGLI AVVOCATI

Anche gli avvocati partecipano alla protesta. L’Organismo congressuale forense ha annunciato la sua adesione, comunicando che gli avvocati si asterranno dalle udienze e da ogni attività giudiziaria davanti a tutte le commissioni tributarie provinciali e regionali, nei giorni dall’1 al 7 ottobre. L’Uncat, L’Unione nazionale delle camere degli avvocati tributaristi, ha comunicato ieri che «apprezza ed aderisce all’astensione dalle udienze nel processo tributario deliberata dall’Ocf» ribadendo che la protesta «non riguarda l’opportunità di un nuovo istituto volto alla compliance dichiarativa tra fisco e contribuente, ma la concreta attuazione degli Isa, tra susseguenti modifiche regolamentari e tempi ristretti per gli obblighi dichiarativi; senza contare gli esiti incongrui conseguenti alle prime proiezioni effettuate».

 

Articolo pubblicato su ItaliaOggi

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