Economia, Investimenti

Tutte le previsioni targate Moneyfarm sui mercati

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Estratto del rapporto Moneyfarm sull’asset allocation per il 2019

Dopo un 2018 particolarmente rumoroso, il momento di elaborazione e condivisione della nostra asset allocation strategica rappresenta una buona occasione per distogliere l’attenzione dalla volatilità di breve termine e focalizzarsi sui potenziali di rendimento a orizzonte più lungo.

Primo, le valutazioni azionarie sono migliorate: i rendimenti attesi sui mercati sviluppati sono i migliori degli ultimi cinque anni.

Secondo, le prospettive per il debito governativo sono cresciute in modo marginale: i rendimenti attesi dei titoli di stato dei paesi sviluppati sono i migliori dal 2013.

Infine il panorama del credito societario sembra meno attraente rispetto allo scorso anno, particolarmente per quanto riguarda il segmento high yield.

La combinazione tra buona profittabilità e valutazioni basse è chiaramente espressa in alcune asset class, nello specifico l’azionario (soprattutto quello americano).

Questo vuol dire che il prezzo attuale degli asset azionari potrebbe aprire una finestra di opportunità interessanti per gli investitori che avessero obiettivi di medio-lungo termine.

Sui mercati non esistono garanzie e la strada che porterà i listini a raggiungere i rendimenti che aspettiamo non ha le sembianze rassicuranti di una linea retta che sale verso l’alto: controllare il rischio e la volatilità nel breve è più importante che mai.

Ma tutto sommato il 2019 si presenta come un anno interessante perché prevediamo che diversi fattori di incertezza troveranno una soluzione, in un senso o nell’altro.

L’equilibrio di mercato resta indiscutibilmente delicato. Per gli investitori, soprattutto per coloro che hanno un orizzonte di medio-lungo termine, vediamo tuttavia aprirsi una finestra di opportunità.

LE CONCLUSIONI

I rendimenti attesi per l’azionario dei paesi sviluppati sono i migliori degli ultimi cinque anni.

Resta complesso prevedere se e quando l’economia andrà in recessione; sicuramente le probabilità di questa eventualità sono in crescita. Resta evidente che siamo comunque nel corso di un trend di rallentamento generale da un punto di vista macroeconomico.

Le previsioni di volatilità sono superiori alla storia recente e in linea con quelle del 2018 per la maggior parte delle asset class.

Per quanto riguarda i bond societari, ci aspettiamo rendimenti attesi più bassi che in passato.

Non vediamo un aumento deciso dell’inflazione core: tuttavia le possibilità di essere sorpresi positivamente sono più alte che in passato. Anche quest’anno il rendimento atteso per le obbligazioni Inflation Linked resta più alto di quello dei corrispettivi bond nominali.

Per quanto riguarda le obbligazioni governative, negli Stati Uniti ci aspettiamo un rendimento in linea con il livello attuale dei tassi.

In Eurozona, prevediamo un quadro generalizzato di rendimenti contenuti.

Il 2019 resta tutto sommato un anno complesso, nel quale i nostri sforzi saranno orientati anche a tenere sotto controllo la volatilità di breve termine.

Le valutazioni sono comunque molto interessanti per chi investe pensando al lungo periodo, a patto che si entri nel mercato nei modi adeguati alle situazioni individuali.

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