Economia

Tutte le nuove grane in cantiere per Astaldi

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Astaldi

Tegola di Kpmg sui bilanci di Astaldi. Ecco le ultime, pessime, novità per la società di costruzioni destinata a confluire in Progetto Italia, il campione nazionale delle grandi opere imperniato su Webuild (Salini Impregilo e Cdp)

 

Come procede l’acquisizione di Astaldi da parte di Webuild, ex Salini Impregilo, con l’approvazione del concordato preventivo e l’assenza di giudizio sui bilanci 2018 e 2019 da parte della società di revisione Kpmg? Ecco tutti i dettagli con le ultime novità.

Va avanti l’acquisizione di Astaldi da parte di Webuild (ex Salini Impregilo) grazie alla procedura di concordato preventivo al Tribunale fallimentare di Roma. Un passaggio essenziale per costituire Progetto Italia, l’operazione che vede proprio Webuild – con il sostegno di Cassa Depositi e Prestiti (Mef) che ha il 18% di Webuild – al centro di un processo che aggreghi altre realtà nazionali del settore delle costruzioni. Ad aprile l’adunanza dei creditori di Astaldi – con il 69,4% dei voti favorevoli – ha approvato la proposta di concordato preventivo in continuità aziendale diretta della società e poi si è svolta l’udienza per il giudizio di omologazione del concordato preventivo di Astaldi.

PER ASTALDI NESSUN GIUDIZIO SUI BILANCI

L’ultima novità in casa Astaldi riguarda la notizia, diffusa ieri dalla società, che la società di revisione Kpmg – in ciascuna delle relazioni sulla revisione contabile dei bilanci di esercizio al 31 dicembre 2018 e al 31 dicembre 2019 e dei bilanci consolidati del gruppo relativi agli stessi esercizi – non è “in grado di formarsi un giudizio sul relativo bilancio a causa delle molteplici e significative incertezze sulla continuità aziendale già segnalate dagli amministratori nelle relazioni sulla gestione e nelle note esplicative ai bilanci”.

I CONTI DI ASTALDI PER IL 2019

Va ricordato che i conti 2018 e 2019 erano stati approvati il 18 giugno scorso. Al netto di oneri non ricorrenti legati alla procedura del concordato, segnala l’Ansa, nel 2019 l’attività industriale – dopo un 2018 segnato da “importanti effetti negativi straordinari per l’avvio del concordato” – ha mostrato “segnali di ripresa” con produzione a 1,5 miliardi di euro (+50%), portafoglio ordini costruzioni a 6,6 miliardi circa, nuovi ordini per oltre 2 miliardi per il periodo 2018-2020.

Sempre nel 2019 la posizione finanziaria netta è salita a 2,3 miliardi con 240 milioni di escussioni a fronte di un ridimensionamento del perimetro delle attività. Durante l’approvazione dei conti si è evidenziato come il piano concordatario abbia comportato una razionalizzazione delle aree geografiche presidiate e un efficientamento dei costi, anche tramite la riduzione volontaria degli stipendi dei dirigenti con contratto italiano per il 2019 e il ricorso alla cassa integrazione per il resto del personale.

COME VA AVANTI IL PROGETTO ITALIA E L’INIZIO DEL 2020 PER WEBUILD

Durante il 2019 Webuild, l’ex Salini Impregilo, ha presentato un’offerta per un’operazione di investimento in Astaldi, per dimensioni la seconda società italiana di costruzioni, snodo fondamentale per realizzare Progetto Italia che ha l’obiettivo di rilanciare il settore delle infrastrutture in Italia e di accrescere le dimensioni del gruppo, la capacità tecnica, il know-how professionale e la solidità finanziaria anche tramite l’integrazione di altre realtà italiane che operano nel settore.

Intanto i primi tre mesi dell’anno in corso mostrano altri segnali positivi: il totale dei nuovi ordini acquisiti e in corso di finalizzazione da inizio 2020 ammonta a circa 1,5 miliardi e Webuild risulta come miglior offerente per addizionali 0,2 miliardi di gare. La pipeline complessiva delle attività commerciali del Gruppo è superiore a 39 miliardi e include gare presentate e in attesa di aggiudicazione per oltre 6,8 miliardi. In aggiunta, il Gruppo ha in previsione per quest’anno oltre 18 miliardi di gare. Complessivamente, nel 2020 è previsto l’esito per un totale di gare per circa 15 miliardi.

Al momento sono in corso le analisi di valutazione dei potenziali impatti sugli andamenti economici-patrimoniali prospettici delle misure di contenimento del Covid-19 adottate nei vari paesi in cui Webuild opera e l’aggiornamento del Piano Industriale triennale che includerà l’integrazione di Astaldi. Il gruppo ricorda pure che il suo debito corporate non presenta scadenze di importo significativo per tutto il 2020 e il primo semestre del 2021.

IL PROBLEMA DEGLI OBBLIGAZIONISTI

In tutto questo Webuild deve fare i conti con il Comitato bondholder Astaldi, che riunisce gli obbligazionisti che detengono senior notes da 750 milioni di euro con scadenza 2020 e cedola del 7,125%: si tratta di una parte minoritaria dei creditori di Astaldi che invece perlopiù sono da ricercarsi nelle banche. Già a febbraio il Comitato con una lettera inviata all’azienda, ai commissari e al Tribunale fallimentare di Roma aveva rigettato la proposta concordataria perché ritenuta troppo favorevole agli istituti di credito. “Per effetto della continuità aziendale – si legge nella missiva – vi saranno alcuni creditori, come banche e fornitori, che beneficeranno, oltre che dell’attribuzione patrimoniale promessa a tutti i creditori chirografari anche della prosecuzione dei loro rapporti commerciali, nonché di altre utilità come ad esempio i warrant premiali che saranno riconosciuti alle banche che metteranno a disposizione la finanza necessaria a dar corso alla ricapitalizzazione della società”. Di questo “non beneficeranno, invece, gli obbligazionisti, il cui parziale soddisfacimento avverrà solo attraverso l’assegnazione delle azioni e degli strumenti finanziari partecipativi”. Ad aprile il 73,2% degli obbligazionisti presenti in assemblea aveva votato no alla proposta di concordato e aveva chiesto di formularne una nuova. Si apriva così la strada, come chiarito in una nota, “all’impugnativa dell’omologa”.

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