Economia

Ecco le magagne dei report di Moody’s anche su società italiane

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L’Autorità europea dei mercati finanziari (Esma) ha multato 5 divisioni del gruppo Moody’s stabilite in Italia, Francia, Germania, Spagna e Regno Unito per oltre 3 milioni di euro. Ecco le aziende analizzate dall’agenzia di rating in conflitto di interessi

 

LA MULTA DI ESMA A MOODY’S

L’Autorità europea dei mercati finanziari (Esma) ha multato 5 divisioni del gruppo Moody’s stabilite in Italia, Francia, Germania, Spagna e Regno Unito per 3,703 milioni di euro per violazione del regolamento europeo sulle agenzie di rating in relazione all’indipendenza e alla prevenzione dei conflitti di interesse degli azionisti.

CHE COSA E’ E CHI SONO I SOCI DI MOODY’S

Moody’s, la più importante agenzia di rating al mondo insieme a Standard and Poor’s e Fitch, è quotata a Wall Street e partecipata da Berkshire Hathaway (la società del finanziere Warren Buffet) con il 13%, dal fondo Vanguard (6,9%), da Blackrock (3,9%) e da una decina di altri asset manager con quote decrescenti.

LE VIOLAZIONI DI MOODY’S ACCERTATE DA ESMA

Le violazioni contestate dell’Esma riguardano in particolare l’emissione di rating in contrasto con la proibizione di definire nuove valutazioni di società in cui uno dei suoi azionista supera il 10% e/o ha rappresentanti nel board; mancata comunicazione dei conflitti di interesse relativi alla soglia di partecipazione del 5% oltre a politiche e procedure interne inadeguate per la gestione dei conflitti di interesse degli azionisti. Le violazioni contestate si sarebbero verificate nel periodo 2013-2017.

I PRECEDENTI E IL PRESENTE

Due anni fa Fitch ricevette una multa di 5 milioni di euro sostanzialmente con le stesse motivazioni. Interventi che risollevano la questione mai risolta dei potenziali conflitti di interessi di queste agenzie. Tra i loro azionisti ci sono fondi che hanno partecipazioni chiave nelle società su cui l’agenzia stessa esprime valutazioni di solidità finanziaria che ne influenzano anche il valore di borsa. In teoria dovrebbero esistere barriere invalicabili tra le attività dell’agenzia e i suoi soci. Secondo Esma, e secondo molti osservatori, non sempre questo avviene.

IL POST DI NICOLA BORZI

Ha scritto su Facebook Nicola Borzi, giornalista esperto di finanza e banche, già al Sole Ore e ora free lance (adesso scrive sopratutto sul Fatto Quotidiano): “Il 28 marzo 2019 era toccato a Fitch, multata per 5,13 milioni, ieri a Moody’s che dovrà pagarne 3,7. Esma l’ha sanzionata per omissioni nella trasparenza sui conflitti di interesse: non ha comunicato che i suoi azionisti rilevanti erano anche azionisti di 101 società oggetto di ben 206 report emessi tra il primo gennaio 2013, data di entrata in vigore delle norme Ue sui conflitti d’interesse, e il 4 settembre 2017. Questo l’hanno scritto tutti. Ma nessuno pareva chiedersi chi fossero gli azionisti rilevanti e le società analizzate. Io l’ho chiesto a Esma. Mi hanno mandato le carte. Solo per restare tra i giganti oggetto dei rating in conflitto, ci sono Alcatel-Lucent, Sky, STMicroelectronics, Continental, Valeo, Julius Baer, Lloyds, Ubs, Volkswagen, Zurich, Shell, Bp, easyJet, Lufthansa, Glencore, Diageo, Tesco, AstraZeneca, GlaxoSmithKline, Aegon e Rbos (7 report ognuna), Hsbc (9), #ArcelorMittal (11), Ing e National Westminster Bank (15 ognuna), Unilever (17) e Barclays (18). In Italia BancoPopolare e Telecom, due rating su Intesa Sanpaolo e quattro su Ubi International”. (qui l’articolo di Borzi).

 

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