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Tim, ecco i veri piani di Vivendi con lo sbrocco di de Puyfontaine

Tim: le dimissioni del ceo di Vivendi, de Puyfontaine, dal cda del gruppo Telecom, l’arroganza dei francesi, i rapporti altalenanti con l’esecutivo, i piani non esplicitati sulla rete. Fatti, numeri, rumor e approfondimenti

 

L’arroganza di Vivendi fa nuovamente notizia in Tim (di cui la media company francese è primo azionista con il 23,75%).

Lunedì 16 gennaio, il ceo del gruppo francese, Arnaud de Puyfontaine, ha comunicato le dimissioni dal consiglio di amministrazione del gruppo telefonico, ritenendo che «in questa fase di dialogo costruttivo fra i principali azionisti di Tim e le istituzioni sotto la guida del nuovo Governo», ha spiegato una nota del gruppo, sia «fondamentale che tutte le parti siano libere di lavorare in maniera costruttiva e trasparente nell’interesse della Società e di tutti i suoi azionisti».

LA MOSSA DI VIVENDI IN TIM

Lo strappo è arrivato a sorpresa ma non era del tutto inatteso, ha chiosato il Corriere della sera: “Il senso del passo indietro, viene spiegato da chi conosce a fondo la situazione, è quello di prendere le distanze da un consiglio che a detta del manager francese non rappresenta i reali equilibri nell’azionariato né gli interessi del gruppo in una fase particolarmente delicata per il futuro di Tim”.

RIBALTONE IN TIM AUSPICATO DA VIVENDI?

In sostanza, secondo la ricostruzione di Start Magazine sulla base di fonti al corrente del dossier, oltre a voler sostituire l’attuale presidente di Tim, Salvatore Rossi, come da mesi si vocifera, il colosso francese con questa mossa mette di fatto anche nel mirino il capo azienda Pietro Labriola, peraltro indicato dallo stesso gruppo Vivendi. Rumor smentito da fonti vicine a Vivendi.

CHE COSA SUCCEDE NEL CDA DI TIM

“La mossa a sorpresa è un atto di accusa all’intera struttura di governance del gruppo”, ha commentato il quotidiano la Repubblica: “L’attuale consiglio di amministrazione, sotto la regia del presidente Salvatore Rossi, è stato nominato nel 2021 utilizzando per la prima volta il metodo della lista del board, con l’assenso anche di Vivendi. Ma ha perso in due anni quattro dei dieci membri originari, a cominciare dall’ad Luigi Gubitosi, sostituito un anno fa da Pietro Labriola, per finire ora con l’ad del suo primo azionista francese”.

CHI SI È GIÀ DIMESSO DAL CDA DI TIM

Dal consiglio si era già dimesso Frank Cadoret, manager di lungo corso della media company parigina, sostituito da Massimo Sarmi (nome gradito al governo e che Vivendi vorrebbe al posto di Rossi). La mossa di de Puyfontaine sarebbe di fatto propedeutica alla richiesta di revoca in assemblea dell’intero consiglio.

COSA PUÒ SUCCEDERE NELL’ASSEMBLEA DI TIM

“Per farlo decadere non ci sono i numeri. Da statuto è necessario il passo indietro della maggioranza del board, ossia 8 consiglieri su 15 eletti dall’assemblea — quelli cooptati non rientrano nel computo — e con de Puyfontaine sono tre a essersi già dimessi (hanno lasciato Luca de Meo e Cadoret) per cui ne servirebbero altri cinque e i numeri non ci sono”, ha scritto il Corriere della sera.

ECCO CHI VIVENDI HA AVVISATO E CHI NON HA AVVISATO

Pur esprimendo apprezzamento nei giorni scorsi per l’azione del governo sul dossier Tim, il gruppo francese di fatto con l’ultima mossa ha messo non poco in difficoltà l’esecutivo. Tanto che non tutti i ministri interessati al tema sarebbero stati avvisati in tempo. “Al contrario del ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, e del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alessio Butti, avvertiti per tempo, il ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso (che ha organizzato il tavolo sulla rete), sarebbe stato avvisato solo all’ultimo, con relativa irritazione”, ha scritto il quotidiano La Stampa.

GLI SCENARI FARLOCCHI PER RASSICURARE L’ESECUTIVO

Ad alcuni interlocutori italiani – secondo rumors governativi raccolti da Start Magazine – gli uomini di Vivendi hanno anche balenato l’ipotesi di un loro interesse in Italia a investire nel settore della logistica e dei porti; scenario poco probabile secondo alcuni osservatori del comparto visto che il gruppo di Bolloré – come scritto da Limes nell’ultimo numero appena uscito – ha venduto gli asset in Africa a Msc.

L’ARROCCO DI VIVENDI

L’arrocco francese in assemblea mira anche a parare colpi eventualmente negativi secondo il gruppo di Bolloré sul nodo della rete, specie nel caso in cui il cda di Tim decidesse di sottoporre all’assemblea una eventuale offerta per la rete che i francesi ritenessero bassa.

LE VALUTAZIONI DIFFERENTI SULLA RETE DI TIM

Da mesi indiscrezioni riferiscono – ha ricostruito il Sole 24 ore – di una valutazione dell’infrastruttura Tim da parte di Cdp e del fondo Macquarie – potenziali compratori – che oscilla tra 17 e 19 miliardi, mentre Vivendi ha detto di essere disposta a «sacrificare il principale asset» del gruppo solo «partendo da 31 miliardi (debiti compresi)»; un livello che le permetterebbe di recuperare buona parte del suo investimento (4 miliardi o 1,07 euro a titolo).

LE VERE RAGIONI DELLO STRAPPO DI VIVENDI E I PROGETTI ALTERNATIVI SULLA RETE

Secondo un’interpretazione che circola in ambienti della maggioranza e ministeriali, lo strappo di de Puyfontaine è anche una sorta di ripicca perché i francesi hanno visto che governo e Cdp si stanno orientando su una prospettiva diversa rispetto a quella da loro gradita.

Vivendi, in sostanza, preferirebbe che Tim fosse divisa in due: una società per i servizi e una società in cui far confluire la rete e nelle quali Vivendi sarebbe sempre primo azionista. In questo modo con l’acquisto – ai fini del controllo – della società della rete da parte di Cdp e dei fondi Macquarie e Kkr i soldi dell’operazione andrebbero direttamente nelle casse di Vivendi che venderebbe la quota nella società della rete. Invece, secondo il piano che si sta profilando nell’esecutivo e al Mef, e che avrebbe il consenso del vertici dell’ex monopolista telefonico, con la rete di Tim acquistata da Cdp e dai fondi le risorse dell’operazione andrebbero direttamente nelle casse di Tim. E non di Vivendi.

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