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Tim, cosa succede dopo le offerte di Cdp e Kkr

Cdp-Macquarie e Kkr hanno depositato le offerte migliorative sollecitate dal gruppo Tim per Netco, la società della rete di Telecom Italia che raggruppa l’infrastruttura primaria, quella secondaria di Fibercop (di cui Kkr ha il 37,5%) e i cavi sottomarini di Sparkle. Fatti, numeri, indiscrezioni e scenari

 

C’è un aspetto delle due offerte (Cdp-Maquarie e Kkr) che fa propendere il governo a preferire la prima: la controllata strategica Sparkle di Tim, nell’offerta della Cassa depositi e prestiti, sarà al 100% di Cdp (che è controllata dal ministero dell’Economia).

E’ questa l’indiscrezione raccolta in ambienti ministeriali dopo le nuove offerte giunte a Tim su Netco.

Nel frattempo in Borsa le due offerte non hanno acceso l’interesse degli investitori.

Tim infatti accentua i ribassi a Piazza Affari, con il titolo dell’ex monopolista che cede il 7,5% a 0,29 euro.

Alcuni analisti, come Bestinver e Akros, mettono in evidenza l’entità modesta dei ritocchi apportati da Kkr e Cdp-Macquarie alle loro offerte per la rete. Akros parla di miglioramenti “limitati ma ragionevoli” che “non piaceranno certamente a Vivendi” ma di cui anche il cda di Tim potrebbe “non essere entusiasta”.

“La probabilità di una vendita diretta della rete non è così alta e altre opzioni potrebbero emergere”, affermano gli analisti, che comunque attribuiscono alle azioni di Tim, sulla base della somma delle parti dell’azienda, un valore di 40 centesimi già in presenza di una valutazione della rete di 17 miliardi, inferiore a quelle arrivate da Kkr e Cdp.

Ma vediamo che cosa è successo ieri.

LE OFFERTE SULLA RETE DI TIM

Cdp-Macquarie e Kkr infatti hanno depositato ieri le offerte migliorative sollecitate dal gruppo telefonico. Il fondo Usa avrebbe messo sul tavolo 1 miliardo in più rispetto alla proposta originaria da 20 miliardi, mentre quella della cordata Cdp-Macquarie sarebbe passata da 18 a 19,3 miliardi.

L’AUMENTO DELLE OFFERTE

Salgono dunque di valore le offerte per Netco, la società della rete di Telecom Italia che raggruppa l’infrastruttura primaria, quella secondaria di Fibercop (di cui Kkr ha il 37,5%) e i cavi sottomarini di Sparkle.

L’OFFERTA DI KKR

Kkr ha aumentato la sua offerta di 1 miliardo alzandola a 21 miliardi dai 20 offerti inizialmente: 8 miliardi è il debito che verrebbe deconsolidato da Tim, 11 miliardi è la parte cash e 2 miliardi sono rappresentati dall’earn out in caso di creazione della rete unica con Open Fiber.

L’OFFERTA DI CDP E MAQUARIE

Nella nuova offerta la Cdp viene indicata come unica acquirente del 100% dei cavi internazionali di Sparkle, valutati 700 milioni più un earn out da 200 milioni, che resterebbero comunque nel perimetro della rete (NetCo) che la Cassa controllerebbe con Macquarie. La proposta di Cdp e Maquarie prevede l’integrazione con Open Fiber (a breve partirà il confronto con l’Antitrust Ue) e indica 60 giorni per l’offerta vincolante.

IL DOSSIER SPARKLE

L’aspetto che riguarda Sparkle, secondo le indiscrezioni governative raccolte da Start Magazine, sarà uno degli aspetti determinanti per Palazzo Chigi vista l’alta strategicità della controllata del gruppo Tim che è proprietaria dei cavi sottomarini (asset rilevante e delicato anche per il Servizi segreti viste le comunicazioni intercontinentali).

I TEMPI

Il board di Tim si riunirà il 4 maggio per esaminare le proposte a valutare come procedere. I valori sono inferiori a quelli indicati da Vivendi, anche se l’articolazione delle nuove offerte potrebbe rendere più praticabile una trattativa, ha scritto il Corriere della sera.

LE COCCOLE DI REPUBBLICA

Il quotidiano Repubblica coccola l’offerta del fondo americano: “L’offerta di Kkr ha il pregio di essere immediatamente eseguibile, dato che non è soggetta al vaglio della Ue ma solo a quattro settimane di due diligence”.

IL PUNTO DEL SOLE 24 ORE

Si apre ora la fase di studio delle offerte e confronto sulla quale, però, non potrà non pesare la valutazione già sostanzialmente espressa dal primo socio Vivendi per il quale 31 miliardi di euro avrebbero dovuto rappresentare il floor per qualsiasi discussione, ha sottolineato il Sole 24 ore: “Variabile non indifferente il fatto che la settimana di Tim sarà puntellata di un altro appuntamento clou: l’assemblea dei soci di domani in cui, fra i vari punti, sarà sottoposta al vaglio anche la politica di remunerazione, con stipendi e bonus per il management, incluso l’ad Pietro Labriola (nella foto, ndr), sulla quale Vivendi ha pubblicamente espresso le sue critiche e annunciato voto contrario”.

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