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Steven Zhang, il presidente dell’Inter guiderà il colosso cinese Suning?

Suning

Il presidente di Suning si dimette dopo aver perso il controllo della società. E propone suo figlio, Steven Zhang (presidente dell’Inter), come amministratore delegato della holding di Nanchino. Tutti i dettagli

 

Il miliardario cinese Zhang Jindong si è dimesso dalla carica di presidente di Suning.com, società dell’omonimo gruppo attiva nel settore delle vendite al dettaglio.

Lo ha fatto lunedì, dopo aver perso il controllo della società a seguito della vendita – per 1,3 miliardi di dollari – di una quota di azioni del 16,96 per cento ad un consorzio guidato dalle autorità statali cinesi e dalla compagnia tecnologica Alibaba.

CHI C’ERA NEL CONSORZIO CINESE

Nel gruppo di investitori, oltre ad Alibaba e al governo della provincia dello Jiangsu, figurano anche il produttore di smartphone Xiaomi e le aziende di elettrodomestici Midea e Haier.

STEVEN ZHANG (INTER) PROPOSTO NUOVO DIRETTORE

Zhang, 58 anni, ricoprirà ora il ruolo di presidente onorario di Suning.com. Ha proposto suo figlio, Steven Zhang, per il ruolo di amministratore delegato non indipendente della holding di Nanchino. Steven Zhang è il presidente dell’Inter: Suning Holdings Group, la società madre di Suning.com, è diventata azionista di maggioranza del club calcistico nel 2016 per la somma di 270 milioni di euro.

Il cambio al vertice di Suning.com dovrà venire approvato dagli azionisti: la decisione è attesa per il 29 luglio. Per il momento, la posizione di presidente è occupata da Ren Jun, membro del consiglio di amministrazione della società (e anche dell’Inter).

COSA FA SUNING

Suning.com è uno dei principali operatori del mercato cinese della vendita al dettaglio, principalmente di prodotti di elettronica. Opera in realtà in un gran numero di settori diversi e anche lontani da quello principale, come l’immobiliare e lo sport.

Il valore di mercato di Suning.com ammonta a circa 52 miliardi di yuan (8 miliardi di dollari), ma l’azienda è da qualche tempo in difficoltà finanziarie. Il suo business è stato danneggiato dalla crisi pandemica, e i timori sulla sua liquidità si sono rafforzati lo scorso settembre, quando Zhang ha rinunciato al diritto a un pagamento di 20 miliardi di yuan dall’Evergrande Group, il grande gruppo immobiliare cinese nonché il più indebitato al mondo. Lo ha fatto per aiutare il suo amico Hui Ka Yan, presidente di Evergrande.

PERCHÉ ZHANG SI DIMETTE

Il mese scorso una corte a Pechino ha congelato il 5,8 per cento delle azioni di Suning.com detenute da Zhang, per un valore di 3 miliardi di yuan.

L’intervento di “salvataggio” di Suning da parte delle autorità cinesi attraverso il consorzio risponde all’intenzione di Pechino di scoraggiare l’espansione incontrollata di quelle compagnie i cui debiti hanno raggiunto dimensioni giudicate pericolose per la stabilità del mercato finanziario nazionale.

IL PATRIMONIO DI ZHANG

Nel 2015 Zhang era uno degli imprenditori più ricchi della Cina, con un patrimonio netto di 11,5 miliardi di dollari. Non soltanto aveva fatto di Suning – fondata nel 1990 per la vendita di climatizzatori – un colosso del retail, ma aveva anche sostenuto le ambizioni calcistiche cinesi attraverso il controllo dell’Inter. Oggi però le sue fortune ammontano a 1 miliardo, stando al Billionaires Index di Bloomberg.

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