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Sorpresona: il turbo-liberista Giavazzi ora elogia pure Cdp e Webuild

Cdp, Webuild e non solo: come cambia opinione l'economista Giavazzi, editorialista turbo-liberista del Corriere della Sera, ora che è consigliere economico del presidente del Consiglio, Mario Draghi.

 

Benvenuto nel campo del pragmatismo, caro professor Giavazzi.

Eh sì, perché da quando l’economista bocconiano Francesco Giavazzi, deus ex machina dell’intellettualità turbo-liberistica in Italia, grazie soprattutto al palcoscenico della prima pagina del Corriere della Sera calcata da decenni, ha smesso i panni del docente per sussurrare (ma quanti sussurri vanno a buon fine oltre all’abbozzata riforma del catasto?) al presidente del Consiglio, Mario Draghi, che lo ha voluto come consigliere economico, quasi tutti gli atti del governo non rispecchiano idee, proposte e tesi del Giavazzi editorialista.

O, forse, semplicemente è più facile scribacchiare un editoriale – senza quasi mai citare le fonti dei numeri e delle tesi – che contribuire a scrivere un decreto legge. Più facile, magari, fare un intervento in pubblico.

Ecco quello che ha detto oggi il turbo-liberista (o ex turbo-liberista) Giavazzi.

Se il Pnrr “avrà successo o meno nelle infrastrutture, dipende dalla collaborazione che ci sarà tra le aziende e le istituzioni”: Webuild nel settore dovrà gestire lavori per oltre il 50% della dotazione complessiva e “se il piano avrà successo o no dipende dalla collaborazione tra Webuild e il governo”, soprattutto il ministero dell’Economia retto da Daniele Franco.

Questo è quello che ha affermato Francesco Giavazzi, consigliere economico del Presidente del Consiglio dei ministri; quello stesso Francesco Giavazzi che vedeva come fumo negli occhi le mosse dello Stato impiccione in economia e che ha bacchettato per decenni i governi di ogni colore (o quasi).

Webuild è il campione nazionale delle costruzioni (ah quante volte Giavazzi ha picchiato in prima sul Corsera contro l’idea stessa di campione nazionale…) erede del gruppo Salini che ha assorbito tra l’altro Astaldi. Webuild ha nell’azionariato il gruppo Cassa depositi e prestiti (controllato dal ministero dell’Economia) tramite Cdp Equity con il 16,67%.

“Il rapporto pubblico-privato è fondamentale per la resa di questi progetti: oggi per l’Italia saper ben utilizzare i fondi del Pnrr significa decidere l’imminente futuro del Paese e perché i risultati siano positivi è fondamentale avviare un valido rapporto tra pubblico e privato. Importante il ruolo di Webuild per riuscire ad implementare un piano complesso, che porta con sé anche una serie di impegni sulle riforme di cui il Paese ha bisogno”, ha aggiunto Giavazzi in collegamento con l’evento organizzato dal gruppo delle costruzioni per il lancio del ‘Premio Alberto Giovannini’, intitolato all’economista scomparso nel 2019 e già presidente di Webuild, e ospitato nella sede del Corriere della Sera a Milano.

Proprio sul Corriere della Sera, una decina di anni fa, Giavazzi con Alberto Alesina indicò al governo dell’epoca dieci proposte di intervento concreto per rimettere in moto il mercato del lavoro e l’economia: “Secondo Giavazzi e Alesina le priorità dell’Italia non sono le infrastrutture – sintetizzò Il Foglio – quanto piuttosto una serie di riforme a costo zero su mercato del lavoro, pensioni, fisco e giustizia”.

Ora, dunque, sono anche le infrastrutture.

Ma si sa che i professoroni hanno sempre ragione e non ammettono mai di aver cambiato idea. Perché al massimo è la realtà effettuale a mutare.

Soloni si nasce, d’altronde.

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