Economia

Silenzi e frastuoni di Maccarone (Fitd) su Tercas, Popolare Bari e Bail-in

di

popolare di Bari

Che cosa dice a sorpresa il presidente del Fondo interbancario di tutela dei depositi (Fitd) a proposito della vicenda Tercas-Popolare Bari e non solo

“S’ode a destra uno squillo di tromba;
A sinistra risponde uno squillo:
D’ambo i lati calpesto rimbomba
Da cavalli e da fanti il terren“.

La citazione tratta dal Conte di Carmagnola del Manzoni sorge quasi spontanea dopo la lettura dell’intervista al presidente del Fondo interbancario di tutela dei depositi (Fitd), Salvatore Maccarone, apparsa ieri sul Sole 24 Ore. Le parole di Maccarone somigliano al rimbombo prodotto dal calpestio del terreno da parte di fanti e cavalli, che fanno seguito allo squillo di tromba del presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, risuonato con l’intervista dello scorso 31 dicembre.

Numerosi i passaggi da commentare, alcuni piuttosto clamorosi.

Maccarone, commentando l’operazione di ricapitalizzazione a favore di Banca Popolare di Bari, ha sottolineato che l’intervento in combinazione con Mcc, banca controllata da Invitalia (Mef), avverrà a condizioni di mercato. Cioè alle stesse condizioni accettabili da un investitore privato. Somiglia tanto all’annuncio di una severa cura dimagrante per la banca barese.

Da questo passaggio, Maccarone prende le mosse per criticare la posizione restrittiva assunta dalla Commissione Ue, a partire dalla Comunicazione del 2013. Infatti Maccarone ribadisce l’importanza dell’intervento pubblico al fine di tutelare un bene costituzionalmente tutelato come il risparmio, e come fattore di freno al propagarsi del contagio in caso di crisi bancaria.

A dir poco stupefacente è il passaggio successivo su Tercas. Sul punto Maccarone sottolinea come i danni prodotti da quella decisione della Commissione, poi ribaltata dal Tribunale Ue, sono stati “ingenti ed ingiustificati”. Per 3 anni è stata bloccata una collaudata prassi di composizione delle crisi bancarie da parte del Fondo.

La risposta alla domanda finale sull’abolizione del Bail-in, non lascia spazio a dubbi. Il Bail-in è “gravoso, minaccioso, iniquo e sostanzialmente inutile”. Infatti, la risoluzione prevista dalla Brrd, come istituto speciale alternativo alla procedura nazionale di liquidazione coatta amministrativa, non ha mai trovato applicazione.

Lo stupore resta e rischia di lasciare il posto ad altri sentimenti, pensando a quei mesi del 2015, quando le difficoltà di quattro banche medio-piccole furono lasciate marcire per mesi sotto i diktat informali della DG Comp di Bruxelles. Nessuno, tra Abi, Bankitalia e Fitd, per non parlare del governo, ebbe il coraggio di mettersi di traverso in modo chiaro e netto. Anche mettendo a disposizione il proprio incarico.

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