Economia

Come esploderà la bolla del calcio (non solo del calciomercato)

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squadre calcio Covid

Causa Covid e non solo, il mercato di gennaio della Serie A potrebbe regalare poche sorprese facendo esplodere la bolla del calciomercato

 

Il mercato di gennaio, da sempre, è tanto complesso quanto fondamentale per consolidare o sconvolgere gli equilibri del campionato della serie A di calcio. Quest’anno però, causa Covid e un pasticcio burocratico, i club italiani non sembrano avere margine per regalare campioni ai tifosi.

IL MERCATO DI RIPARAZIONE PRE COVID

Se già normalmente il mercato invernale è un territorio molto complicato per tutti i direttori sportivi d’Europa, quest’anno, in particolare, riuscire ad acquistare giocatori che possano migliorare il livello della rosa sembra un compito quasi impossibile. Spesso il cartellino dei calciatori in questa finestra trasferimenti viene sopravvalutato: è molto difficile convincere un club a cedere un giocatore a metà stagione perché in poco tempo (a differenza dei canonici due mesi di mercato estivo, la sessione invernale ne dura soltanto uno) deve riuscire a rimpiazzarlo. Nonostante tutte le difficoltà tecnico-economiche, il mercato di riparazione è, normalmente, parecchio frizzante: secondo un report Fifa nel gennaio 2020 ci sono stati 4108 trasferimenti che hanno mosso circa 1,15 miliardi di euro. I club dei campionati “top-5” (Inghilterra, Italia, Francia, Spagna e Germania) sono stati coinvolti nel 14,1% di queste operazioni ma il loro contributo pesa il 71,8% del totale speso. I club inglesi sono quelli che hanno investito di più, superando quota 230 milioni di euro, il secondo dato più alto di sempre per la Premier. Le squadre italiane si posizionano all’ultimo posto nel confronto con i top 5 per trasferimenti in entrata e al secondo, dietro solo alla Bundesliga tedesca, per minor numero di cessioni. Si potrebbe quindi desumere pochi acquisti, ma buoni (o presunti tali) poiché nonostante le scarse operazioni, le squadre di Serie A hanno investito 126,7 milioni di euro, meno solo della Premier League e della Bundesliga.

PREVISIONI DI MERCATO

Per questa stagione si prospettano numeri decisamente diversi. Il Covid ha colpito duramente anche il calcio facendo esplodere la bolla del calciomercato che, negli ultimi anni, aveva toccato vette spaventose. I trasferimenti con indennizzo al club saranno ridotti al minimo indispensabile mentre dilagheranno i prestiti. I giocatori in scadenza di contratto o, ancora meglio, svincolati, saranno i più richiesti sul mercato.

Tutto sembra presagire un gennaio sottotono ma non bisogna mai dimenticare che le spese delle squadre di calcio sono spesso imprevedibili. L’emergere di un’occasione potrebbe indurre i club ad uno sforzo extra. Ci sono infatti leghe, e più in particolare società, maggiormente dipendenti dal botteghino (come per esempio Ligue1 e Championship) che per avere liquidità potrebbero vendere a prezzo di saldo i loro giocatori migliori.

AUTOGOL DECRETO CRESCITA

Ad aggiungere ulteriori criticità e incertezza a questa già complessa finestra di mercato ci ha pensato l’Agenzia delle Entrate che, con una nota sul proprio sito, ha comunicato che gli sportivi professionisti non avrebbero potuto beneficiare dello sgravio fiscale previsto dal decreto crescita. Questo decreto nel 2019 aveva infatti esteso la platea dei beneficiari del regime speciale per i lavoratori “rimpatriati” anche agli sportivi professionisti, con tassazione ridotta al 50% per i redditi da lavoratore dipendente per chi trasferisce la propria residenza in Italia dopo almeno due anni all’estero e impegnandosi a mantenere la residenza in Italia per almeno due anni. Un successivo Dpcm avrebbe poi dovuto definire le modalità per il versamento del contributo, ma questo decreto non è mai stato emanato. Su questa zona grigia si fonda la tesi dell’Agenzia delle Entrate che, tradotta in cifre, potrebbe costare ai club di A tra i 140 e i 150 milioni di euro secondo La Repubblica. L’aspetto più grottesco di questa situazione è che la circolare emanata dall’Agenzia è in contraddizione con le istruzioni alla dichiarazione dei redditi già approvate per il 2019 (oltre al modello 2020 per la dichiarazione)

RISVOLTI SUL MERCATO

La soluzione al problema potrebbe essere l’emanazione del Dpcm necessario ai club per non dover sborsare parecchi milioni con le casse che già languono. Ma di questi tempi, agli occhi degli italiani, non è una mossa politicamente semplice schierarsi dalla parte dei paperoni del calcio garantendo pesanti sgravi fiscali. Giuseppe Conte solo qualche mese fa aveva rimandato al mittente la richiesta della lega Serie A di ristori per 600 milioni circa di mancato guadagno. Non bisogna però dimenticare il ruolo fondamentale del calcio e in particolare della Serie A nel finanziare le altre federazioni. Il massimo campionato italiano porta allo stato più di 700 milioni solo dalle ritenute sugli ingaggi, quando l’investimento pubblico per le altre federazioni è attestato intorno ai 400 milioni. Se la situazione non si chiarisse i club, per tutelarsi sul piano fiscale, potrebbero inserire nei nuovi contratti clausole ad hoc per aggirare l’ostacolo. Il mercato è appena iniziato, non ci resta che aspettare la fine per tirare le somme

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