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Perché Schwarz (Lidl) compra la XM Cyber di un ex-Mossad

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La società di sicurezza informatica israeliana XM Cyber, co-fondata dall’ex capo del Mossad Tamir Pardo, sta essere acquisita dal gruppo tedesco Schwarz. Ecco numeri e ragioni dell’accordo

 

La società di sicurezza informatica israeliana XM Cyber, co-fondata dall’ex capo del Mossad Tamir Pardo, è in procinto di essere acquisita per 700 milioni di dollari dal gruppo tedesco Schwarz, un rivenditore multinazionale con un fatturato annuo di affari pari a circa 140 miliardi di dollari.

Il più grande rivenditore d’Europa, Schwarz Group, gestisce grandi catene alimentari come Lidl e Kaufland. L’anno scorso, la multinazionale è entrata nello spazio del cloud computing, annunciando che stava costruendo la propria piattaforma di cloud computing per i rivenditori, chiamata Stackit, per competere con AWS (Amazon Web Services), Microsoft e altri importanti fornitori di cloud.

Per quanto riguarda la società Informatica israeliana XM Cyber, (XM sta per ex-Mossad) è stata fondata nel 2016 da Pardo, Noam Erez, un esperto della comunità dell’intelligence israeliana da 25 anni, e Boaz Gorodissky, un veterano della comunità di intelligence da 30 anni.

L’azienda, con sede a Herzliya, ha affrontato le minacce informatiche dal punto di vista di un hacker e la sua piattaforma automatizzata di simulazione delle minacce persistenti avanzate lavora per trovare nuove esposizioni, vulnerabilità e credenziali sfruttabili, configurazioni errate e attività degli utenti che potrebbero potenzialmente mettere le organizzazioni a rischio di attacco.

Ebbene, non solo i clienti di XM Cyber includono grandi istituzioni finanziarie, organizzazioni sanitarie e società di infrastrutture critiche in Europa e negli Stati Uniti ma la società è recentemente entrata nel mercato degli Emirati Arabi Uniti come parte di un consorzio guidato da Rafael per fornire soluzioni che soddisfano le “esigenze di infrastrutture e servizi critici a livello nazionale, per fornire difesa contro attività dannose, guerra informatica da parte di attori statali, nonché hacker indipendenti, per proteggere beni come trasporti, petrolio e gas, produzione, acqua e fognature, infrastrutture energetiche”.

Quale valutazione possiamo dare di questa acquisizione? In primo luogo, sia negli Stati Uniti sia in Inghilterra e soprattutto in Israele ex funzionari dell’intelligence – secondo la logica delle porte girevoli – passano dal pubblico al privato; in secondo luogo le agenzie di intelligence e informatica israeliane stanno ormai diventando le più importanti a livello globale e tutto ciò comporta un rischio evidente per la sicurezza nazionale: cosa garantisce infatti che queste società private non trasmettano agli apparati di sicurezza governativi di Israele tutte le informazioni sensibili ricavate?

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