Economia

Sator di Matteo Arpe molla ePrice?

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e-price Arpe
Matteo Arpe

Il fondo Sator di Matteo Arpe non sottoscrive l’aumento di capitale in ePrice e diluisce la sua partecipazione al 3%

 

ePrice ha concluso, con successo, l’aumento di capitale da 20 milioni di euro di euro di ePrice. E Matteo Arpe, del fondo Sator, ha colto l’occasione per diluire la sua partecipazione nel capitale dell’azienda. Un primo passo verso un’uscita totale?

Tutti i dettagli.

L’AUMENTO DI CAPITALE

ePrice, azienda presieduta da Claudio Calabi e attiva nel settore e-commerce, ha concluso l’aumento di capitale da 20 milioni. Il denaro sarà utilizzato per avviare una fase di rilancio dell’azienda, che ha chiuso il 2019 con ricavi per 130,6 milioni e una perdita di 41 milioni.

MATTEO ARPE NON SOTTOSCRIVE AUMENTO

Grande assente tra i sottoscrittori dell’aumento di capitale è il fondo Sator dì Matteo Arpe, azionista in ePrice tramite Arepo Bz. La mancata sottoscrizione, secondo quanto riportato da MF-Milano Finanza porta Arpe a diluire partecipazione, dall’iniziale 20,85% a circa il 3%.

ARPE VUOLE USCIRE?

Che sia un primo passo per un’uscita completa? La mancata sottoscrizione vuole essere un modo per un disimpegno totale? “E’ infatti probabile a questo punto (o almeno questa è la scommessa di alcuni operatori) che questa partecipazione residua del 3% verrà liquidata nei prossimi mesi”, scrive MF-Milano Finanza.

IL MALCONTENTO DI ARPE

L’uscita di scena di Matteo Arpe non stupisce più di tanto. L’ex numero uno di Capitalia fondatore di Sator, in questi anni, ha più volte criticato la gestione di ePrice e sottolineato la mancanza di risultati. In particolare, Arpe ha sempre criticato la gestione di Paolo Ainio, fondatore di ePrice ed azionista con il 22,8% del capitale. Anio è considerato tra i padri fondatori di Internet in Italia, fondatore nel 1995 di Matrix dove è nato Virgilio, e fondatore di Banzai nel 2007.

Arpe a marzo 2019 aveva chiesto l’elezione di un nuovo board in occasione dell’assemblea ordinaria convocata per il 16 aprile. Ma a vincere fu Ainio.

AINIO HA LASCIATO IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

Proprio Paolo Ainio ha deciso di lasciare del tutto le redini dell’azienda a luglio 2020, dimettendosi dal consiglio di amministrazione dell’azienda di e-commerce presieduta da Claudio Calabi (resta azionista).

La decisione, secondo una lettura circolata in ambienti finanziari milanesi, si fonda sulla possibilità di evitare così un’azione di responsabilità che Matteo Arpe, secondo azionista di ePrice tramite Arepo Bz, era in procinto di presentare nei confronti del consiglio di amministrazione. Andiamo per gradi.

LA RICOSTRUZIONE DI START MAGAZINE

Secondo quanto aveva ricostruito, in estate, Start Magazine la scelta di Ainio era orientata ad evitare un’azione di responsabilità che meditava da tempo il banchiere Arpe, fondatore del gruppo Sator, che tramite Arepo BZ controlla il 20,85% del capitale sociale di ePrice, e che è da tempo contesta la gestione di Ainio.

LE ACCUSE DI CONSOB

Azione di responsabilità che nasceva anche dal richiamo arrivato dalla Consob nei confronti dell’azienda di e-commerce per, si legge in un comunicato stampa della società, “non conformità della Relazione Finanziaria Semestrale al 30 giugno 2019 alle norme che ne disciplinano la redazione”.

Consob aveva chiesto alla società, infatti, di rendere noti al mercato gli elementi di informazione circa: “(i) le carenze e le criticità rilevate dalla Consob in ordine alla correttezza contabile del bilancio di cui sopra; (ii) i principi contabili internazionali applicabili e le violazioni riscontrate al riguardo; (iii) l’illustrazione, in un’apposita situazione economico-patrimoniale consolidata pro-forma – corredata dei dati comparativi – degli effetti che una contabilizzazione conforme alle regole avrebbe prodotto sulla situazione patrimoniale, sul conto economico e sul patrimonio netto del primo semestre 2019, per i quali è stata fornita un’informativa errata”.

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