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Salario minimo? Sì, ma non per legge

Leonardo

Difendere e elevare oggi il salario dei lavoratori italiani è urgente e prioritario e va realizzato con il consenso delle parti sociali intervenendo su più fattori. L’intervento di Roberto Benaglia, segretario generale Fim Cisl

 

La definitiva direttiva adottata dopo un lungo confronto dall’Unione europea in tema di salari minimi adeguati non impone nessun salario minimo per legge, ma chiede che ogni Paese elevi i salari attraverso una sana contrattazione bandendo ogni possibilità di dumping contrattuale.

È questo quello che va comunicato in modo chiaro ai lavoratori e ai cittadini, valorizzando il nostro sistema di relazioni industriali.

Per la Fim Cisl un buon contratto vale molto di più di un semplice minimo tabellare. L’unica strada per evitare salari poveri è quella di certificare i contratti rappresentativi e rendere universali insieme a tutti i loro contenuti salariali e normativi.

I nuovi dati Istat oggi pubblicati sull’Ipca permetteranno ai lavoratori metalmeccanici di ottenere aumenti ben superiori ai 112 euro definiti lo scorso anno, in uno scenario ben diverso.

Grazie alla clausola di salvaguardia contrattata, verranno riviste le tranche del 2023 e 2024, arrivando secondo le previsioni attuali (da verificare in futuro) a circa 200 euro di aumenti complessivi al mese a fine contratto.

Certo questi aumenti oggi non bastano per difendere in prospettiva i salari dei lavoratori metalmeccanici sempre più competenti e capaci di fronte forte aumento dell’inflazione. Serve valorizzare sul piano retributivo il lavoro.

Ora però tocca  al Governo fare la propria parte,  convocare le parti sociali per appesantire il netto delle buste paga in modo strutturale, agendo sul cuneo contributivo contenendo gli aumenti delle tariffe, togliendo incrementalità ai premi di risultato detassati, che da 25 anni sono lo strumento che correla aumenti salariali a produttività, incentivando premi sempre più legati alle competenze crescenti di chi lavora, ed elevando fino a 1000 euro i flexible benefit totalmente detassati, che possono essere oggetto di contrattazione.

Difendere e elevare oggi il salario dei lavoratori italiani è urgente e prioritario e va realizzato con il consenso delle parti sociali intervenendo su più fattori.

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