Economia

Che cosa farà l’Eni di Descalzi su Saipem, Rosneft e non solo

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Saipem? Non è un nostro core business ma non vendiamo. Rosneft? Continueremo a lavorare con loro e in Russia. Terra Firma? Nessuna acquisizione. Iraq? Parteciperemo alle gare per l’estrazione di idrocarburi. Messico? Non usciremo dall’Area 1.

Sono queste le risposte fornite oggi dall’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, agli analisti finanziari nel corso dell’Investor Day Eni tenuto a Milano. Ecco di seguito tutte le parole del numero uno del Case a sei zampe sui principali dossier, oltre ai numeri e agli obiettivi del piano strategico 2018-2021 spiegati nel corso dell’incontro (qui l’articolo di Start Magazine).

CAPITOLO SAIPEM

“Saipem non è il nostro core business ma al momento non ci pensiamo a vendere”, ha detto l’ad di Eni, Claudio Descalzi, rispondendo ad una domanda degli analisti finanziari sulla quota di Saipem. “E’ una società ottima – ha aggiunto – ed in questo momento noi la sosteniamo puntando sulle competenze. In tanti anni non ho mai visto tanta professionalita’ nell’attività che svolge Saipem. Quindi al momento noi la sosteniamo e non ci pensiamo a vendere”. Parole che giungono mentre nei palazzi della politica si parla anche del dossier nomine anche di Saipem (qui l’approfondimento di Start Magazine

CASO CIPRO E SAIPEM 12000

Descalzi ha anche parlato del caso turco-cipriota che riguarda la nave Saipem 12000. “E’ un caso avvenuto in un momento particolare per l’Italia, prima delle elezioni, e adesso vediamo se si sta recuperando”, ha sottolineato Claudio Descalzi, in occasione della presentazione del Piano strategico 2018-2021 alla comunità finanziaria italiana, a Piazza Affari, parlando del caso della nave bloccata dalla Marina militare turca nelle acque di Cipro: “Il discorso di Cipro più che contro Eni e contro l’Italia, è un discorso di dialogo interno fra Cipro, la Turchia e la Grecia. La diplomazia sta lavorando. Io spero che si arrivi a trovare una soluzione. Ma più che nelle mani dell’Italia c’è una componente europea. Lì l’Italia può giocare un ruolo ma all’interno di un contesto europeo”.

FUTURO CON ROSNEFT

Dossier Russia e Rosneft anche al centro delle domande e delle risposte nel corso dell’Investor Day Eni a Milano con la comunità finanziaria. “Con Rosneft le cose ci sono, non siamo assolutamente andati via, stiamo lavorando con loro. Abbiamo fatto un primo pozzo, adesso ce ne saranno altri nella parte Nord. Dovremo valutare le modalità, perché ci sono state altre sanzioni, ma non è che abbiamo finito i nostri rapporti con Rosneft: siamo lì e rimaniamo”, ha detto Descalzi, a margine della presentazione del Piano strategico 2018-2021 a Piazza Affari.

TERRA FIRMA? NO GRAZIE

“Non abbiamo per il momento in testa nessun tipo di acquisizione”. Così, in maniera netta, ha risposto l’ad di Eni, Claudio Descalzi, rispondendo ad una domanda sull’interesse del gruppo da lui guidato per gli asset di Terra Firma. “Se ce ne fossero – ha aggiunto – sarebbero probabilmente molto opportunistiche, relativamente ad asset che possono essere messi a fattore comune per creare sinergie”. E’ chiaro che non mi “dispiacerebbe – ha concluso Descalzi – una crescita sul fronte delle rinnovabili”.

DOSSIER SOLARE

“Noi – ha proseguito Descalzi – cresciamo per linea organica perché abbiamo terreni, buone esposizioni soprattutto là dove c’è una copertura solare importante, quindi non abbiamo per il momento in testa nessun tipo di acquisizione”. “Se ci saranno delle acquisizioni, potrebbero essere molto opportunistiche e riguardanti degli asset che possiamo mettere a fattor comune con dei nostri sviluppi per poter fare delle sinergie e, quindi, avere ancor più capacità”, ha detto, rispondendo a una domanda sugli investimenti sul solare. “E’ chiaro – ha sottolineato – che l’idea di arrivare a 500, 600, 700 megawatt di rinnovabili in Italia non mi dispiacerebbe, visto che adesso siamo a 150. Una crescita che possiamo fare: se la crescita inorganica ha costi inferiori di quella organica ok, altrimenti preferisco crescere in modo organico, visto che i terreni ci sono”, ha concluso Descalzi.

PROSPETTIVA IRAQ

“Eni è interessata a “partecipare a gare per attività di estrazione di idrocarburi in Iraq”. A confermarlo è stato Descalzi, rispondendo ad una domanda dei giornalisti al termine dell’Investor Day. “Siamo interessati – ha aggiunto – ma dipende dalle condizioni contrattuali. Probabilmente lo faremo su degli asset interessanti al sud.

NON SI LASCIA IL MESSICO

Invece “non stiamo parlando con nessuno” a proposito dell’eventuale cessione di una quota di Area 1 in Messico, ha detto Descalzi: “Il grosso obiettivo – ha spiegato – era acquisire questi sei permessi e speriamo qualcun altro. Abbiamo lavorato per 5 mesi intensamente con il ministero per spiegare in modo dettagliato il piano di sviluppo. Siamo in un cammino di valorizzazione di questo asset: una volta valorizzato, potrebbe entrare in futuro in un processo di dual exploration: se avessimo opportunità, se ci fosse qualcuno interessato, può succedere”.

OPERAZIONE IN INDONESIA

Il Ministero dell’Energia e delle risorse minerarie della Repubblica di Indonesia ha approvato il piano di sviluppo del giacimento denominato Merakes, situato nel Production Sharing Contract (Psc) di East Sepinggan, Stretto di Makassar, offshore di East Kalimantan, in Indonesia. Lo ha rende noto oggi l’Eni. “L’approvazione del piano di sviluppo di Merakes – ha commentato il numero uno dell’Eni – è una passo fondamentale per lo sviluppo della nostra recente scoperta a gas nel bacino del Kutei. Ci permette di procedere verso la decisione finale d’investimento del progetto. Merakes e’ un altro risultato della strategia di esplorazione “near field” di Eni. Siamo orgogliosi della partnership di Eni con l’Indonesia, un paese chiave nelle strategie globali dell’azienda”.

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