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Report di Ranucci non manda in visibilio Visibilia di Santanché

Report, la trasmissione Rai condotta da Sigfrido Ranucci, torna sul caso della società Visibilia del ministro Daniela Santanché. Ecco come

 

“Non ho processi, non ho condanne, davvero non capisco questo accanimento contro di me. Non vedo l’ora di essere sui banchi del Senato”. Così il ministro del Turismo Daniele Santanché ha commentato l’audizione che si terrà in settimana a Palazzo Madama sul caso sollevato dalla trasmissione Report e che vede coinvolte le società Visibilia e Ki Group. Oggi la trasmissione condotta da Sigfrido Ranucci torna con nuovi documenti sul caso “Santanchè”. I documenti dovrebbero dimostrare che nel 2011 Daniela Santanché, da sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio del quarto governo Berlusconi, avrebbe fatto leva sul suo ruolo istituzionale per accedere a manager di grandi banche per chiedere agevolazioni economiche per le sue società, proponendo incontri con lo stesso presidente Silvio Berlusconi.

LE ACQUE AGITATE IN CUI NAVIGANO VISIBILIA E KIGROUP

L’inchiesta giornalistica, trasmessa lo scorso 19 giugno, ha avuto a oggetto le attività imprenditoriali di Ki group (acquistata dal ministro Santanché insieme all’ex compagno Canio Mazzaro) e di Visibilia. La prima, gestita da Daniela Santanchè fino al 2022, era un’azienda che si occupava di alimenti biologici che secondo quanto riportato da “Report”, tra il 2018 e il 2019, avrebbe accumulato debiti nei confronti dei fornitori per oltre 8 milioni di euro. La soluzione sarebbe stata trovata nell’apertura di nuova società chiamata Ki Group Srl alla quale sarebbero stati trasferiti i rami aziendali funzionanti, lasciando fuori i debiti. Questo avrebbe causato difficoltà per diversi fornitori ma anche a diversi dipendenti di Ki Group che aspettano di ricevere il trattamento di fine rapporto (TFR). Come riportato da Report il gruppo Visibilia si trova in una situazione di crisi, sta cercando di raggiungere un accordo con l’Agenzia delle Entrate per ridurre l’ammontare dei debiti accumulati.

LE AZIENDE DI SANTANCHÉ FINITE NELL’ORBITA DI NEGMA

La situazione era tanto critica che Visibilia e Ki Group, in grave crisi di liquidità, sono finite nell’orbita del fondo arabo Negma Group Ltd, dislocato a Dubai e domiciliato in un paradiso off shore. I risultati, però, non sono stati profittevoli per le aziende, i valori dei titoli di entrambi sono precipitati causando danni ai dipendenti delle aziende e agli azionisti. L’intervento in veste di finanziatore del fondo Negma prevedeva l’erogazione di prestiti obbligazionari convertibili cum warrant che le aziende in difficoltà hanno sottoscritto. Il fondo Negma ha convertito le obbligazioni in azioni delle società finanziate, le stesse venivano poi vendute sul mercato. L’affare, come ha spiegato bene uno studio di Ambromobiliare, era tutto per Negma dato che la conversione avveniva a prezzi scontati rispetto ai valori di mercato e dalla vendita in borsa Negma ci ricavava una plusvalenza.

LA RICHIESTA DEL MINISTRO SANTANCHÉ DI UN FIDO ALLA BPM PER VISIBILIA

Le nuove indiscrezioni di Report dovrebbero provare che Visibilia sarebbe stata esposta finanziariamente già nel 2011 per 15 milioni di euro e nonostante l’indebitamento la società garantiva prestiti ad altre aziende sempre di proprietà di Santanchè. Circa 2,8 milioni di euro riguardavano un prestito con la Banca popolare di Milano, istituto bancario al quale l’attuale ministro sarebbe tornata a chiedere un’estensione del fido per altri 2 milioni di euro. Repubblica scrive che a questo punto l’ufficio crediti della banca si sarebbe opposto proprio per lo stato patrimoniale e l’esposizione bancaria di Visibilia. A questo punto Santanchè avrebbe contattato Antonio Cannalire, il braccio destro dell’allora capo della banca Massimo Ponzellini. La proposta di Santanchè avrebbe riguardato l’organizzazione di incontri tra Ponzellini con l’ex premier e allora Governatore della Banca d’Italia Mario Draghi e l’allora Premier Silvio Berlusconi. Contattata dalla trasmissione il ministro Santanché ha negato tali circostanze ma Report avrebbe dei documenti che smentirebbero la sua versione della ministra.

LA PUNTATA DI REPORT DEL 2012 SULLA “BANCA DEGLI AMICI”

Report si era già interessata della vicenda nel corso dell’inchiesta del 2012 “La Banca degli amici”. La trasmissione di Rai 3 aveva indagato la gestione di Massimo Ponzellini in Banca Popolare di Milano. Secondo le indagini della magistratura all’interno della banca viveva una struttura parallela a quella ufficiale utilizzata per finanziare politici e amici. Per i pm era a capo c’era il Presidente Ponzellini, affiancato dal suo direttore generale Enzo Chiesa e dal suo braccio destro, Antonio Cannalire. Quest’ultimo, secondo le testimonianze raccolte all’epoca, aveva il ruolo di sbloccare l’erogazione di un credito dove i requisiti base non rispettavano regolamento e fidi. Tra i politici che avrebbe incontrato anche Daniela Santanchè, a capo di Visibilia, la concessionaria che raccoglie pubblicità, tra gli altri, per Libero e Il Giornale.

L’ACQUISTO DI SPAZI PUBBLICITARI DI BPM

La Banca popolare di Milano, alla fine, ha deciso di non concedere l’estensione del fido ma ha acconsentito all’acquisto di spazi pubblicitari per la Banca popolare di Milano per un valore di 320 mila euro (pubblicate su II Giornale, Libero e l’Ordine di Como, quotidiano locale all’epoca di proprietà di Alessandro Sallusti, ex compagno di Daniela Santanchè).

LE PERDITE NON ISCRITTE NEL BILANCIO (IN ROSSO) DI VISIBILIA

Nonostante i conti di Visibilia non tornassero, nel 2013, come raccontato da Repubblica, Visibilia srl avrebbe concesso un finanziamento di 680 mila euro con contratto firmato il 17 maggio 2013 alla società D1 Partecipazioni, di proprietà di Santanchè che vedeva come usufruttuario Sallusti. D1 Partecipazioni non ha avuto una lunga vita: nata il 10 maggio 2013, è stata liquidata nel 2019 e Visibilia srl ha cancellato il credito che vantava nel 2020. A questo si aggiunge che dal 2014 non sarebbero state iscritte a bilancio diverse perdite patrimoniali tanto da far arrivare il patrimonio netto a “un valore negativo per oltre 8,2 milioni” come riportato da una perizia di parte chiesta della procura di Milano.

Non solo Visibilia di Santanché, cosa combina il fondo arabo Negma?

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