Economia

Remdevisir, Tocilizumab e non solo: ecco (forse) la cura contro il Coronavirus

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Si cercano e si sperimentano nuove terapie per la cura del Coronavirus. Ecco i passi compiuti finora

Contro il Coronavirus non esiste vaccino e non esistono, ancora, nemmeno terapie valide e approvate.  Quindi si punta sulla sperimentazione. E in campo scendono anche i supercomputer.

L’USO DEL REMDESIVIR

Tra i farmaci che sembrano funzionare nella cura del Coronavirus c’è il Remdesivir, un farmaco sviluppato come trattamento per la malattia da virus Ebola e le infezioni da virus di Marburg. Diversi studi hanno dimostrato la sua efficacia come antivirale contro virus a RNA a singolo filamento come virus respiratorio sinciziale, virus di Junin, virus della febbre di Lassa, Virus Nipah, virus Hendra e coronavirus (compresi i virus MERS e SARS)..

Il farmaco, utilizzato anche per curare i pazienti dello Spallanzani, è in fase di test in Cina. L’azienda produttrice, Gilead Sciences, società americana di biotecnologia che ricerca, sviluppa e commercializza farmaci, ha firmato nelle scorse settimane con il China-Japan Friendship Hospital di Pechino un accordo per l’utilizzo del farmaco, che è attualmente in fase di test a Wuhan, il centro dell’epidemia (qui l’approfondimento di Start Magazine).

L’EFFETTO DEL TOCILIZUMAB (FARMACO CONTRO ARTRITE)

All’ospedale Cotugno di Napoli, invece, si sono affidati (con successo, al momento) nella cura al Coronavirus al Tocilizumab, approvato nel 2010 negli Stati Uniti per l’artrite reumatoide, e commercializzato in Italia dalla casa farmaceutica Roche, con il nome di Actemra.

Il farmaco è stato inserito, pochi giorni fa, dalla National Health Commission cinese nelle linee guida per il trattamento dei casi gravi da coronavirus: in Cina sono guariti 21 pazienti trattati con Tocilizumab, che hanno mostrato un miglioramento importante già nelle prime 24-48 ore.

LA SPERIMENTAZIONE DEI FARMACI ANTI HIV

Tra i farmaci sperimentati nella cura a Covid-19, anche quelli comunemente utilizzati contro l’HIV. Come si legge sul quotidiano El Pais, i principi attivi combinati lopinavir e il ritonavir, venduti con il marchio commerciale di Aluvia o Kaletra hanno curato e guarito un uomo di 62 anni, Miguel Angel Benitez, primo caso di coronavirus registrato in Spagna, all’ospedale Virgen del Rocio di Siviglia.

Il farmaco Kaletra è commercializzato in Italia dall’azienda AbbVie S.r.l, societ farmaceutica che vanta 125 anni di storia.

SUPERCOMPUTER IN CAMPO

Anche i supercomputer sono alla ricerca di una cura contro il Coronavirus Covid-19. È nato un gruppo pubblico-privato, in Europa, per portare avanti la ricerca contro il virus nell’ambito del progetto “Exscalate4CoV”.

La cordata è guidata dalla Dompé farmaceutici, e a lavoro sarebbero iI super-cervellone del Cineca del consorzio interuniversitario con sede a Bologna, il Politecnico e l’Università di Milano, la Federico II di Napoli, l’Università di Cagliari, l’associazione BigData, l’Infn e l’Istituto Spallanzani di Roma. Con l’aito dei supercomputer si cercherà di valutare “tre milioni di molecole al secondo”, a partire da una “biblioteca chimica di 500 miliardi di molecole”, con l’obiettivo di individuare “i farmaci più sicuri e promettenti per il trattamento immediato della popolazione già infetta a cui seguirà l’individuazione di molecole capaci di inibire la patogenesi del coronavirus per contrastare i contagi futuri”.

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