Economia

Popolare di Bari, ecco il Tesoro cercato da De Bustis

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Come dare un nuovo corso alla Popolare di Bari che chiuderà il 2018 in perdita per le ingenti svalutazioni? E’ questa la domanda alla quale cercano in questi giorni di dare una risposta i vertici della Banca Popolare di Bari.

E’ in particolare il nuovo amministratore delegato dell’istituto di credito pugliese, Vincendo De Bustis, che è già stato alla testa della banca barese anni fa, che sta tentando di delineare una nuova prospettiva per l’istituto tra rafforzamento patrimoniale, vendita di una parte delle sofferenze e tribolata trasformazione in società per azioni.

ECCO IL PIANO DI DE BUSTIS PER LA POPOLARE DI BARI SVELATO DAL SOLE 24 ORE

Il piano di De Bustis, svelato oggi per grandi linee da Carlo Festa del quotidiano Il Sole 24 Ore, si compone di due parti che sono state anche illustrate alla Vigilanza di Bankitalia che avrebbe dato un via libera di massima secondo le indiscrezioni raccolte da Start Magazine: la vendita di sofferenze e uno spacchettamento della banca.

IL DOSSIER SOFFERENZE ALLO STUDIO DEL TESORO

Sul primo dossier, la Popolare di Bari troverà una sponda attenta anche nel veicolo del Tesoro, Sga, che insieme alla società specializza in crediti difficili, doBank rileverà un corposo pacchetto di sofferenze accumulate dall’istituto di credito pugliese fondato dalla famiglia Jacobini, reduce da un’uscita di peso come quella dell’economista e storico Giulio Sapelli, che nelle scorse settimane si è dimesso a sorpresa.

LO SPACCHETTAMENTO DELLA POPOLARE DI BARI

La seconda parte del piano elaborato dal banchiere de Bustis è quella più ardua, anche perché intaccherà ruolo e peso degli attuali azionisti. De Bustis in sostanza propone – secondo quanto ha svelato oggi il Sole 24 Ore – una sorta di spacchettamento societario della banca, che figlierebbe due entità: “Da una parte una Spa, con la clientela affluent, e dall’altra una community bank collegata al territorio e dedicata al retail e alle micro-imprese. Gli attuali soci avrebbero azioni di entrambe le entità divise.”

ESTRATTO DELL’ARTICOLO DEL SOLE 24 ORE SULLA POPOLARE DI BARI:

Il piano si sviluppa, secondo indiscrezioni, su due livelli. Il primo è quello del derisking dell’attivo. Sarebbero infatti ormai a buon punto le discussioni con Sga e doBank per la cessione del portafoglio di sofferenze dell’istituto pugliese. Secondo gli ultimi dati disponibili del 30 giugno la banca aveva npe lordi per 2,57 miliardi, con una rilevante presenza di Utp. Dal canto loro Sga e doBank starebbero lavorando a una soluzione di sistema, rilevando i pacchetti di sofferenze di diverse banche popolari di piccole dimensioni; in questo ambito, Banca Popolare di Bari avrebbe ritenuto l’opzione Sga-doBank preferibile in termini di prezzo rispetto a quelle prospettate da altri operatori come Varde, Tpg e Ifis.

C’è poi una seconda parte del piano, un secondo livello, che sarebbe stato ideato dallo stesso De Bustis, anche se per ora si tratterebbe di un’ipotesi che dovrà essere valutata ulteriormente e confermata. Secondo il disegno allo studio, ci potrebbe essere una scissione della Popolare di Bari in due realtà: da una parte una Spa, con la clientela affluent, e dall’altra una community bank collegata al territorio e dedicata al retail e alle micro-imprese. Gli attuali soci avrebbero azioni di entrambe le entità divise.

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